La sala Gialla di Palazzo dei Normanni, ha fatto da cornice alla XIV edizione del Premio "Federichino", promosso dalla Fondazione Federico II di Palermo, diretta da Francesco Forgione, dalla Fondazione di Jesi, rappresentata da Fabio Costantini, e la Gesellschaft für staufische Geschichte e. V. di Göppingen. Al tavolo dei relatori, anche il vice presidente dell'assemblea regionale siciliana e il vice segretario generale rispettivamente Antonio Venturino e Salvatore Pecoraro. La cerimonia moderata da Gianfranco Zanna, ha visto la premiazione del sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, dei docenti delle università di Bologna e Napoli Laura Trombetti ed Errico Cuozzo e dello scrittore e regista teatrale e cinematografico Roberto Andò. Un premio che si rinnova grazie alla sintonia con la Fondazione Federico II Hohenstaufen di Jesi nata per una intuizione di uno studioso di Federico secondo, l'Avv. Gino Borgiani, che aveva notato come Jesi, città natale dell'imperatore, non avesse reso i giusti onori. Toccante la testimonianza del primo cittadino di Lampedusa, introdotta magistralmente dallo scrittore Davide Camarrone, che, per Sellerio, ha pubblicato il libro dal titolo "Lampaduza", come la pronunciano i migranti, quando la vedono all'orizzonte come meta di libertà. Al direttore generale del dipartimento turismo della regione siciliana Alessandro Rais, grande esperto di cinema, gli è stato chiesto da Francesco Forgione di presentare la carriera di Robertò Andò. La tratteggia con la sapienza e l'esperienza di un critico; e gli viene in mente il
"

Condividi