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Cineteca Classic: François Truffaut (parte seconda)
23 Febbraio 2013 - 23 Febbraio 2013
Dopo aver esplorato a lungo i film e gli autori che hanno reso grande il cinema italiano, Cineteca Classic si sposta sulla cinematografia straniera, con brevi ma accattivanti profili sui grandi autori del cinema mondiale. Si prosegue con François Truffaut, uno degli esponenti di spicco della Nouvelle Vague. Sin da giovanissimo, grazie anche all’interessamento di André Bazin, si dedica al cinema, prima come critico, poi come regista. Dal 1954 al 1959 è critico militante, affermando con convinzione il principio dell’opera d’autore. Il suo pezzo più celebre, pubblicato su «Arts», è considerato anche il manifesto della Nouvelle Vague. Come regista, accanto al ciclo di Antoine Doinel, alter ego del regista e interpretato da Jean Pierre Léaud, realizza una serie di film che, «assumendo come pretesto modesti testi romanzeschi, tentano il recupero del film di genere rifiutandone i codici e le strutture» (Sandro Toni). I protagonisti dei suoi film devono rimanere a galla nel tormentato fiume della vita, cercando di tutelare le proprie ambizioni libertarie, all’interno di una società che impone un’omologazione esistenziale. In questa seconda parte dell’omaggio al maestro del cinema francese ci si è focalizzati su due film del ciclo Antoine Doinel: il capolavoro I quattrocento colpi (1959) che racconta la difficile adolescenza del protagonista del nostro e prima realizzazione del progetto estetico di autobiografia come effettiva possibilità di cogliere la genuinità e complessità del reale. Non drammatizziamo… è solo questione di corna! (1970) è il quarto capitolo della saga Doinel (che si concluderà nel 1979 con L’amore fugge), e il protagonista si avvia alla maturità, ma rimane adolescente con la sua incapacità di integrarsi nella società e di adattarsi alla mediocrità. Oltre ai due film citati l’omaggio si conclude con uno dei più bei atti d’amore per il cinema in quanto tale, nonché riproposizione del mito di Hollywood, dove finzione cinematografica e vita si (con)fondono in un altro da sé interdipendente e totalizzante: Effetto notte (1973).
 
ore 17.00
Non drammatizziamo… è solo questione di corna! (1970)
Regia: François Truffaut; soggetto e sceneggiatura: F. Truffaut, Claude De Givray, Bernard Revon; fotografia: Nestor Almendros; scenografia: Jean Mandaroux; musica: Antoine Duhamel; montaggio: Agnes Guillemot; interpreti: Jean-Pierre Leaud, Claude Jade, Daniel Ceccaldi, Claire Duhamel, Hiroko Berghauer, Barbara Laage; origine: Francia/Italia; produzione: Les Films du Carrosse, Valoriafilms, Fida Cinematografica; durata: 98′
Antoine Doinel e Christine Darbon sono sposati da poco e lei è incinta. Vivono in un caseggiato popolare, cercando di sbarcare il lunario. Antoine trova lavoro per un’azienda americana. Un giorno incontra una bellissima ragazza giapponese e stregato dal suo fascino esotico ha con lei una relazione. Quando Christine lo scopre lo butta fuori di casa, rimanendo sola con il figlio appena nato. Antoine non resisterà molto lontano dalla sua Christine. «All’opposto della cattiveria e del pessimismo, della tristezza profonda rilevata da alcuni critici, sono frequenti, soprattutto in Non drammatizziamo…, le scene e le situazione che sottolineano un ottimismo volutamente esagerato, idilliaco, compiaciuto, evidente omaggio ai moduli e ai modelli della commedia come genere cinematografico» (Simonelli).
 
ore 19.00
Effetto notte (1973)
Regia: François Truffaut; soggetto e sceneggiatura: F. Truffaut, Jean-Louis Richard, Suzanne Schiffman; fotografia: Pierre-William Glenn; scenografia: Damien Lanfranchi; costumi: Monique Dury; musica: Georges Delerue; montaggio: Yann Dedet; interpreti: F. Truffaut, Jacqueline Bisset, Valentina Cortese, Nathalie Baye, Alexandra Stewart, Jean-Pierre Leaud; origine: Francia/Italia; produzione: Les Films du Carrosse, PECF, Produzione Intercontinentale Cinematografica; durata: 118′
Una troupe sta girando un film negli studi di Nizza: le vite degli attori e dei tecnici, le dispute lavorative e i problemi personali si incrociano con la storia che via via si costruisce nelle riprese e che costituisce il girato di un film dal titolo Vi presento Pamela. «La nuit américaine è un canto funebre in memoria di Hollywood, prima ancora che un atto d’amore per il cinema in quanto tale: coscienza metalinguistica di un trapasso irreversibile, che rischia di non veder riconosciuta la propria modernità a causa dell’insistente e sincera professione di anacronismo» (Barbera-Mosca).
 
ore 21.15
I quattrocento colpi (1959)
Regia: François Truffaut; soggetto: F. Truffaut; sceneggiatura: F. Truffaut, Marcel Moussy; fotografia: Henri Decae; scenografia: Bernard Evein; musica: Jean Costantin; montaggio: Marie-Josephe Yoyotte; interpreti: Jean-Pierre Leaud, Albert Remy, Claire Maurier, Patrick Auffay, Georges Flamant, Yvonne Claudie; origine: Francia; produzione: Les Films du Carrosse, Sedif Productions; durata: 97′
Esordio e primo incontro con il personaggio Antoine Doinel – Jean-Pierre Leaud, il film si nutre di numerosi rimandi autobiografici. Antoine è un tredicenne, che vive in un quartiere popolare di Parigi con la madre e il padre adottivo. Trattato come un peso o alla meglio ignorato dai familiari Antoine passa le giornate marinando la scuola, rubacchiando e andando al cinema. «L’autobiografia rappresenta per Truffaut l’effettiva possibilità di cogliere la genuinità e la complessità del reale: l’espressione di idee e di sentimenti autentici perché soggettivamente sentiti, la riduzione della socialità di ogni singolo avvenimento al suo riflesso individuale rappresentano – in sintesi – un atteggiamento antidogmatico nei confronti della realtà, in quanto riflesso di un atteggiamento interiore» (Barbera-Mosca).

 

 

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