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Palazzo delle Esposizioni - Sala Cinema, scalinata di via Milano 9 a, Roma  - 21 Aprile 2022 - 16 Giugno 2022
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Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
21 aprile – 16 giugno 2022 

CINEMENTE 

festival di psicoanalisi e cinema – 9a edizione
È SOLO IL MONDO CHE CAMBIA 

un progetto ideato e curato da
Azienda Speciale Palaexpo, Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Società Psicoanalitica Italiana
presenta e coordina gli incontri Fabio Castriota 

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA 

Occasione unica in Italia per guardare dentro di noi unendo cinema e psicoanalisi, Cinemente trasforma la sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni in laboratorio aperto alla discussione e alla comprensione dell’agire umano. Attraverso la visione di film, che affrontano punti centrali dell’esperienza, e il dialogo tra psicoanalisti e registi, offre da nove anni un appuntamento salutare, una palestra dove allenare la consapevolezza e sondare la nostra relazione con il mondo, alla ricerca di quelle emozioni e tensioni che la determinano e condizionano profondamente.

In periodi come quello presente, che sembra puntare dritto verso un precipizio insondabile e minaccioso, è quanto mai indispensabile ridefinire i cardini della nostra esistenza – come l’amore e la solitudine, l’equilibrio tra natura e progresso, le aspettative e la perdita – adottando risorse specificamente umane, quali la pietas e l’empatia, verso quei cambiamenti che l’emergenza minaccia come insanabili. Cinema e psicoanalisi sono in questo alleati preziosi: rendono visibile l’invisibile, come in un sogno o in una premonizione sanno portarci nel profondo e sollevare alla luce inaspettati percorsi in uscita dal buio dilagante.

Marx può aspettare
di Marco Bellocchio, Italia, 2021, 96’
segue incontro con gli psicoanalisti Manuela Fraire e Fabio Castriota
il regista Marco Bellocchio non potrà partecipare per motivi personali
Un’ombra incombe come il fantasma del re Amleto sulla stirpe dei Bellocchio, personalità forti e centrali della cultura italiana, non solo il regista, ma anche il critico Piergiorgio e il sindacalista Alberto: è quella dell’“angelo” Camillo, il gemello bellissimo e fragile dell’autore, morto suicida all’età di 29 anni. Dopo più di cinquant’anni i vecchi superstiti e le pietose sorelle fanno i conti con questa tragedia, cercando di ricomporre i tasselli di una memoria collettiva che l’evento drammatico ha frantumato e spazzato via, dando corpo a un’anima che celava dietro un malinconico sorriso lo smacco di sentirsi invisibile. Ammettendo sensi di colpa e rimpianti d’insensibilità verso il rovello di un’anima oppressa, nel “manicomio che era la nostra casa” in cui tutti “vivevano una vita di arida infelicità”, il grande regista esplora il lato oscuro e scomodo del suo passato e ci regala un documento di famiglia di straziante bellezza e straordinaria sincerità.

giovedì 28 aprile, ore 20.30
La memoria dell’altro 

di Alberto Degli Abbati, Italia, 1913, 65’, did. in italiano
segue
Cenere 
di Febo Mari, Italia, 1916, 45’, did. in italiano

Accompagnamento dal vivo al pianoforte del M° Antonio Coppola ♪

segue incontro con Lucio Russo e Maria Assunta Pimpinelli

Come tradizione, Cinemente rivolge uno sguardo all’indietro fino agli albori del cinema, ritrovando nelle immagini cinematografiche precedenti all’invenzione del sonoro una pregnanza psicologica e una capacità di scavo interiore straordinarie, partecipi della sensibilità che negli stessi anni andava affermando la diffusione della ricerca psicoanalitica. Una serata speciale in omaggio a due grandissime dive italiane: la prima è la strepitosa Lyda Borrelli che incarna il prototipo della donna moderna, una spericolata aviatrice, che tutto sacrifica alla passione amorosa fino all’epilogo melodrammatico di miseria e degradazione. La seconda è la divina per eccellenza, Eleonora Duse nella sua unica esperienza cinematografica, che scorge nel romanzo di Grazia Deledda e nella sua ambientazione, la Sardegna rurale, lo scenario ideale per far emergere quei sentimenti primordiali ed eterni legati all’amore che lega una madre ai suoi figli e che travalica ogni umano accadimento.

giovedì 5 maggio, ore 20.30 
Favolacce  
di Damiano e Fabio D’Innocenzo, Italia, 2020, 98’
segue incontro con Sarantis Thanopulos e i registi
A Spinaceto, quartiere satellite della Capitale, tra villette a schiera con pratino, barbecue e piscinetta gonfiabile, scorre la torrida estate di un gruppo di famiglie piccolo borghesi, con genitori immancabilmente frustati e figli laconici ma con tutti dieci in pagella. Uno scenario ordinario e immobile, uguale in ogni periferia del mondo industrializzato, che mal sigilla un’energia minacciosa, tossica e autodistruttiva, come una bomba pronta ad esplodere, neppure tanto metaforicamente se anche i bambini sanno costruirla. Come un incubo di Lynch o L’invasione degli ultracorpi, che privano gli umani dell’anima e della mente lasciandone i corpi come involucri vuoti, i due geniali registi denunciano senza pietà la deriva della nostra società, annientata dall’indifferenza e dall’ignoranza, registrando i rantoli terminali di ogni convivenza collettiva. Una favola nera di straordinaria potenza, nella quale moderni orchi e fanciulli smarriscono per sempre la via del ritorno, che ha conquistato l’Orso d’argento per la sceneggiatura a Berlino.

giovedì 12 maggio, ore 20.30
Futura  

di Pietro Marcello, Francesco Munzi, Alice Rohrwacher, Italia, 2021, 105’
segue incontro con Anna Nicolò e i registi
A metà degli anni Sessanta, Pasolini attraversava l’Italia microfono e cinepresa alla mano per tratteggiare nei suoi strepitosi Comizi d’amore il ritratto dell’italiano medio, tra arretratezza e timore morale. Mosse da un’urgenza testimoniale affine, tre autorevoli voci del cinema italiano contemporaneo esplorano l’idea di futuro di ragazze e ragazzi tra i quindici e i vent’anni, incontrati nel corso di un lungo viaggio attraverso l’Italia. Nel solco dei grandi reportage televisivi di Comencini, Rossellini e Zavoli, ci riportano il ritratto del Paese attraverso gli occhi di adolescenti che raccontano sogni e aspettative, desideri e paure. “Nel realizzarlo ci siamo messi a servizio delle storie, subordinando il nostro ruolo di registi a quello di testimoni ed esecutori con l’intento di produrre un materiale filmico da raccogliere in una sorta di archivio del contemporaneo”. Un affresco preoccupante che, attraverso la testimonianza diretta dei nostri ragazzi, rimanda la percezione che non ci sia futuro in Italia.

giovedì 19 maggio, ore 20.30
Still Life  

di Uberto Pasolini, Regno Unito, Italia, 2013, 92’
segue incontro con Loredana Micati e il regista
Quali tracce restano dopo di noi? Le impronte in un barattolo di crema per il viso, la forma della testa sul cuscino, poche lettere, foto di un passato sbiadito o abitato solamente dal musetto di un gatto. Con profonda densità poetica, quest’opera straordinaria sintetizza il destino di esclusione che la vita contemporanea ci riserva nella vicenda di uno scrupoloso funzionario comunale, incaricato di ricostruire il passato di persone morte in totale solitudine, raccogliendo e indagando i loro effetti personali, per rintracciarne i congiunti e predisporre un ultimo commiato non desolato e anonimo. Come il Libro dei Morti degli antichi egizi accompagnava i defunti nel viaggio dalla vita terrena all’Aldilà, testimoniando la loro condotta di vita davanti al giudizio divino finale, questo incredibile personaggio, ultimo sacerdote di un rito pietoso che la modernità ci nega, ricompone i detriti di povere esistenze terrene e le traghetta verso un’eternità che sente meno desolata.

giovedì 26 maggio, ore 20.30
Lasciarsi un giorno a roma  

di Edoardo Leo, Italia, Spagna, 2022, 112’
segue incontro con Tiziana Bastianini e il regista
Come sopravvive l’amore al peso degli anni e alla routine, a crisi personali e catastrofi collettive come la pandemia? Se lo chiedono uno scrittore che firma con uno pseudonimo la posta del cuore su una rivista femminile e la sua compagna in preda a dubbi sentimentali. Una commedia amara che si confronta con la contemporaneità nei rapporti di coppia e porta alla luce verità scomode e fragilità autentiche. Un classico intreccio degli equivoci aggiornato all’era digitale, che riflette sull’inconsistenza dei mezzi di comunicazione virtuale, che inducono a rendere pubblica e mettere a nudo la propria interiorità e i propri desideri profondi. È la trappola dei social e delle chat che falsifica il nostro privato, portando all’omologazione delle emozioni e dei sentimenti, in una condizione regressiva che smarrisce la presa sulla vita, che nella sua precarietà sfugge a ogni controllo artificiale.

giovedì 9 giugno, ore 20.30
Welcome Venice 

di Andrea Segre, Italia, 2021, 100’
segue incontro con Fabrizio Rocchetto e il regista
Pietro e Alvise sono i due eredi di una famiglia di pescatori della Giudecca, l’isola più popolare di Venezia. Si scontrano nel cuore della trasformazione inarrestabile che ne sta cambiando la vita e l’identità: l’impatto sempre più profondo del turismo globale ha modificato il rapporto stesso tra città e cittadini, che la pandemia ha reso ancora più critico. Pietro, nonostante fatiche e solitudini, vorrebbe continuare a pescare i granchi tipici della laguna; Alvise vorrebbe invece mettere a rendita la casa natale per i turisti stranieri. Tra stupefacenti momenti di grazia contemplativa e perle di spirito lagunare, Segre torna a riflette sulla trasformazione della città, vittima di una mentalità sempre più predatoria, recuperando i principi elementari di una socialità originaria, lenta, autentica e universale.

giovedì 16 giugno, ore 20.30
Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord  

di Dario Acocella, Italia, 2021, 83’
segue incontro con Alessandra Balloni e il regista
“Com’era bello il mondo quando l’uomo non c’era” riflette Paolo Cognetti, lo scrittore da un milione di lettori, vincitore del Premio Strega per Le otto montagne. Assieme all’illustratore Nicola Magris, si spinge alla scoperta del Grande Nord sulle orme di quei maestri della letteratura americana che ne hanno celebrato la natura incontaminata, quali Carver, London, Hemingway, Thoreau, e di Chris McCandless, il moderno eremita scomparso in Alaska negli anni ‘90, reso celebre dal film Into the Wild di Sean Penn. Un pellegrinaggio esistenziale che introietta il mito della Frontiera, in una coazione a procedere sempre, verso un altrove da cui sembri possibile ricominciare e restituire all’uomo una misura autentica per la sua convivenza con l’Ambiente.

Si ringraziano per i film: BIM, Istituto Luce Cinecittà, Lucky Red, Nexo Digital, Rai Cinema, Samarcanda, Vision Distribution.

INFORMAZIONI
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 a, Roma
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

L’accesso alle proiezioni, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, è consentito solo ai soggetti in possesso di Green Pass Rafforzato e mascherina FFP2.

Le prenotazioni si effettuano su www.palazzoesposizioni.it dalle ore 9,00 del lunedì precedente alla proiezione fino a un’ora prima.
Se non puoi venire ricordati di cancellare la prenotazione dalla tua area riservata sul sito, per permettere ad altri di partecipare.
Sei pregato di arrivare 10 minuti prima dell’inizio, in caso contrario la prenotazione non sarà più valida e il posto verrà assegnato al pubblico in attesa all’ingresso.
Si raccomanda di arrivare in tempo per gli adempimenti previsti per il contenimento del COVID-19, di indossare la mascherina all’ingresso e per tutta la durata della proiezione.

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