Sotto le stelle del '44. Un diario futile

 

Steno; a cura di Tullio Kezich

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anno di edizione2017
pagine191
distribuzioneCentro Sperimentale di Cinematografia; Rubbettino
La nuova edizione di Sotto le stelle del ’44, a cura del Centro Sperimentale di Cinematografia, coincide con la ricorrenza dei cento anni dalla nascita di Steno e dei quasi trent’anni dalla sua morte. Dopo la sua scomparsa una critica unanime ha rivalutato, anche in termini culturali, l’opera di Steno artigiano dell’umorismo. Dove per umorismo s’intende non solo il gusto nel suscitare sorrisi, ma anche l’intelligenza e la magistrale capacità di fotografare la realtà. Mettendo in fila i suoi scritti e i suoi film, viene a galla la sua Italia, un paese fitto di problemi, contraddizioni, personaggi, caratteri, narrati da lui con la leggerezza innata del grande autore. Oggi i suoi film vengono giudicati come pietre fondanti e preziose della commedia italiana. Questo diario è l’esempio di una visione lucida di quanto stava accadendo nel nostro paese alla vigilia di una nuova era: quella della libertà e della fine della dittatura fascista. Steno ne vede già i punti deboli, intercetta le probabili scorciatoie ideologiche e scrive con disincantato umorismo un soggetto da commedia che prefigura gli anni a venire. D’altronde la forza del vero umorista consiste proprio nell’immaginare, cinque minuti prima degli altri, il ridicolo che sta sempre in agguato.
note sull'autore
Steno alias Stefano Vanzina (1917-1988): umorista, sceneggiatore, regista. Ancora giovanissimo Steno frequentò l’Accademia di scenografia e il Centro Sperimentale di Cinematografia, entrando contemporaneamente a far parte della redazione del bisettimanale umoristico «Marc’Aurelio» dove scriveva e disegnava vignette. Nel cinema penetrò con altri redattori del giornale sceneggiando in collaborazione i film di Macario Lo vedi come sei... Lo vedi come sei?! (’39), Il pirata sono io! (’40), Non me lo dire! (’40). Entrato nell’ambiente, spesso a fianco di Mario Mattoli del quale fu anche aiuto regista, collaborò con Cesare Zavattini per il copione La scuola dei timidi (’41) e firmò altre sceneggiature. In Soltanto un bacio (’42) di Giorgio C. Simonelli, con Valentina Cortese e Otello Toso, figurò come attore. Nel dopoguerra sceneggiò moltissimi film per Camerini, Freda, Matarazzo, Borghesio e altri. Esordì nella regia in coppia con Mario Monicelli e insieme, in quattro anni fecero otto film, tra i quali quattro di Totò, incluso il classico Guardie e ladri (’51) con Fabrizi. Iniziò a lavorare da solo con Totò a colori (’52) e continuò a un ritmo instancabile. Gli si attribuiscono circa 70 titoli. Sposato nel ’48 con Maria Teresa Nati, che lavorava nel giornale del Partito d’Azione, ne ebbe due figli: Enrico 1949, produttore e sceneggiatore) e Carlo (1951, regista). Alla signora Nati, scomparsa nel 1993, si deve il ritrovamento del diario.