Il cinema muto italiano 1919. I film del dopoguerra

 

Vittorio Martinelli

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anno di edizione1995
pagine322
distribuzioneCentro Sperimentale di Cinematografia
La guerra è finita. Si costituisce - 9 gennaio 1919 - dopo brevi consultazioni, l'U.C.I. (Unione Cinematografica Italiana), un consorzio a protezione del cinema italiano. Alla U.C.I. vengono conferiti i film che mano a mano hanno terminato la lavorazione, oltre a quelli già pronti da un pezzo e che stentano a trovare uno sbocco sul mercato. In breve, i magazzini dell'Unione diventano una vera e propria cineteca di film invenduti e sempre più invendibili. Per il cinema italiano le cose non vanno proprio bene nel 1919, eppure si assiste ad un proliferare di intraprese che sorgono e scompaiono con una rapidità degna di un giocatore di prestigio e questa è solo una delle cause che porteranno alla crisi degli anni Venti. Il libro consta di schede filmografiche ordinate alfabeticamente per titolo. In ogni singola scheda si riportano le notizie sui crediti e sul cast, i dati di censura, le lunghezze delle copie, i soggetti e le recensioni, i nomi delle società di produzione ed i titoli alternativi dei film. Il volume è disponibile anche nel cofanetto relativo agli anni 1916-1919.
note sull'autore
Vittorio Martinelli (Napoli, 1926 – Bologna, 2008). Storico del cinema e appassionato collezionista, è stato autore o coautore con Aldo Bernardini della filmografia de Il cinema muto italiano (1991-1996). Da solo o in collaborazione è l’autore di numerose monografie su registi e attrici: Augusto Genina, Carmine Gallone, Enrico Guazzoni, Roberto Roberti, Francesca Bertini, Leda Gys, Pina Menichelli, Maria Jacobini, e di un volume sulle Dive del silenzio (2001), oltreché di numerosi saggi e contributi apparsi sulle riviste specializzate di cinema. È stato inoltre autore di: Lucy Doraine alla conquista dell’Italia (1988), Cuor d’oro e muscoli d’acciaio (2000), Dal Dott. Caligari a Lola-Lola (2001), L’eterna invasione (2002), Una frequentazione rarefatta (2005). La sua ultima opera è Za la Mort. Ritratto di Emilio Ghione (2007).