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Cinema Trevi: “In ricordo di Salvatore Samperi”
11 Maggio 2009 - 12 Maggio 2009
Nel febbraio 2006 la Cineteca Nazionale aveva organizzato una retrospettiva dal titolo L’occhio indiscreto di Salvatore Samperi. A torto considerato da alcuni come una sorta di Bellocchio più pruriginoso, il cineasta padovano che, prima del suo esordio alla regia con il film Grazie zia, è stato segretario di edizione in alcuni film di Marco Ferreri, ha coerentemente realizzato un cinema contestatario mimetizzandosi ora in forme più sperimentali, ora in cornici più commerciali, ma sempre e comunque contro (Malizia, in primis). Si è spento il 4 marzo di quest’anno, a soli 64 anni e ciò che fa più male è sapere che il regista aveva ripreso a lavorare con due film per la televisione Madame con Nancy Brilli e L’onore e il rispetto, entrambi trasmessi su Canale 5 con un buon successo di pubblico (la seconda serie de L’onore… andrà in onda postuma). La Cineteca Nazionale ha voluto ricordarlo con tre film orgogliosamente autoriali di un Samperi impegnato a rappresentare e a raccontare con uno sguardo polemista, a metà tra un Ferreri e un Buñuel, una società, quella borghese, in disfacimento.A seguire ecco ciò che scrivemmo nel febbraio 2006.
 
Il volto bellissimo di Lisa Gastoni di fronte a uno specchio. La carne giovanissima e il reggicalze di Laura Antonelli. I tormenti adolescenziali di Alessandro Momo. La società borghese vivisezionata attraverso molteplici linguaggi (la satira antimilitarista di Sturmtruppen, i drammi sontuosi e perfetti come Nené e Ernesto, lo pseudo-giallo Uccidete il vitello grasso e arrostitelo) dove l’iniziazione sessuale appare a una lettura superficiale l’appagamento di spettatori troppo voyeuristi e il sicuro incasso al botteghino, in realtà metafora neanche troppo allegorica del passaggio crudele e terribile dalla giovinezza verso il mondo adulto. Cinema senza redenzione se è vero che il cancro della società borghese risiede proprio nella famiglia stessa. Il cinema di Salvatore Samperi offre a volte una via di fuga nella risata, sempre più simile però a un grido liberatorio visto che dalle illusioni della contestazione (il regista padovano appartiene alla generazione di Faenza e di Bellocchio) poco è mutato. Il panorama attuale regala ben poche possibilità alle indiscrezioni di un regista che ha fatto della macchina da presa un bisturi della società italiana, volontariamente sorda e cieca ai propri vizi privati, ma sempre pronta a esibire le presunte pubbliche virtù.
 
«Il moralismo di Samperi, come tutti i moralismi, è un umanesimo; esso attacca i mass media e il neocapitalismo in difesa dell’integrità umana minacciata. In altri tempi si sarebbe detto che Samperi è “un idealista”» (Alberto Moravia).
 
martedì 12
ore 17.00
Ernesto (1979)
Regia: Salvatore Samperi; soggetto: dal romanzo omonimo di Umberto Saba; sceneggiatura: Barbara Alberti, Amedeo Pagani, S. Samperi, José Luis Martinez Molla; fotografia: Camillo Bazzoni; musica: Carmelo Bernaola; montaggio: Sergio Montanari; interpreti: Martin Halm, Michele Placido, Virna Lisi, Turi Ferro, Renato Salvatori, Lara Wendel; origine: Italia/Spagna/Germania Occidentale; produzione: Clesi Cinematografica, José Frade P.C., Albatros Filmproduktion, CLIC; durata: 96′
Nella Trieste del 1898, un ragazzo triestino scopre le sue tendenze omosessuali nell’incontro con un giovane facchino. Licenziato dal lavoro, ricomincia a studiare violino e si fidanza con la sorella di un ricco amico ebreo. Tratto dal romanzo omonimo in cui il poeta Umberto Saba rievoca la propria gioventù, il film è un elegante e decoroso ritratto d’ambiente della Trieste mitteleuropea, grazie anche alla splendida fotografia di Camillo Bazzoni. «Direi che, dopo qualche prova meno felice, Samperi ha ritrovato gli estri più autentici del suo talento rappresentativo. Non gli umori più corrosivi, ma le qualità di uno stile che sa assottigliarsi fino alle estreme nebbiosità, incertezze e piaceri di una sensibilità colta ai suoi albori vitali» (Manciotti).
Film vietato ai minori di anni 14
 
ore 19.00
Nené (1977)
Regia: Salvatore Samperi; soggetto: dal romanzo omonimo di Cesare Lanza; sceneggiatura: Alessandro Parenzo, S. Samperi; fotografia: Pasqualino De Santis; musica: Francesco Guccini; montaggio: Sergio Montanari; interpreti: Sven Valsecchi, Leonora Fani, Tino Schirinzi, Vittoria Valsecchi, Paola Senatore, Rita Savagnone; origine: Italia; produzione: San Francisco Film; durata: 100′
I disinganni e le curiosità erotiche dell’infanzia attraverso i sorrisi e i pianti del piccolo, precoce e sdentato Jo, innamorato della cugina Nené più grande e già più esperta. Sullo sfondo: un’imprecisata campagna lacustre che potrebbe essere padana e le elezioni del 18 aprile 1948 con la sconfitta del Fronte popolare delle sinistre. Tra i migliori film di Salvatore Samperi, Nené annovera la pastosa fotografia di Pasqualino De Santis, le musiche di Francesco Guccini e un Ugo Tognazzi nella parte del barbiere rosso padano, che non figura nei titoli. «Del romanzo di Cesare Lanza (Mondadori), Samperi e Parenzo hanno conservato le tenui trasparenze, i giochi di memoria, le atmosfere alla Alain Fournier, però in un quadro più stoico e consapevole. Nené ha anche il merito di presentare, fra gli altri interpreti tutti intonati, un ottimo Tino Schirinzi, che affronta con grande coraggio l’ingrata figura del padre riuscendo a strappare per il pover’uomo perfino un po’ di simpatia» (Kezich).
Film vietato ai minori di anni 14

mercoledì 13
ore 16.45
Grazie zia (1968)
Regia: Salvatore Samperi; soggetto: S. Samperi; sceneggiatura: S. Samperi, Sergio Bazzini; collaborazione alla sceneggiatura: Pier Giorgio Murgia; fotografia: Aldo Scavarda; musica: Ennio Morricone; montaggio: Alessandro Giselli; interpreti: Lisa Gastoni, Lou Castel, Gabriele Ferzetti, Luisa De Santis, Massimo Sarchielli, Nicoletta Rizzi; origine: Italia; produzione: Doria G. Film; durata: 95′
Grazie zia, opera d’esordio del venticinquenne regista padovano, uscì nelle sale italiane, proprio quando Parigi era in pieno svolgimento il joli mai. Samperi con questo film si segnalò come uno dei più importanti esponenti di quella nuova generazione cinematografica legata agli umori della contestazione. Presentato con successo al festival di Locarno, il film consacrò i due interpreti principali Lou Castel (protagonista di un altro importante esordio: I pugni in tasca) e Lisa Gastoni (premiata con una Targa d’Oro – David di Donatello). Il direttore della fotografia Aldo Scavarda ha ottenuto il Nastro d’Argento nel 1969. Il ciclo di preservazione è stato effettuato sulla base di una lavanda sonoro conservato dalla Cineteca Nazionale, giudicato, dopo confronti e controlli, come matrice migliore. Di questo, presso il laboratorio di Cinecittà Studios, è stato realizzato un controtipo che insieme al negativo colonna è servito per la stampa del nuovo positivo presentato in occasione della retrospettiva dedicata nel 1998 al ventennale del ’68 alla mostra di Venezia.

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