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13° Festival delle Terre
01 Dicembre 2016 - 04 Dicembre 2016

 

01.12.2016-04.12.2016

 

Il Festival delle Terre, arrivato alla tredicesima edizione, unisce la volontà di dare visibilità alle nuove pratiche documentaristiche a quella di sensibilizzare gli spettatori su temi spesso ritenute marginali, ma che negli ultimi anni sono emersi in tutta la loro urgenza. I 25 documentari, scelti tra i 64 iscritti alla selezione, rinnovano l’impegno del festival a far conoscere al pubblico romano dei film che indagano, approfondiscono e gettano uno sguardo nuovo sulle questioni locali e globali, che riguardano i diritti legati alla terra. Le storie del festival raccontano infatti della negazione di tali diritti, di resistenze e alternative alle imposizioni della grande industria agroalimentare, che quotidianamente requisisce terra fertile e decide cosa c’è nei nostri piatti. Molti dei documentari testimoniano di lotte e progetti virtuosi per la conservazione della “biodiversità”,intesa come diversità biologica, sociale e culturale, di difesa dei territori e di una nuova possibile visione del mondo. Nello stesso tempo il festival nasce dal desiderio di dare spazio e possibilità di incontro con il pubblico a documentari indipendenti che faticano a trovare i giusti canali distributivi in Italia, e non solo. Per il secondo anno consecutivo il festival ospiterà un lavoro di fiction (Raver eolica), ma la varietà degli stili e degli sguardi proposti non si esaurisce all’alternanza tra fiction e cinema del reale: saranno presenti in programmazione lavori molto diversi che spaziano dal documentario d’animazione al reportage d’inchiesta, dal documentario di ricerca a quello antropologico, passando attraverso testimonianze provenienti da tutto il mondo e alcune anteprime nazionali.

Per tutte le informazioni e il programma dettagliato: www.festivaldelleterre.it

 

giovedì 1

ore 17.00Chi semina raccogliedi Franca Roiatti e Alice Barrese (Italia, 2016, 31′)

Cosa c’è dentro il pane che mangiamo ogni giorno? Nel 2006 i Gruppi di acquisto solidale della Brianza hanno cominciato a porsi questa domanda. La risposta è stata una sfida: avviare una produzione locale di pane. In Brianza, però, da tempo, le spighe sono sparite per lasciare il posto ad asfalto e centri commerciali. Questo documentario racconta l’avventura di Spiga & Madia, progetto nato per riavviare la vera produzione di pane e salvare la terra combattendo le ruspe con il grano.

 

ore 17.50Luigi Antonio Chierico – T’amo pio bove di Tiziano Sossi (Italia, 2013, 65′)

La storia di un contadino sotto sfratto che vive in una grande cascina alle porte di Pavia. Dove finiranno le 25 razze autoctone di mucche e gli altri animali della fattoria? Una storia emblematica sulle difficoltà dei contadini che lottano contro la meccanizzazione imperante e lo sfruttamento degli animali. La poesia T’amo pio bovedi Giosué Carducci è il nuovo canto di resistenza del protagonista Luigi Antonio Chierico.

 

ore 19.00 Goa – Land of Shiva di Massimiliano Mazzotta (India/Italia, 2016, 75′)

Il regista ripercorre le tracce della leggendaria Goa partendo dagli anni Sessanta e narrando le complesse vicende che hanno investito questo Stato tra colonizzazione, sfruttamento delle risorse minerarie, danni all’ecosistema, sperimentazione musicale e utilizzo di droghe psichedeliche.

 

ore 20.25 Steadfast on our sand di Zimmer Frei (Olanda, 2015, 69′)

Terschelling è una piccola isola a nord dell’Olanda, anticamente terra di marinai e pescatori, oggi vive soprattutto di turismo. Durante i secoli la terra è stata strappata al mare grazie a un complicato sistema di dighe, ma oggi si preferisce lavorare in armonia con la natura, portando avanti un esperimento a lungo termine che ha per oggetto la biodiversità. Un film corale e immersivo in una terra e in un clima travolgenti.

 

ore 22.00Strana Udehe di Ivan Golovnev (Russia, 2015, 26′)

Questo documentario ci porta alla scoperta del mondo degli Udehe, una popolazione indigena che vive all’estremità della Russia orientale e che negli ultimi anni sta vivendo un drastico calo della popolazione rischiando di sparire per sempre.

 

ore 22.35 Cielito Rebelde. Voci dal Messico ribelle di Claudio Carbone e Antonio Gori (Messico/Italia, 2015, 38′)

Un viaggio in una terra dove la ribellione e la lotta al neoliberismo non sono mai svaniti. Una serie di interviste offrono sguardi molteplici sul Messico e le lotte che lo animano, specialmente negli Stati del Chiapas e di Oaxaca. Un documentario sul capitalismo e le forme resistenze, di collettività e autonomia e sulla possibilità di costruire un mondo “altro” attraverso le pratiche quotidiane.

 

venerdì 2

ore 16.30I love Malaventre di Gianni Lucchesi (Italia, 2016, 2′)

Un breve omaggio a un territorio, un piccolo paesino situato tra il mare e le alpi Apuane. Il video è stato realizzato nell’arco di circa due anni, registrando immagini statiche del paesaggio per restituire l’affascinante mutamento cromatico della terra e del cielo nel susseguirsi delle stagioni e delle semine.

 

a seguireAutostrada A3 di Rocco Mortelliti (Italia, 2015, 19′)

Rispetto ai ritmi delle società contadine oggi tutto è frenetico e al tempo si attribuisce un’importanza prima di tutto economica. Autostrada A3è nello stesso tempo il passato e il futuro, racchiude i concetti di tempo e spazio, architettura e paesaggio. L’uomo è artefice di se stesso, in equilibrio con la natura, e riappropriarsi del giusto ritmo è un’operazione che passa prima di tutto dallo sguardo.

 

ore 17.00Full Petrol Jacket di Hermes Mangialardo (Italia, 2014, 2′)

In Amazzonia la “Suprema compagnia” è intenta a istruire le nuove reclute. Prendendo spunto dallo slogan di una di queste compagnie (“yes, we agree”), il cortometraggio vuole denunciare la devastazione che in Ecuador sta distruggendo l’ecosistema, causando malattie e inquinamento ambientale.

 

a seguireThe voice of the land di Carlo Bolzoni e Guglielmo Del Signore (Romania, 2016, 29′)

Cosa significa oggi essere un contadino in Romania? Il paese conta quasi 5 milioni di contadini attivi, il 50% di tutti i contadini europei. In migliaia di villaggi l’industrializzazione non è arrivata o è arrivata troppo in fretta, cancellando anni di storia e sottoponendo queste terre a espropriazioni e speculazioni. Un viaggio in Transilvania con tutte le sue bellezze, le sue problematiche e la sua gente.

 

ore 17.55Earth. Due parole sul futuro di Ornella Ricca e Pietro Spagnoli (Italia, 2016, 6′)

Un non luogo immobile, metafora di un mondo sfruttato e vilipeso. Cinque giovanissimi cercano di salvare il pianeta. Due artisti, con il sostegno di alcuni studiosi, costruiscono un ostrakon contenente tutte le parole da salvare e quelle da esiliare per il bene della Terra. Sono grida d’allarme, spunti di riflessione.

 

a seguireMingong di Davide Crudetti (Italia, 2016, 52′)

Cosa vuol dire andarsene? Lasciare gli amici, i figli appena nati, le montagne in cui sei cresciuto? Salire su un autobus dalla campagna diretti verso una delle tante megalopoli cinesi. Cosa vuol dire tornare? Vedere un villaggio di anziani che invecchia e inseguire un futuro con poche speranze. Ritrovare tutto e non riconoscere niente.

Sarà presente l’autore

 

ore 19.10 Mare nostro di Andrea Gadaleta Caldarola (Italia, 2016, 56′)

Molfetta, città del Sud Italia che si affaccia sull’Adriatico. Qui il mare non è solo sfondo di paesaggi pittoreschi da cartolina. Pesca e commercio marittimo hanno plasmato nei secoli l’ecosistema sociale ed economico della città. Attraverso le voci di alcuni pescatori, Mare Nostrointreccia e ricompone memorie e frammenti del Porto di Molfetta, in cui i confini tra cronaca e antichi rituali, fatti storici e ricordi personali appaiono sfocati.

Sarà presente l’autore

 

ore 20.20Atlantic di Risteard O’Domhnaill (Irlanda/Canada/Norvegia, 2016, 80′)

Atlanticsegue le vicende di tre piccole comunità di pescatori in Irlanda, Norvegia e Canada. Questi pescatori cercano di contrastare i danni apportati dalle compagnie petrolifere e dalle grandi multinazionali della pesca che stanno logorando le risorse di quelle zone costiere. Tre storie, nel solco del dibattito globale sulle risorse del pianeta, su come si dovrebbe imparare dal passato per assicurarci un futuro migliore.

Anteprima italiana

 

ore 21.50Raver eolicadi Luciano Currelli (Italia, 2016, 7′)

Un Don Chisciotte contemporaneo vaga in mezzo alla natura con il fido Sancho Panza, quando la sua moto in panne si ferma davanti a una distesa di pale eoliche situate in mezzo al nulla. Il mulino a vento è un avversario da sfidare? Forse no, non può essere cattivo chi si alimenta con il vento. Neanche chi balla al ritmo di musica elettronica sostenuto dall’energia del vento.

Sarà presente l’autore

 

a seguireDert di Mario e Stefano Martone (Italia, 2016, 62′)

La storia della cooperativa agricola Insieme e dell’amicizia che l’ha resa possibile. A vent’anni dai tragici avvenimenti che hanno sconvolto la Bosnia,Dert si muove nei luoghi della memoria di un paese segnato dalla guerra, ma senza essere un film sulle vittime e sul dolore. La testimonianza di una straordinaria esperienza collettiva fondata sulla dignità e sul lavoro. Un esempio di convivenza a dispetto di tutti i nazionalismi.

Saranno presenti gli autori

 

sabato 3

ore 16.30K2 and the invisible footmen di Iara Lee (Pakistan/Usa/Brasile, 2015, 54′)

Situata al confine tra Pakistan e Cina, il K2 è la seconda montagna più alta del Mondo. Anche detta “la montagna selvaggia”, espone gli scalatori a sfide estreme. La regista segue le vite di alcune comunità Sherpa del Pakistan e del Nepal e di tutti quegli scalatori indigeni che scelgono di avventurarsi sul K2 noncuranti del pericolo e delle tragedie passate. Uno sguardo inconsueto al Pakistan.

 

ore 17.35Terra per il nostro cibo di Julio Molina (Italia/Gran Bretagna/Francia/Romania/Spagna, 2015, 35′)

Terra per il nostro ciboè stato prodotto dalla partnership europea per l’Accesso alla Terra. Il documentario segue il percorso attraverso l’Europa di Gavin Bridger, giovane agricoltore, alla ricerca di terra da coltivare per il progetto Farnham Local Food . Ed è così che viene in contatto con le realtà locali, scoprendo che il problema dell’accesso alla terra da parte dei giovani agricoltori è tutt’altro che isolato.

Sarà presente l’autore

 

Riforma agraria tra passato e presente

ore 18.30Sedici anni dopo Melissa di Mario Carbone (Italia, 1965, 14′)

29 ottobre 1949 durante un tentativo di occupazione di terre da parte dei braccianti di Melissa in Calabria, l’intervento repressivo della polizia lascia sul terreno tre persone uccise e altre 15 ferite. Da questo e altri episodi analoghi nasce la spinta per la promulgazione della riforma agraria del 1950. Il documentario fa un bilancio della situazione post riforma, ridando la parola ai contadini di Melissa.

 

a seguire Nuovi braccianti antichi problemi(Italia, 2016, 5′)

Ieri come oggi la difesa dei diritti passa per l’organizzazione e questo lavoro testimonia della nascita del Coordinamento Nazionale dei Braccianti.

 

a seguire Incontro conAntonio Onorati,Stefano De Angelis,Adriano Zaccagnini

 

ore 20.35 História do futuro di Enrico Masi (Italia/Brasile, 2016, 52′)

Inalva Brito è una maestra che ha tentato con ogni mezzo di impedire la demolizione della sua casa e della sua comunità, Vila Autodromo, che porta avanti da anni un progetto di convivenza pacifica, un laboratorio urbano riconosciuto a livello mondale. Urutau Guajajara è un linguista che studia il rapporto tra il portoghese e la sua lingua madre che rappresenta la storia del popolo Tupì Guaranì e oggi rischia di non avere un futuro, sotto l’impatto di due grandi eventi che il Brasile ha ospitato tra il 2014 e il 2016.

Anteprima italiana –Sarà presente l’autore

 

ore 21.45 Ethiopia Rising di Mark Dodd (Inghilterra, 2015, 63′)

È la storia della fenomenale trasformazione ambientale di un’intera nazione. Aba Hawi fu a capo di una lunga battaglia che ha mobilitato intere comunità per rigenerare la fertilità dei terreni e salvare molti villaggi dall’estinzione. Il film getta una nuova luce su una splendida regione dell’Africa, allontanandosi dalle restituzioni dei media mainstream che ritraggono l’Etiopia come una nazione disperata e in perenne emergenza umanitaria.

Anteprima italiana

 

domenica 4

ore 16.30 I Vajont di Maura Crudeli e Lucia Vastano (Italia, 2016, 80′)

La tragedia del Vajont è stata una tra le prime grandi messe in scena di caste e organizzazioni mafiose per perseguire interessi economici a scapito di una comunità. Uno scenario che in Italia si ripete dopo ogni tragedia. Non c’è un solo Vajont, ma tanti Vajont che urlano di essere raccontati e ascoltati. Il documentario ripercorre le tracce delle catastrofi italiane degli ultimi 40 anni, riflettendo su alcune delle pagine più oscure della storia italiana.

Saranno presenti le autrici

 

ore 18.05 Çapulcu: Voices from Gezi di Benedetta Argentieri, Claudio Casazza, Carlo Prevosti, Duccio Servi, Stefano Zoja (Italia/Turchia, 2014, 60′)

La lotta di alcuni ambientalisti per salvare gli alberi di Gezi Park si trasforma nel più grande movimento politico per i diritti umani che la Turchia abbia mai conosciuto. Il film è un’istantanea di quell’esperienza. Le voci e le immagini di quell’occupazione pacifica; le ragioni di una protesta contro la gentrificazione di Istanbul, la limitazione alle libertà individuali e un potere sempre più sordo.

 

ore 19.25Code of survival di Bertram Verhaag (Germania, 2016, 95′)

In tutto il mondo tonnellate di erbicida “Roundup” (a base di tossico glifosfato) sono utilizzate sempre più frequentemente. Le conseguenze sono allarmanti: avvelenamento dei terreni, erbe infestanti, colture contaminate e bestiame ammalato. Il documentario testimonia delle possibili alternative sostenibili portandoci in India, Egitto e Germania, dove il biologico è divenuto uno dei “codici di sopravvivenza” per il nostro pianeta.

Anteprima italiana – Versione originale in inglese

 

ore 21.05Les Agronautes di Honorine Perino (Francia, 2016, 75′)

Le avventure di una famiglia che decide di dedicarsi all’agricolture nella periferia di Lione, dove le autostrade e i centri commerciali stanno lentamente fagocitando tutti gli spazi agricoli. Il film è un’indagine sulla difficoltà di portare avanti dei progetti agricoli di resistenza nelle terre a ridosso delle aree urbane.

Versione originale in francese

 

 

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