Scrive il curatore della retrospettiva Sergio Toffetti: «Tutte le volte che per oltre dieci anni sono sceso nei depositi sotterranei della Cineteca Nazionale, nel preciso momento in cui l'improvviso abbassarsi della temperatura provoca un brivido di freddo lungo la schiena, mi è tornato in mente il Nosferatu di Murnau: "Oltrepassato il ponte i fantasmi gli vennero incontro...". Una delle più emozionanti metafore mai formulate di un moderno archivio cinematografico: il luogo dove si riportano alla luce i film "sperduti nel buio". Dagli archivi sono tornati a nuova vita anche Questi fantasmi della seconda edizione della retrospettiva. Grazie a una sistematica attività di "apertura delle scatole", integrazione di data base, confronto di copie, lavorazioni di laboratorio, digitalizzazioni, ristampe, restauri, che ha coinvolto una rete di cinefili vecchi e nuovi, suggeritori, amici - tra cui Goffredo Fofi, Paolo Mereghetti, Gianni Amelio, Tullio Kezich, Sergio Germani, Paolo Luciani, Alberto Pezzotta, Enrico Magrelli, Marco Muller, Gianluca Farinelli, Fabio Ferzetti, Angelo Draicchio - che insieme ai collaboratori della Cineteca hanno dato consigli, regalato idee, suggerito piste, scavato nella memoria titoli e nomi, passato il tempo a rivedere vecchi film per rinfrescare il giudizio, e hanno contribuito in modo determinante a trasformare in un programma le centinaia di film variamente presi in considerazione. Un programma non nato da un semplice ribaltamento di prospettiva tra l'"alto" e il "basso" che, seguendo le oscillazioni di mode e tendenze, in una variante kitsch del gioco dei quattro cantoni, rivaluta ad anni alterni - spesso peraltro con risultati encomiabili - un genere degradato o un minore trascurato. Il progetto, molto più temerario, è quello di riscrivere qualche capitolo delle nostre storie del cinema, visto che ormai, sommando le due edizioni 2008 e 2009, risulta un corpus di opere piuttosto consistente, la maggior parte delle quali trascurata dalle cronache d'epoca e dalle storie successive, e talvolta ancora oggi assente negli stessi repertori cinematografici.

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