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Carolina Invernizio, 100 anni di (vana)gloria
23 Novembre 2016 - 23 Novembre 2016
«È stata, probabilmente, la più prolifica scrittrice italiana: circa 130 titoli, pubblicati in una lunga e onorata carriera. Carolina Invernizio detiene però anche un altro primato, quello delle stroncature; nessuna come lei si è attirata tanti insulti sanguinosi, forse a causa dell’imperdonabile successo, dell’amore appassionato dei lettori e soprattutto delle lettrici. […] Eppure, Giovanni Papini, grande fustigatore letterario, avanza un dubbio: “Una fortuna così lunga e vasta non può essere senza ragioni, né tutte le ragioni possono essere a disdoro della scrittrice o de’ suoi fedeli”. Lei, fiduciosa nella missione pedagogica del romanzo popolare, si consola con una punta di malizia: “Io ho dei critici un’allegra vendetta. Ché le mie appassionate lettrici ed amiche sono appunto le loro mogli, le loro sorelle”. La straordinaria diffusione delle favole nere della Invernizio è collegato al successo del feuilleton e ai primi assaggi di letteratura di massa; con lei, dopo Mastriani, nasce il romanzo popolare italiano, sul modello di quello francese di Eugène Sue o di Ponson du Terrail. Ai collaudati modelli narrativi del racconto d’appendice, Carolina aggiunge però qualcosa di suo: sa come parlare alle donne. Nei suoi libri esplode un nuovo protagonismo femminile, che senza travalicare i confini della cultura patriarcale, li corrode e indebolisce. Le eroine della Invernizio concentrano su di sé ogni potere e ruolo, spingendo gli uomini ai margini dell’intreccio» (Eugenia Roccella).
 
ore 17.00 Il figlio della sepolta viva di André Colbert [Luciano Ercoli] (1974, 85′)
Il figlio della sepolta viva è un sequel apocrifo di Sepolta viva, pensato per sfruttare il grande successo di pubblico del film precedente che aveva inaugurato il minifilone melodrammatico. La duchessa di Cambise commette ogni sorta di angherie sulle sue popolazioni. Un misterioso pellegrino muto, Damy, sa che il vero duca di Cambise è il giovane François, la cui madre Cristine, è stata rinchiusa in una torre e il padre assassinato. Un frate conferma, con una testimonianza scritta, la verità di questa asserzione. La duchessa di Cambise, quando scopre di essere solo figlia di una serva, scatena la sua ferocia ed elimina tutte le persone che potrebbero testimoniare presso il Re di Francia, Luigi XV, per farla deporre.
 
ore 18.30 Il bacio di Mario Lanfranchi (1974, 113′)
«Uscito un anno dopo Il bacio di una morta di Carlo Infascelli, e quindi penalizzato nel titolo (si ferma a Il bacio…), ma forse più interessante, anche per il cast che presenta e per la costruzione horror. Inizio al cimitero, dove il becchino Gianni Cavina avverte che i morti vanno lasciati stare. Poi si segue la storia di Eleneora Giorgi che si sposa con Maurizio Bonuglia. Ma durante il viaggio di nozze a Venezia, Bonuglia rimane coinvolto in una setta satanica guidata da Valentina Cortese (madame Blixen!) e dalla bellissima e tenebrosa Martine Beswick, una danzatrice alla Bella Otero di gran fascino (è la vera presenza del film). Sono loro che gli fanno credere di essere cornuto. Al punto che Bonuglia avvelena la Giorgi e scappa con la Beswick (come avremmo fatto tutti). Ma la ragazza non è morta. […] Notevoli soprattutto le scene orgiastiche-sataniche e quelle lesbo tra Martine Beswick e Valentina Cortese. Da non perdere assolutamente per i fan della Beswick (certo, neanche per quelli della Cortese…)» (Giusti).
 
ore 20.45 Incontro moderato da Andrea Schiavi con Fiorella Infascelli e Anna Levi
Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro di Anna Levi Si pecca ad ogni a pagina. Le due vite di Carolina Invernizio (Bibliografia e Informazione, 2013).
 
a seguire Il bacio di una morta di Carlo Infascelli (1973, 107′)
La contessa Clara è innamorata di Andrea Valverde, ma accetta di sposare il conte Guido quando viene a sapere che Andrea è suo fratello da parte di madre. Clara partorisce una figlia, Guido si lascia irretire dalla sciantosa Yvonne e Andrea parte per la guerra in Libia. Yvonne, per impadronirsi dei beni di Clara la fa avvelenare. Clara viene sepolta ma grazie ad un bacio del fratello si risveglia. «Il cast qui è equamente diviso tra fumetto e tv, con Karin Schubert che non convince molto come cattiva depravata che spinge Orso Maria Guerrini all’omicidio. Per i fan di Silvia Dionisio niente male, comunque» (Giusti).
 
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