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Il Filmstudio e il movimento del cinema sperimentale italiano
Scena Spazio Cinema, via degli orti d'Alibert 1, Roma - 28 Novembre 2021 - 29 Novembre 2021
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Il Filmstudio Tre e CSC – Cineteca Nazionale, in collaborazione con Spazio Scena, presentano la rassegna Il Filmstudio e il movimento del cinema sperimentale italiano. L’evento rappresenta una rara opportunità, in modo particolare, per i giovani che studiano cinema, che fanno cinema o che, semplicemente, amano il cinema. Nel programma, suddiviso in tre sezioni, sono inseriti 12 film di 11 autori tra i più significativi del “movimento”.

La prima sezione è dedicata alla Nascita del cinema underground in Italia: la Cooperativa Cinema Indipendente. Comprende il film-manifesto La verifica incerta di Gianfranco Baruchello e Alberto Grifi. La verifica incerta è il film dell’underground italiano più conosciuto all’estero, precursore e ispiratore di format blobisti. È derivato da una grande quantità di pellicola di scarto (per lo più cinemascope commerciale americano). Gli autori rivisitano attraverso un montaggio di spezzoni accelerato e rielaborato le situazioni “clichés” del cinema hollywoodiano.

Di Massimo Bacigalupo è in programma Quasi una tangente. Girato in 8mm nel 1966 vinse il primo premio al Festival di Montecatini. Fu un’autentica rivelazione. Si parlò di risposta underground a Prima della rivoluzione e a I pugni in tasca. Narra l’ultimo giorno nella vita di Paul, un giovane studente, visto attraverso il suo stesso sguardo. La cinepresa idealmente è posta dietro i suoi occhi.

Tutto Tutto nello stesso istante è il film collettivo della Cooperativa Cinema Indipendente: 12 “pezzetti” filmati da 12 autori secondo gli umori o i malumori del momento, un gesto di amicizie reciproche fra gli autori.

Ciao Ciao di Adamo Vergine è un film breve, una piccola pietra miliare. Quattro sequenze, tratte da un filmino familiare dell’autore girato in 8mm (il saluto), sono state unite ad un anello in modo che si ripetessero sempre. Proiettate su un vetro smerigliato sono state filmate. C’è un vago sapore degli esordi dei fratelli Lumière.

Se l’inconscio si ribella/rivela di Alfredo Leonardi si apre con una sequenza del Living Theatre, ripreso nel corso di una rappresentazione dei Mysteries… Questa presenza ha, come ogni altra nel film, un valore emblematico e testimonia il mio interesse e il mio amore per una comunità di persone che cerca di vivere nel modo più libero…”.

Trasferimento di modulazione è uno dei film più travolgenti di Piero Bargellini. Riprende il tema erotico degli 8mm e lo manipola con le tecniche di sviluppo studiate nei primi 16mm. Alla fine di Trasferimento possiamo dire: le soleil (l’energia di vita) et la mort (il nero) se peuvent regarder fixement.

In Preghiera d’avanguardia, di Pier Farri, da un mondo sotterraneo una figura si innalza verso la luce. È un giovane cineasta d’avanguardia che, raggiunto il suo studio sul fiume, medita, prega, invoca muse ed artisti immortali affinché il suo lavoro possa riuscire al tempo stesso modernissimo e naturale, complesso e popolaresco, nuovo e duraturo … (eterno?).

La seconda sezione, La poesia cinematografica di Annabella Miscuglio, comprende due titoli della co-fondatrice del Filmstudio: Fughe lineari in progressione psichica e Puzzle Terapy. Fughe lineari è nato dall’idea di un film sulle linee in movimento. Le linee di un corpo femminile nascono, si perdono, si confondono nelle linee dei paesaggi della civiltà tecnologica che aggrediscono, contaminano, distruggono la memoria – o il desiderio? – di amore. Puzzle Therapy è la raccolta di materiale girato nel corso di un anno, montato con una tecnica simile a quella della scrittura automatica. In questo insieme di brandelli di vita vissuta, ricordi, sogni, ogni spettatore può trovarci differenti significati. La terza sezione, Il cinema d’artista, comprende Buongiorno Michelangelo di Ugo Nespolo. Una enorme palla di carta viene fatta rotolare per le strade di una fredda Torino… diventa un simbolico oggetto di assurda provocazione che può anche essere letta come vacua, goliardica esibizione. Pistoletto spinge la palla, la gente lo segue per vedere “fino a che punto” …

SKMP2 di Luca Patella si propone, come concezione, un libero esame del dinamismo percettivo (la visione come attenzione) nonché una ricerca di trasformazione del rapporto: visione naturale e inquadratura-schermo, o: azione reale e concezione di linguaggio espressivo.

Chiude la rassegna Aurelia di Arcangelo Mazzoleni. Il film si ispira all’omonimo racconto di Gerard de Nerval. Racconta l’incontro/scontro dell’immaginario di una donna con la civiltà elettronica proiettandola in una dimensione interiore ove realtà quotidiana e rito sono mescolati e fusi in una sintassi onirica.

Il movimento dello sperimentalismo cinematografico italiano (altrimenti definibile cinema underground o cinema indipendente) si espresse nella sua quasi totalità tra la seconda metà degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta. Quando nell’ottobre del 1967 nacque il Filmstudio con lo scopo soprattutto di promuovere il cinema indipendente e sperimentale (di tutto il mondo), fu naturale che i film-maker italiani che erano già all’opera ci cascassero felicemente dentro. Lo spazio di via degli Orti d’Alibert divenne la casa, l’esclusivo luogo di libertà dove film-maker indipendenti, creativi ed anticonformisti potevano mostrare i loro lavori. Al Filmstudio i cineasti si incontravano, si confrontavano, stringevano amicizie, si influenzavano a vicenda alla ricerca, ciascuno, di nuove e personali forme espressive. La prima rassegna dedicata al cinema sperimentale italiano venne presentata al Filmstudio nel marzo del 1968. Da quella data in poi sono state presentate nelle salette di via degli Orti d’Alibert con regolarità decine di omaggi, personali, retrospettive, “lancio” di film memorabili, come, per esempio, “Anna” di Grifi e Sarchielli. Di quella intensa tensione creativa nel corso degli anni hanno dato testimonianza libri, saggi, tesi di laurea, documentari, dove il Filmstudio emerge come (inconsapevole) “regista” dello sviluppo e dell’evoluzione della sperimentazione cinematografica italiana.

 

La nascita del cinema underground in Italia: la Cooperativa Cinema Indipendente

domenica 28 novembre
Programma N.1 – ore  18:00
Gianfranco Baruchello e Alberto Grifi
La Verifica Incerta
Film derivato da circa 150.000 metri di pellicola di scarto
(per lo più CINEMASCOPE COMMERCIALE AMERICANO degli anni  ’50-’60 acquistata come rifiuti destinati al macero).
(1964-65 , 16 mm , col., 45’)

Massimo Bacigalupo
Quasi una tangente
(1966 , 8 mm , b/n , 37’)


lunedì 29 novembre
Programma N.2 – ore 18:00
Bacigalupo, Bargellini, De Bernardi, Baruchello, Chessa, Epremian, Leonardi, Lombardi, Meader,  Menzio,Turi, Vergine
Tutto tutto nello stesso istante
Film collettivo della cooperativa cinema indipendente
(1968, 16mm, col., 25’)

Adamo Vergine
Ciao Ciao
(1967, 16mm, b/n, 6’)

Alfredo Leonardi
Se l’inconscio si ribella/rivela
Con Cathy Berberian, Paolo e Poupée Brunatto, Carlo Cecchi, Silvana e Franco Leonardi e il Living Theatre
(1967, 16mm, b/n, 21’)

Piero Bargellini
Trasferimento di Modulazione
(1969, 16mm, b/n, muto, 9’)

martedì 30 novembre
Programma N.3 – ore 18:00

 

La poesia cinematografica di Annabella Miscuglio
Fughe lineari in progressione psichica
(1975, Super8, col., 10’)

Puzzle Terapy
(1976, Super8, col., 12’)

Il cinema d’artista

Ugo Nespolo
Buongiorno Michelangelo
(1969, 16mm, col.e b/n, 20’)

Luca Patella
SKMP2
(1968, 16mm, col. E b/n, 20’)

Arcangelo Mazzoleni
Aurelia
(1979, Super8, col., 10’)

Programma a cura di A. Leone, D. Peres, A. Licciardello e R. Scatà
Ingresso gratuito (Green Pass obbligatorio)

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