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CSC – Cineteca Nazionale e MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo presentano la rassegna cinematografica “I generi, ieri e oggi”
Centro Sperimentale di Cinematografia
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19 Febbraio 2026

In programma all’Auditorium del MAXXI dal 28 febbraio, con ingresso libero su prenotazione.

Dopo l’ottimo riscontro registrato dalla rassegna “Il grande cinema italiano restaurato”, il CSC - Cineteca Nazionale e il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo tornano a collaborare insieme per una nuova rassegna dedicata al cinema di genere e di ieri e di oggi, in un felice e fertile confronto.

Lo spiega il curatore della rassegna, lo storico e critico cinematografico Fabio Melelli: «Da sempre colonna portante del cinema nazionale, i generi sono oggi più vivi che mai, declinati talora in modo diverso dal passato, ma sempre presenti sugli schermi italiani, piccoli o grandi che siano. La rassegna intende prendere in esame alcune opere tra le più significative della produzione cinematografica italiana, di ieri e di oggi, in cui i classici generi trovano una collocazione assolutamente peculiare e autoriale. Una rassegna che prende le mosse dal gotico padano di Pupi Avati, rappresentato da uno dei suoi titoli più recenti, ‘Il signor Diavolo’, autentica summa dell’opera del maestro bolognese, messo a ideale confronto con il capolavoro del thrilling anni Settanta, ‘Profondo rosso’ di Dario Argento, passando poi attraverso il classico noir di Fernando Di Leo, ‘Milano Calibro 9’, celebrato anche per la sua straordinaria colonna sonora, in tema rock-progressive, degli Osanna e il neo-noir contemporaneoDogman’ di Matteo Garrone. Senza dimenticare la grande stagione del western all’italiana, rievocata con due delle sue pellicole più celebri e amate, modello inarrivabile per legioni di cineasti, l’elegiaco e fiabesco ‘C’era una volta il west’ di Sergio Leone e il visionario e surrealeDjango’ di Sergio Corbucci».

Ha dichiarato la Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia Gabriella Buontempo: «Questa rassegna si inserisce nel quadro della proficua collaborazione tra il Centro Sperimentale di Cinematografia e il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. I film proposti dalla Cineteca Nazionale ritrovano nuova vita e un pubblico di appassionati per un ciclo di proiezioni che rilanciano il grande cinema italiano come occasione di incontro e di dibattito, rinnovando il rito della proiezione domenicale per tutta la famiglia e creando nuove consuetudini per le nuove generazioni. Grandi autori e film popolari, come nella grande tradizione del nostro cinema».

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“I GENERI, IERI E OGGI”: TUTTO IL PROGRAMMA

SABATO 28 FEBBRAIO
ore 16:30 Il signor Diavolo di Pupi Avati (2019, 87’)
Introdotto da Fabio Melelli e da Pupi e Antonio Avati

La vicenda è ambientata nel Polesine negli anni ‘50. Un bambino muore, per malaria dicono i medici, ma l’amico ritiene che sia rimasto vittima di una maledizione, per aver profanato un’ostia durante la prima comunione. Per vederci chiaro cercherà di entrare in contatto con una figura misteriosa che si dice abbia rapporti col Maligno in persona. Un intenso horror gotico padano in bilico tra religione e superstizione firmato dal maestro Pupi Avati, “Il signor Diavolo” raccoglie il testimone, per ambientazione e atmosfere, di uno dei cult movies per eccellenza, “La casa dalle finestre che ridono”(1976) e vanta un cast di attori amati dal regista come Cesare Cremonini, Lino Capolicchio, Massimo Bonetti, Chiara Caselli, Gianni Cavina, Alessandro Haber, Andrea Roncato, affiancati dagli esordienti Filippo Franchini e Gabriele Lo Giudice.


DOMENICA 1 MARZO
ore 16:30 Profondo rosso di Dario Argento (1975)
Introdotto da Fabio Melelli e da Dario Argento, Angelo Jacono, Fabio Pignatelli

Film indimenticabile: per il geniale puzzle narrativo, per l’esasperante suspense, per la presenza del protagonista di “Blow-up” David Hemmings, per il clamoroso ritorno sulle scene della diva dei telefoni bianchi Clara Calamai, per l’inquietante colonna sonora, in cui il rock progressive dei Goblin incrocia le sonorità jazz di Giorgio Gaslini, per la capacità di racchiudere e portare a compimento l’irripetibile stagione del thriller all’italiana. Un vertice della cinematografia italiana, conosciuto, studiato e imitato in tutto il mondo.
Restauro digitale a cura della Cineteca Nazionale, in collaborazione con Rti è stato eseguito presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna, avvalendosi della collaborazione del direttore della fotografia Luciano Tovoli.

SABATO 7 MARZO
ore 16:30 Milano calibro 9 di Fernando Di Leo (1972)
Introdotto da Fabio Melelli

“Milano Calibro 9” (1972), diretto da un piccolo grande maestro del crime movie italiano del decennio, tratto da Scerbanenco, è un concentrato di “violenza disillusa” e “furiose vendette”, riscoperto da Tarantino: Ugo Piazza, uscito di prigione, ritorna nel racket per finire “incastrato” di nuovo (o così sembra). La musica di Bacalov, come una marionetta omicida, non molla mai Gastone Moschin, sorprendente protagonista. La stilizzata brutalità dell’azione si raddoppia in un paesaggio metropolitano noir che somiglia da vicino al senso di minaccia quotidiana della cronaca dell’epoca.

Il restauro in 4k a cura di CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con Minerva Pictures e Rarovideo è stato realizzato utilizzando i materiali negativi originali e recuperando le sovrimpressioni presenti in una copia positiva, conservata presso l'archivio CSC-Cineteca Nazionale, ma assenti in molte delle copie distribuite. Questa versione ora permette agli spettatori di vedere il film come originariamente pensato dal regista. Le lavorazioni sono state eseguite presso il CSC Digital Lab.

DOMENICA 8 MARZO
ore 16:30 C’era una volta il West di Sergio Leone (1968)
Introdotto da Fabio Melelli

Un solitario pistolero, Armonica, arriva a Flagstone per incontrare Frank, ma trova solo i suoi sgherri che provano ad ucciderlo. Nel frattempo, Frank e altri suoi pistoleri sterminano a Sweetwater tutta la famiglia McBain: sono sicari del magnate delle ferrovie Morton che vuole impadronirsi di quel terreno, destinato a diventare punto nevralgico del nuovo percorso ferroviario. A scombinare i suoi piani arriva però Jill, un’ex prostituta di New Orleans, che Brett McBain ha sposato e che quindi è ora la proprietaria del terreno.

Una volta sovvertite, nella trilogia del dollaro, le regole auliche del genere, Leone prova a immergersi nell’atmosfera classica del western tenendo ferma la figura del pistolero infallibile e solitario (Armonica), ma aprendo il racconto agli spazi leggendari della Monument Valley e prendendo spunto da uno dei temi portanti della conquista del West, l’avanzare della civilizzazione lungo i binari della ferrovia. Con Charles Bronson, Claudia Cardinale e Henry Fonda. Musiche di Ennio Morricone. Da un soggetto di Leone, Dario Argento e Bernardo Bertolucci.

SABATO 28 MARZO
ore 16:30 Dogman di Matteo Garrone (2018, 107’)
Introdotto da Fabio Melelli

In una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, dove l’unica legge sembra essere quella del più forte, Marcello è un uomo piccolo e mite che divide le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di toelettatura per cani, l’amore per la figlia Sofia, e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino, un ex pugile che terrorizza l’intero quartiere. Dopo l’ennesima sopraffazione, deciso a riaffermare la propria dignità, Marcello immaginerà una vendetta dall’esito inaspettato…

“Dogman” potrebbe essere considerato il capitolo finale di un’ideale trilogia composta anche da “L’imbalsamatore”(2002) e “Primo amore”(2004); un film sul desiderio di un rapporto umano impossibile, sullo squilibrio tra lettura della realtà e realtà stessa, sul conflitto interiore con le proprie pulsioni naturali.

DOMENICA 29 MARZO
ore 16:30 Django di Sergio Corbucci (1966, 92’)

Introdotto da Fabio Melelli

Frontiera fra Stati Uniti e Messico: in un paesino sperduto, sconvolto dagli scontri tra una setta razzista comandata dal maggiore Jackson e i rivoluzionari guidati dal generale Rodríguez, arriva Django, reduce di guerra in cerca di vendetta per l'assassinio della moglie. Dopo aver avuto la meglio sugli uomini di Jackson ed essersi conquistato la fiducia dei rivoluzionari, Django viene tradito. Gravemente ferito, l’uomo decide di affrontare una volta per tutte la sua nemesi... Vero e proprio cult movie del genere spaghetti western, Django ha dato origine a una saga sterminata, con titoli spesso apocrifi. Nel ruolo centrale troviamo Franco Nero: grazie a questo film l’attore italiano ha ottenuto una popolarità enorme anche su territorio internazionale. Recentemente omaggiato da Tarantino nel suo “Django Unchained”.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero su prenotazione fino a esaurimento posti.

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