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Borromini in video
04 Maggio 2016 - 04 Maggio 2016
«Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta il cinema documentario di arte e di architettura dimostrò le sue svariate potenzialità grazie al lavoro di registi come Vittorio Armentano, Marcello Grottesi e Stefano Roncoroni. L’occasione delle celebrazioni borrominiane del 1967 fece infatti da catalizzatore per la realizzazione di una serie di interessanti film dedicati al barocco romano. Seguendo la strada sviluppata da Carlo Ludovico Ragghianti, furono messe a punto, attraverso la macchina da presa, delle precise analisi storiche e critiche che coinvolsero storici dell’architettura come Paolo Portoghesi e Bruno Zevi. Le novità e i vantaggi offerti da questi filmati furono molteplici. Da un lato il video, attraverso la sua immediatezza, permetteva di avvicinare un pubblico più vasto a temi di natura specialistica, dall’altro rappresentava un nuovo mezzo di analisi per lo storico e il critico d’arte. Il linguaggio cinematografico restituiva la spazialità e la temporalità dell’opera architettonica in maniera più efficace dei tradizionali disegni e fotografie posti a corredo di saggi scritti. Inoltre la realizzazione dei filmati promuoveva l’elaborazione di una nuova forma di espressione artistica che metteva assieme le competenze degli studiosi d’arte e architettura con quelle dei cineasti. In questo contesto la sfida portata avanti non fu quella di realizzare dei semplici strumenti didattici, ma dei documentari capaci di avvicinare lo spettatore al messaggio artistico-architettonico» (Luca Guido). 
Rassegna a cura di Luca Guido
 
ore 20.30 Incontro moderato da Luca Guido con Vittorio Armentano, Marcello Grottesi, Paolo Portoghesi, Stefano Roncoroni
 
a seguire Il linguaggio del barocco romano di Vittorio Armentano (1976, 11′)
«Durante i primi anni Settanta Vittorio Armentano realizzò per l’Istituto Luce diversi mediometraggi per la serie “Enciclopedia dell’arte italiana”. Il cortometraggio selezionato, che serve da introduzione alla serata dedicata al Borromini, pur presentandosi come un documentario autonomo, è esito di quelle esperienze. Le sequenze si soffermano sui principali edifici dell’architettura barocca romana, indagati  per mezzo di un efficace connubio tra il testo critico di Paolo Marconi e il movimento della macchina da presa» (Guido).  
 
a seguire Il linguaggio di Francesco Borromini di Stefano Roncoroni (1967, 36′)
«Realizzato in occasione del terzo centenario dalla morte del Borromini, il documentario mette a punto l’idea di “crito-film” elaborata dal Ragghianti. Gli studi di Paolo Portoghesi sul Borromini costituiscono la base per il soggetto e la sceneggiatura del documentario, che non ha uno svolgimento cronologico, ma per temi» (Guido).    
 
a seguire Borromini di Marcello Grottesi (1973, 20′)
«Roberto Herlitzka interpreta il Borromini sotto la guida del regista Marcello Grottesi, che ricerca un punto di vista intimo, ma valido anche sotto il profilo storico-critico. Grottesi si immedesima nell’architetto, cerca l’artista con lo sguardo dell’artista, illustra i progetti con dovizia di particolari in un coinvolgente racconto tra immaginario e luoghi borrominiani» (Guido).    
 
a seguire Io e…: Bruno Zevi e Sant’Ivo alla Sapienza di Stefano Roncoroni (1973, 20′)
«Il filmato fu prodotto per la trasmissione Rai Io e… ideata da Anna Zanoli. In ogni puntata un intellettuale italiano si confrontava ad un tema a lui caro. Il regista Stefano Roncoroni sviluppa il medesimo soggetto a distanza di pochi anni e si fa interprete di una lettura critica differente da quella elaborata precedentemente con Portoghesi. Protagonista della scena, assieme all’architettura del Borromini, è lo storico Bruno Zevi, che accompagna gli spettatori negli spazi della Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza» (Guido).    
Copia proveniente da Rai Teche
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