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Due commissari, una città
21 Novembre 2018 - 21 Novembre 2018
«Nei primi anni Settanta la cronaca torinese diede ispirazione a due romanzi: La donna della domenica (1972) di Fruttero e Lucentini e Il commissario di Torino (1973) di Marcato e Novelli. In entrambi i romanzi il protagonista era un commissario di polizia e la città era Torino. Dato il successo editoriale, si guadagnarono l’attenzione di due produttori cinematografici: Luigi Rovere e Roberto Infascelli. Nel 1974 Romolo Guerrieri realizzò Un uomo, una città, in cui Enrico Maria Salerno interpreta il commissario Parrino. Nel 1975 è la volta de La donna della domenica di Luigi Comencini, in cui Marcello Mastroianni è il commissario Santamaria. Due film e due romanzi con un’anima molto diversa, nonostante gli elementi in comune, che andavano, ciascuno a modo proprio, a spezzare il filone cinematografico del cinema poliziesco inaugurato da Steno con La polizia ringrazia nel 1972» (Alessandro Rota).
Rassegna in collaborazione con Associazione Culturale Officine Ianós e Associazione Piemonte Movie.
 
ore 18.30 La donna della domenica di Luigi Comencini (1975, 109′)
«Un giorno ci venne un’idea comune: la voglia di scrivere qualcosa su Torino. L’idea di confrontarci letterariamente con una grande città moderna, con tutte le sue classi sociali, le macchine, il subbuglio, ci esaltava. Ci pensammo a lungo, poi cominciammo a scrivere dei bozzetti, degli aneddoti, imperniati sulla figura centrale di una signora torinese. Infine ci dicemmo: “Perché non farne un romanzo?”. Però, convinti della validità della tecnica Zen, per cui tu miri là per colpire qui, non abbiamo detto: “Facciamo un grande romanzo su Torino”, ma “Facciamo una bella storia poliziesca e la ambientiamo a Torino”. Così è nataLa donna della domenica» (Fruttero e Lucentini).
 
ore 20.30 Incontro moderato da Steve Della Casa con Raffaele Curi, Romolo Guerrieri, Andrea Pergolari, Alessandro Rota, Chiara Salerno, Emanuele Salce
Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro a cura di Alessandro Rota Un uomo una città. Il commissario di Torino (Movie Tellers, 2018).
 
a seguire Un uomo, una città di Romolo Guerrieri (1974, 105′)
Il commissario Michele Parrino, capo della Squadra Mobile di Torino, è clemente e comprensivo con i più deboli, ma determinato a combattere i potenti. In seguito ad un omicidio legato a un grosso giro di droga, corruzione e prostituzione in cui è implicata gente della Torino-bene, lo trasferiscono, ma lui riesce a vendicarsi. Anche se alla fine rimangono solamente solitudine e amarezza. Noir melanconico con irriverenze e umori sarcastici da commedia all’italiana. «Le recensioni dell’epoca non mostrano di afferrare differenze tra Un uomo, una città e i coevi poliziottari, imbrancando il film di Guerrieri tra i serial dei commissari spaccatutto e al massimo rilevando (come difetto) le infiltrazioni da commedia all’italiana. Il che la dice lunga su come, alla marmaglia dei critici nostrani, sfuggissero le più macroscopiche “zoccole”. […] Le regie di Guerrieri si sono sempre snodate, del resto, attraverso plot ricchi, talvolta persino labirintici per la quantità di cose che vi accadono e per la complessità degli intrecci, anche se l’interesse pare concentrarsi di preferenza sugli individui e non sulle azioni» (Pulici). Grande prova di Salerno: un uomo, una città.
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