La mostra fotografica “Homenaje a Bernardo Bertolucci”, a Lima, sarà visitabile fino al 21 dicembre

 

A Lima, in Perù, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura, mostra fotografica su Bernardo Bertolucci, con immagini provenienti dall’Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale

Il Centro Sperimentale in giro per il mondo: si inaugura a Lima, in Perù, nella sede dell'Istituto Italiano di Cultura, una ricca mostra fotografica su Bernardo Bertolucci, con immagini provenienti dall'Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale. La mostra si intitola "Homenaje a Bernardo Bertolucci" e conferma il regista di "Ultimo tango" come uno degli artisti italiani più apprezzati nel mondo. Sarà aperta fino al 21 dicembre.

La carriera di Bernardo Bertolucci è tra le più insolite, sorprendenti ed eccezionali in tutta la storia del cinema mondiale. Nato a Parma il 16 marzo del 1941, Bernardo è figlio di un poeta, Attilio Bertolucci, tra i più importanti della letteratura italiana del Novecento. E fin da giovanissimo segue la vocazione paterna, scrivendo versi e vincendo nel 1962 (a 21 anni) il Premio Viareggio per la raccolta poetica "In cerca del mistero". Ma proprio grazie al padre conosce un altro poeta, Pier Paolo Pasolini, che abita a Roma nel suo stesso palazzo. Nel 1961 Pasolini chiede al ventenne Bernardo di fargli da assistente per il suo primo film, "Accattone". "Ma io non so nulla di cinema", gli risponde Bernardo. "Neanch'io - ribatte Pasolini - per questo sei perfetto". E nel 1962 Bertolucci esordisce anch'egli nella regia con "La commare secca", un soggetto scritto proprio da Pasolini. Nel 1964 può firmare il primo film davvero "suo", "Prima della rivoluzione": stroncato dalla critica italiana, viene elogiato dalla critica francese e diventa un film-culto per un'intera generazione di cineasti. Martin Scorsese ne parla come di una rivelazione, "un film di un giovane regista che parlava di sé, del suo mondo, come anch'io sognavo di fare". Seguono "Partner" (1968) e il miracoloso dittico "Strategia del ragno"/"Il conformista", due titoli girati pressoché in contemporanea nel 1970 che fanno di Bertolucci, non ancora trentenne, uno dei registi più "caldi" del panorama mondiale. Ma il meglio deve ancora venire. "Ultimo tango a Parigi" (1972), con Marlon Brando, ottiene un immenso successo e fa discutere in tutto il mondo (in Italia viene sequestrato e addirittura condannato al rogo, per poi risorgere e tornare tante volte, l'ultima nel 2018 grazie al restauro del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale); "Novecento" (1976) è un kolossal che mescola le radici padane con la spettacolarità del grande cinema hollywoodiano. Dopo "La luna" (1979) e "La tragedia di un uomo ridicolo" (1981), "L'ultimo imperatore" (1987) è un altro successo planetario che vince 9 Oscar su altrettante candidature. Bertolucci realizza altri due film di respiro internazionale, "Il tè nel deserto" (1990) e "Il piccolo Buddha" (1993), per poi tornare in Italia con "Io ballo da sola" (1996) e "L'assedio" (1998). "The Dreamers", nel 2003, è un omaggio a Parigi, alla Cinémathèque, al cinema del maestro Jean-Luc Godard e alla cinefilia, agli amori di una vita. L'ultimo film, "Io e te", è un piccolo inno alla gioventù da parte di un regista che è rimasto, parole sue, un eterno esordiente: che ha saputo rinnovarsi senza mai ripetersi, sperimentare ogni forma di cinema senza mai rinchiudersi in una formula.