
CSC – Cineteca Nazionale collabora al documentario“Elvira Notari. Oltre il silenzio”, scritto e diretto da Valerio Ciriaci, una produzione Parallelo 41 produzioni, Awen Films e Luce Cinecittà.
Il documentario - che verrà presentato 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale nella sezione Venezia Classici-documentari sul cinema -è prodotto da Antonella Di Nocera e co-prodotto da Isaak Liptzin e Valerio Ciriaci; la produttrice associata è Mila Tenaglia.
Il film viene realizzato con il contributo fondamentale del CSC – Cineteca Nazionale, che non solo conserva il nucleo più ampio di quanto rimane della filmografia di Elvira Notari, ma per l’occasione ha messo a disposizione alcuni filmati d’epoca appartenenti allo speciale fondo denominato Ruggieri Collection, conservato presso il George Eastman Museum di Rochester (NY). I materiali in questione comprendono trailer e frammenti di film italo-americani rari e non sempre censiti nelle filmografie che sono stati digitalizzati dal Digital Lab del CSC - Cineteca Nazionale nell’ambito di uno speciale accordo di collaborazione con il George Eastman Museum.
Tra gli studiosi, esperti e cinetecari coinvolti nel progetto è presente Maria Assunta Pimpinelli, Responsabile collezioni e patrimonio filmico presso il CSC - Cineteca Nazionale, la quale commenta:«Se oggi, in occasione del 150° anniversario della nascita di Elvira Notari, possiamo ammirare la potenza visiva e l’intensità del suo cinema, lo dobbiamo in larga parte al paziente e appassionato lavoro delle colleghe e dei colleghi della Cineteca Nazionale che, nel corso degli anni, si sono dedicati all’identificazione, alla ristampa, alla digitalizzazione e al restauro delle rare pellicole sopravvissute dei suoi film»
“Elvira Notari. Oltre il silenzio” è stato realizzato con il contributo del MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivi – Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, Regione Campania e Fondazione Film Commission Regione Campania. E inoltre, con il contributo allo sviluppo di Casa Italiana Zerilli-Marimò at New York University, in collaborazione con Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e con il patrocinio di Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 150 anni dalla nascita di Elvira Coda Notari.
Sinossi
Appena tre lungometraggi, due brevi documentari e alcuni frammenti, 163 minuti in tutto, è ciò che resta della filmografia di Elvira Notari, la prima regista italiana. Se la sua vita rimane in parte un enigma – non ha lasciato lettere né diari, e poche sono le fotografie che la ritraggono – la sua opera è al centro di un rinnovato interesse, dopo decenni di oblio. Protagonista dell’età d’oro del muto napoletano, Elvira realizzò circa 60 lungometraggi che, intrecciando cultura popolare e uno sguardo autentico sulla vita della città, conquistarono il pubblico da Napoli alle Little Italy degli Stati Uniti. Con l’avvento del sonoro, e colpita dalla censura fascista, abbandonò il cinema nel 1930. La sua opera cadde nel silenzio e gran parte dei suoi film andò perduta.
Oggi, a 150 anni dalla nascita, Elvira torna al centro della scena grazie al lavoro di studiosi e artiste che ne recuperano l’eredità e la reinterpretano attraverso la creazione di nuove opere. Intrecciando memoria storica e riscoperta contemporanea, Elvira Notari. Oltre il silenzio restituisce il ritratto vivo e articolato di una pioniera del cinema che torna a risuonare nel presente.
Elvira Notari – nota biografica
Nata a Salerno, Elvira si trasferisce da giovane con la famiglia a Napoli. È qui che conosce Nicola Notari, fotografo, che diventerà suo marito. All'alba del Novecento, mentre il cinematografo si diffonde rapidamente in città, Elvira convince Nicola a intraprendere insieme questa nuova avventura imprenditoriale. I due fondano la Dora Film, inizialmente specializzata nella colorazione delle pellicole, per poi passare alla produzione indipendente dei propri film, tutti scritti e diretti da Elvira. La produzione mantiene un carattere familiare: Nicola è l'operatore di macchina, il figlio Edoardo recita come attore, e parenti e amici completano cast e troupe. I film di Elvira attingono al folklore locale, in particolare ai testi delle canzoni napoletane, che lei riadatta in sceneggiature ispirate alle celebri sceneggiate teatrali. Storie di intrighi familiari, tradimenti e delitti passionali si intrecciano a immagini “dal vero” che immortalano la vita popolare della città, le sue bellezze, ma anche la miseria dei vicoli di Napoli, in uno stile che anticipa il neorealismo. Accanto al realismo, affiorano però anche momenti onirici che aprono a una dimensione immaginifica del quotidiano. Tra i personaggi spiccano protagoniste femminili sorprendentemente moderne, che sfidano la dicotomia tra vittima e femme fatale ed esprimono una sensualità che sovverte gli stereotipi dell’epoca.
Dalla seconda metà degli anni '20, il cinema di Elvira si scontra con la crescente censura fascista, orientata a costruire una nuova immagine nazionale e a centralizzare l’industria cinematografica a Roma. Per sopravvivere, la Dora Film cerca fortuna oltreoceano, distribuendo i propri film tra le comunità italiane negli Stati Uniti. L’accoglienza entusiasta nelle Little Italy permette alla casa di produzione di restare attiva mentre altre realtà napoletane chiudono i battenti. Alla produzione di fiction si affianca quella di brevi documentari sulla vita nei paesi del Sud Italia, rivolti agli emigrati nostalgici delle terre natie.
Nel 1930, Elvira abbandona il cinema e la Dora Film, ritirandosi a vita privata a Cava de' Tirreni.
Le ragioni restano incerte: forse il peso della censura, le difficoltà nell’adattarsi al cinema sonoro o tensioni familiari mai risolte. Recenti ritrovamenti rivelano che Elvira e Nicola ebbero una terza figlia, Maria, affidata a un orfanotrofio. Forse proprio questa scelta, presa per salvaguardare l’azienda, non fu mai perdonata a Elvira. Nessuno la seguì a Cava. La sua figura si eclissa fino alla morte nel 1946, lontana dai riflettori. Per decenni, l’oblio e la dispersione delle sue opere ne oscurano la memoria e il lascito artistico.
I film sopravvissuti di Elvira Notari
‘A Santanotte (1922, 60’)
È Piccerella (1922, 45’)
Fantasia 'e surdate (1924, 28’)
Festa della SS.ma Annunziata a Avellino (1923, 9’)
Festa della Madonna della Libera a Trevico (1923, 5’)
A Piedigrotta [frammenti] (1920)
L'Italia s'è desta [frammenti] (1927)
Napoli terra d’amore [frammenti] (1928)
Napoli sirena della canzone [frammenti] (1929)
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