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Il cinema di Francesco De Robertis
15 Gennaio 2019 - 16 Gennaio 2019
Dotato di un formidabile talento nel pensare per immagini, ha travalicato facilmente la matrice documentaristica, da cui si sviluppava la sua esperienza, evitando ogni retorica propagandista. Il suo cinema è nato sullo sfondo degli eventi bellici, per poi proiettarsi sullo scenario del dopoguerra, precorrendo e ispirando il movimento neorealista e dando forma a una poetica immediata e rigorosa, fatta di valori semplici, ma anche di uno spirito sottilmente critico. Film come Uomini sul fondo, La nave bianca, Alfa Tau!, Marinai senza stelle, Fantasmi del mare, La donna che venne dal mare raccontano un universo prevalentemente marinaro, profondamente umano e visivamente sorprendente.
 
martedì 15
ore 17.15 Uomini sul fondo di Francesco De Robertis (1941, 89′)
«Il cinema derobertisiano dell’epoca si intona ad alcune tematiche essenziali. La prima: una guerra è sempre angoscia, dolore e rischio mortale quotidiano, non l'”eroica avventura” fra sventolio di bandiere cara alla propaganda […]. Per meglio mettere a fuoco questa tematica e concentrare l’attenzione sulla drammaticità vera della condizione del combattente, nel suo film d’esordio, Uomini sul fondo, uscito il 13 febbraio 1941, il regista elimina addirittura il nemico facendo accadere l’incidente del sommergibile non in battaglia, ma durante un’esercitazione. Il tono dominante è l’angoscia claustrofobica di un equipaggio rimasto incagliato sul fondale e destinato a morte sicura per soffocamento, se non si riuscirà a liberare la nave dalla sua prigione. Una situazione che supera le parti ed esprime in chiave di universale comprensione i rischi tremendi della navigazione e della guerra subacquee» (Laura).
 
ore 19.00 Incontro con Massimo Causo, Daniela De Robertis, Simone Starace
Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro curato da Massimo Causo, Il cinema di Francesco De Robertis, Edizioni dal Sud, 2018.
 
ore 20.00 La nave bianca di Roberto Rossellini (1941, 73′)
Pochi ricordano che il padre del Neorealismo ha esordito con una trilogia di film di propaganda bellica, da riscoprire assolutamente. Pur muovendosi nell’orbita ideologica patriottica, ne superano la retorica con una tensione al realismo, che avrebbe innescato la rinascita espressiva del cinema postbellico. «La questione della (duplice) paternità del film resta in effetti ancora oggi delicata, tanto più se si tiene in conto l’anonimato imposto agli autori nei titoli di testa, che in onore allo spirito di corpo recitano semplicemente “Ideato e diretto dal Centro Cinematografico del Ministero Marina”. Quello che sappiamo per certo è che la gestazione del film è stata come minimo avventurosa, visto che il progetto iniziale era quello di girare un semplice documentario di cortometraggio per illustrare il funzionamento di una nave ospedale. La regia, pur approvata e supervisionata da De Robertis, viene però affidata a Rossellini, che, come farà successivamente anche per Roma città aperta, approfitta del lavoro su commissione per girare invece un lungometraggio» (Starace).
 
mercoledì 16
ore 17.00 Carica eroica di Francesco De Robertis (1952, 95′)
Durante la seconda guerra mondiale un reggimento di cavalleria, il “Savoia Cavalleria”, viene inviato in Russia. Dopo un lungo viaggio attraverso il paese, il reggimento si ferma in un villaggio e, dopo un’iniziale opposizione, i militari italiani riescono a istaurare un buon rapporto con gli abitanti. Ricevuto improvvisamente l’ordine di partire, il reggimento viene inviato in prima linea. La cavalleria italiana dimostrerà per l’ultima volta sul campo il suo valore. «Il film, realizzato dal De Robertis con la collaborazione di Marcello Andrei, rivela in lui una più completa maturità tecnica ed appare di fattura più che decorosa, grazie anche ad una fotografia di Carlo Bellero, dai suggestivi toni grigi in esterno» (Castello).
 
ore 19.00 Alfa Tau! di Francesco De Robertis (1942, 99′)
Il sottomarino Toti rientra alla base dopo una lunga missione e l’equipaggio approfitta della breve licenza per abbracciare le rispettive famiglie. Terminata la licenza, il sommergibile riparte verso nuove e pericolose missioni. «Oltre a essere il film più elaborato e riuscito della trilogia marittima, Alfa Tau! è anche il primo lavoro per il quale il regista non si avvale di collaborazioni artistiche esterne» (Grattarola).
 
ore 20.45 Marinai senza stelle di Francesco De Robertis (1943, 90′)
Ragazzi di un villaggio sul mare si imbarcano su due brigantini-scuola. Durante la crociera, giunge ai comandanti l’ordine di rientrare subito perché la guerra è imminente. I brigantini attraccano in un porto vicino a Trieste e i ragazzi vengono ospitati in un castello. Mentre i brigantini, presi a rimorchio, lasciano il porticciuolo, due dei ragazzi riescono a salire su delle navi, che li porteranno a Trieste. Uno dei due sale clandestinamente a bordo di un cacciatorpediniere, l’altro si imbarca su una nave da trasporto. «Il De Robertis non vuole dimostrare tesi, non vuole scagliare anatemi o mormorare amari rimpianti […] L’amore filiale, l’amicizia tra ragazzi, e soprattutto l’amore per la propria bandiera, che un piccolo eroe riesce a salvare, questi sono i sentimenti che l’autore dello scenario e della regia intende suscitare. Il film è girato senza attori, con “tipi”. La comparsa di Antonio Gandusio, alla testa di un gruppo di commedianti, è brevissima e dettata da un dissimulato scopo commerciale, che peraltro non urta eccessivamente. I piccoli attori sono bravi e sinceri: la fotografia conserva valori che avevamo già apprezzato in De Robertis» (Verdone).
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