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Cinema Trevi: incontro con Lorenza Mazzetti
14 Dicembre 2010 - 14 Dicembre 2010

All’interno di Città Visibili: Londra focus su un periodo decisivo come la seconda metà degli anni Cinquanta, che videro la capitale britannica al centro della nuova onda del Free Cinema, fucina di autori come Richardson, Reisz e Anderson. Per l’occasione, verrà anche riproposto integralmente il primo programma del Free Cinema del 1956, introdotto al pubblico dall’italiana Lorenza Mazzetti.  L’incontro, moderato dal Conservatore della Cineteca Nazionale Enrico Magrelli, si svolgerà alle 21.00 del 14 dicembre. Leggendaria figura di artista multiforme e cosmopolita, Lorenza Mazzetti fu tra i firmatari del manifesto del movimento e autrice del film più importante del gruppo, Together.

Dopo l’incontro:

a seguire
Together (1956)
Regia: Lorenza Mazzetti; soggetto e sceneggiatura: Denis Horne; fotografia: Hamed Hadari, Walter Lassally; montaggio: John Fletcher, Lindsay Anderson; musica: Daniele Paris; interpreti: Michael Andrews, Eduardo  Paolozzi, Valy, Denis Richardson, Cecilia May; origine: Gran Bretagna, produzione: Harlequin Productions, British Film Institute Experimental Film Fund; durata: 52′
 
a seguire
Momma Don’t Allow (1956)
Regia: Karel Reisz, Tony Richardson; soggetto e sceneggiatura: K. Reisz, T. Richardson; fotografia: Walter Lassally; musica: Chris Barber Band; montaggio: John Fletcher; interpreti: Chris Barber, Ron Bowden, Jim Bray, Lonnie Donegan, Pat Halcox, Ottilie Patterson; origine: Gran Bretagna; produzione: British Film Institute Experimental Film Fund; durata: 22′
 
a seguire
O Dreamland (1956)
Regia: Lindsay Anderson; soggetto e sceneggiatura: L. Anderson; fotografia: John Fletcher; origine: Gran Bretagna; produzione: British Film Institute Experimental Film Fund; durata: 11′
Il 5 febbraio del 1956, presso il National Film Theatre di Londra, veniva proiettato il primo programma di film raccolti sotto la definizione di Free Cinema, accompagnato da un manifesto che esprimeva gli obiettivi del movimento. Primo fra tutti: nessun film può essere troppo personale, le immagini parlano da sé. A rivendicare questo approccio diretto alle cose, semplice e poetico al tempo stesso, erano quattro giovani registi destinati a un futuro luminoso: Lindsay Anderson, Karel Reisz, Tony Richardson e l’italiana Lorenza Mazzetti. Reisz e Richardson avevano ricevuto i fondi per il loro Momma Don’t Allow dal neonato Production Fund del BFI, mentre Anderson aveva già girato O Dreamland in piena indipendenza qualche anno prima, senza aver mai avuto l’occasione di mostrarlo. Lorenza Mazzetti era una studentessa di belle arti, che, grazie al suo primo cortometraggio tratto da La metamorfosi di Kafka, aveva ottenuto anch’ella (e in modo decisamente rocambolesco) un finanziamento dal BFI. Il suo film, Together, il più ambizioso e riuscito del gruppo, arrivò a conquistare un premio a Cannes lo stesso anno, portando alla ribalta un movimento che, in anticipo sulle nuove onde europee, indicava la strada del cinema del futuro.
Copie provenienti da British Film Institute – Versioni originali con i sottotitoli in italiano
Ingresso gratuito
 

 

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