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Guerre d’archivio: le attualità della Prima Guerra nel cinema italiano dagli anni Venti ad oggi
02 Marzo 2017 - 03 Marzo 2017
Che ruolo hanno i filmati d’archivio nella memoria che abbiamo oggi della Grande Guerra? E in che modo questa memoria visiva, che un tempo si pensava dovesse resistere al tempo in modo monolitico, è sopravvissuta (o cambiata) nella Storia passata e recente della Nazione? Da quando l’Italia ha iniziato ad interessarsi alla vita passata di questi materiali d’archivio?
La retrospettiva in questione, che giunge a 100 anni di distanza esatti dalla fondazione dei Servizi Fotocinematografici di Esercito e Marina, cerca di dare risposta a questa domanda, ripercorrendo, nelle sue principali tappe, il rapporto che il cinema e la televisione italiana hanno avuto con questo immenso giacimento visivo. Alla scoperta delle più singolari contraddizioni, dei misteri storiografici più irrisolvibili e delle punte liriche più elevate di un Paese che l’aspetto esteriore di quella guerra ha prima intensamente cinematografato, poi distrattamente conservato, ed infine altrettanto disperatamente ricercato. Tra sequenze strappate dal vivo corpo dei rispettivi documentari e memorie rimosse.
La rassegna, a cura di Sila Berruti e Luca Mazzei, è promossa in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata
 
giovedì 2
ore 17.30 4 novembre 1918 di Vittorio Calvino (1958, 19′)
Primo programma televisivo Rai dedicato alla Grande Guerra ad essere messo in onda. Dopo un breve prologo ambientato nelle vecchie trincee della guerra e al cimitero di Redipuglia, nel quale vediamo gruppi di reduci e vedove rendere omaggio ai caduti, la voice over ci guida in un percorso storico che abbraccia sinteticamente tutto il periodo del conflitto: dall’entrata in guerra del Paese, ai momenti difficili, fino alla vittoria. Sullo schermo richiamati, dalla voce del commentatore, brani dal vero, fotografie, illustrazioni d’epoca, qualche documento. Trasmesso il 4 novembre 1958.
Copia proveniente da Rai Teche
 
a seguireTutti quei soldati di Mauro Morassi [non accreditato] (1961, 22′)
Programmato il 4 novembre 1961, in chiusura della prestigiosa serata inaugurale del Secondo Programma Rai, il documentario cerca di inserire le vicende della guerra all’interno di un discorso più ampio che riguarda soprattutto l’affermazione di un comune senso di identità nazionale. La voce fuori campo si intona dunque sui sentimenti del soldato medio, personaggio a cui danno spazio due differenti voice over: quella di Riccardo Cucciolla, destinata qui ad esporre i fatti della guerra, e quella di Giorgio Albertazzi, che si concentra invece nella declamazione di brani tratti da pagine di scrittori dell’epoca, letti allo spettatore senza dichiararne la provenienza, come se emergessero dal magma di un flusso di coscienza collettivo. Eterogenee anche le immagini, che annoverano riprese dal vero d’epoca, fotografie e riprese documentarie realizzate per l’occasione. A causa di alcuni tagli, effettuati dall’emittente due giorni prima della messa in onda (ma a proiezioni private alla stampa già effettuate), il regista Mauro Morassi chiese e ottenne il ritiro della firma.
Copia proveniente da Rai Teche
 
a seguireLa notte di Caporetto diSandro Vanadia (1998, 27′)
Riflessione sul suolo storico della rotta di Caporetto, ottanta anni dopo la fine del conflitto. Le riflessioni sono inframezzate da brani di documentari Rai 1968-1975, i quali a loro volta presentano al loro interno sequenze “dal vero” dal fronte, in un sistema di sguardi a scatole cinesi. Conduce in studio Gabriella Facondo. Autore dei testi Emilio Franzina. Trasmesso per la prima volta su Rai 3 il 9 febbraio 1998 all’interno del contenitore “Storia d’autore”.
Copia proveniente da Rai Teche
 
a seguireDa Caporetto a Vittorio Veneto. Vittorio Veneto di Amleto Fattori e Arrigo Petacco (1968, 78′)
Seconda puntata di Da Caporetto a Vittorio Veneto, programma in due parti dedicato alle vicende delle forze armate italiane nella prima guerra mondiale. Oltre alle più importanti sedi archivistiche civili e militari d’Italia, ci si rivolge anche alla ricca collezione personale di Vico d’Incerti, qui pure intervistato. A fare da consulente storico è invece Novello Papafava, nei primissimi anni Sessanta già direttore della Rai. Lo stesso titolo del programma prende spunto d’altronde da un suo omonimo libro. Trasmesso per la prima volta il 27 novembre 1968 sul Secondo Programma Rai.
Copia proveniente da Rai Teche
 
ore 20.00 Incontro con Sila Berruti, Luca Mazzei, Fabrizio Micarelli, Maria Assunta Pimpinelli
 
a seguire Guerra nostra (1927, 20′)
Proiettato per la prima volta in Piazza Venezia la sera del 24 maggio 1927, Guerra nostra rappresenta il primo documentario di montaggio realizzato dal Luce reimpiegando i materiali girati al fronte dagli operatori dei Servizi Fotocinematografici di Esercito e Marina. Un provvedimento legislativo aveva infatti appena disposto, nel gennaio 1927, che “tutte le film di guerra in possesso dei Ministeri, Comandi od Uffici Militari” venissero versate al Luce nella nuova “Cinemateca di Propaganda ed Istruzione Militare”, uno dei diversi archivi tematici in corso di costituzione che dovevano servire da collettori di repertorio per filmati educativi e di propaganda. Il film risultava conservato solo in una versione condensata e ridotta in formato 9,5mm-Pathé Baby, distribuita nel 1929 per una diffusione nei circuiti minori, ma nel 2014 un ampio frammento in 35mm, corrispondente a circa un terzo dell’originale, è stato identificato negli archivi della Cineteca Nazionale in una copia nitrato d’epoca, purtroppo incompleta, e in un ulteriore brano isolato su pellicola safety, forse attribuibile a un intervento di duplicazione fatto negli anni Sessanta (e destinato ai repertori Rai?).La possibilità di istituire un confronto con il successivo Gloria. Documentazione cinematografica della guerra 1915-1918, realizzato sempre dal Luce nel 1934, ha rivelato che Guerra nostra ne costituisce il diretto antecedente, in quanto Gloria ne reimpiega buona parte delle immagini, ma ne modernizza le didascalie, divenute ormai datate nella loro enfasi tra il dannunziano e il futurista, e aggiunge musica e rumori, in una commistione di suoni e cartelli muti tipica delle prime fasi del cinema sonoro.
Il progetto di restauro del frammento ritrovato di Guerra nostra, che in quest’occasione viene presentato al pubblico per la prima volta, è stato condotto in partnership con Luce Cinecittà e ha previsto la scansione a 2k degli elementi individuati e il loro restauro digitale, fino alla realizzazione di un Dcp. Le lavorazioni si sono volte nel 2016 nei laboratori digitali di Luce Cinecittà, del CSC-Cineteca Nazionale e dell’Archivio del Cinema d’Impresa della sede Csc di Ivrea.
 
a seguireGloria. Documentazione cinematografica della guerra 1915-1918 (1934, 110′)
Monumentale silloge di epoca fascista dedicata alla Grande Guerra, vista in tutti i suoi multiformi aspetti. A produrla, basandosi sulle migliaia di metri di pellicola confluiti verso il suo archivio verso la fine degli anni Venti, è l’Istituto Luce. Il film si segnala anche per essere il primo film sonoro basato sul riuso di materiali “dal vero” della guerra del 1915-’18.
 
venerdì 3
ore 17.00 ll Piave mormorò… di Guido Guerrasio e Vico d’Incerti (1964, 93′)
Appoggiandosi a materiale girato all’epoca, Guerrasio e d’Incerti ricostruiscono la vicenda dell’Italia nella prima guerra mondiale. Per Vico d’Incerti, già direttore della Ferrania e da sempre appassionato di cinema muto, è anche il coronamento di un sogno a lungo vagheggiato. Da anni, in solitudine, va infatti personalmente raccogliendo nei laboratori o da collezionisti, tutti i “dal vero” realizzati al fronte durante la Grande Guerra che riesce a trovare. Ciò permette dunque a Il Piave mormorò… di esibire una ricchezza documentale mai vista prima. Prodotto dalla Federiz, fu presentato al pubblico il 4 novembre 1964.
 
ore 18.45 La trincea di Vittorio Cottafavi (1961, 52′)
Tratto da una commedia di Giuseppe Dessì, lo sceneggiato ricostruisce la vicenda della presa da parte degli italiani del 3° Battaglione della Brigata Sassari “della Trincea dei razzi”, una posizione fino ad allora ritenuta imprendibile. A conquistarla, grazie ad una tattica innovativa, fu lo stesso Francesco Dessì, padre dello scrittore, qui interpretato da Aldo Giuffré. Quasi del tutto ambientato in una claustrofobica trincea, lo sceneggiato usa brani “dal vero” d’epoca per ricostruire gli esterni, fra trincee osservate da feritoie e granate che esplodono nella terra di nessuno. Trasmesso in occasione della serata inaugurale del Secondo Programma Rai il 4 novembre 1961.
Copia proveniente da Rai Teche
 
ore 19.45 Torneranno i prati di Ermanno Olmi (2014, 80′)
Ermanno Olmi torna a girare sull’Altopiano d’Asiago, nei luoghi già teatro del conflitto. Gli stessi dove nel 1967 aveva girato il suo I recuperanti e sotto le cui vette già negli anni Settanta si è trasferito a vivere. Qui, in una trincea italiana d’alta montagna, un gruppo di soldati e ufficiali vive la guerra a diretto contatto col nemico, senza comunque mai riuscire a vederlo. Davanti a loro solo la natura. Boschi e nevi che sembrano quasi fare da velo all’orrore che sta oltre i camminamenti, nella dolorosa terra di nessuno. Tutto a lungo sembra continuare immutabile, in un continuo, silenzioso orrore quotidiano. Fin quando la guerra, evocata da un duro bombardamento, compare in tutta la sua violenza. È solo nel finale però che, grazie ad alcuni filmati d’epoca (qui accompagnanti dalle note di Paolo Fresu), compare infine anche la spoglia visualità di quell’orrore, fatto di disperati assalti fra filo spinati, morti e prati ridotti ormai ad orride petraie.
Per gentile concessione di CinemaUndici, Ipotesi Cinema, Rai Cinema
 
ore 21.10 Cronache del cinema e del teatro(1968, 8′)
Puntata del programma Rai Cronache del Cinema e del Teatro dedicata al cinema italiano durante la prima guerra mondiale. L’occasione è offerta da un’intervista all’operatore Paolo Granata, già operatore per Luca Comerio al fronte e in seguito depositario di gran parte delle sue pellicole. Granata fa vedere alla moviola alcuni brani di film di allora e spiega in quali condizioni e con quali accorgimenti furono girati.
 
a seguire Su tutte le vette è pace di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi (1998, 72′)
Seconda parte della trilogia di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi sulla tragedia della prima guerra mondiale. Una riflessione sulla guerra ottenuta elaborando e montando insieme liberamente brani “dal vero” di entrambe le parti (da quelle realizzati dai servizi fotocinematografici a quelli ritenuti perduti, firmati da Luca Comerio) purché girati sulle Alpi. Tutto traendo ispirazione anche dalle ferite inferte dal tempo alle pellicole. Il commento è affidato a brani di diari di guerra (italiani e austriaci, di scrittori famosi e di ignoti soldati) e a canti di trincea dell’epoca (orchestrati ed interpretati da Giovanna Marini).
Per gentile concessione della Fondazione Museo Storico del Trentino e del Museo Storico Italiano della Guerra
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