La creazione artistica che si sottrae al luogo comune dell’ideazione dal nulla, al paradigma del genio rinascimentale, all’imposizione al pubblico di una poetica determinata. Questo e molto altro nell’incontro del 2 settembre scorso, al teatrino esterno dell’isola di San Servolo, tra Cesare Pietroiusti, decano degli artisti concettuali in Italia e in Europa, e Tommaso Strinati, storico dell’arte e docente CSC.
Pietroiusti ha collaborato con il Polo CSC di Venezia – San Servolo tra marzo e giugno 2026, nell’ambito di un corso quadrimestrale culminato in una mostra collettiva di 15 studenti al Museo M9 di Venezia Mestre.
L’artista porta avanti un concetto di arte e creatività nel quale non predomina la scelta imperativa dell’autore su un pubblico, ma la sua capacità di creare relazioni, sempre possibili, tra le cose e il loro contesto, tra le persone e tra le azioni, anche abituali, che compiamo durante il giorno: trasformandole, dissacrandole e decostruendole, ci permette di riflettere sul senso della vita.
Celebre, tra le tante azioni performative che hanno costellato la sua carriera, per aver mangiato e deglutito banconote davanti al pubblico, Pietroiusti ha ricordato come la creazione artistica non sia mai un atto ideologico, ma uno strumento sottile, indipendente e potente che, anche solo per un attimo, può far crescere una comunità.
Tommaso Strinati

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