Il 15 ottobre, alla Casa del Cinema di Roma, omaggio ad Agata Guttadauro

 

Agata Guttadauro, videomaker che ha documentato il meglio della postavanguardia teatrale italiana, č scomparsa il 15 maggio scorso. Ha affidato il suo materiale per la conservazione e digitalizzazione al CSC - Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea.

Ricordo di Agata Guttadauro

Il 15 ottobre alle ore 18 presso la Casa del Cinema di Roma si terrā un evento-omaggio dedicato ad Agata Guttadauro, scomparsa il 15 maggio scorso.

Nata a Bagheria, il suo diploma in pianoforte conseguito al Conservatorio Bellini di Palermo la catapulta ad insegnare Educazione musicale nelle scuole cosentine per un ventennio tra il 1965 e il 1986 fissando la sua residenza a Rende. Carattere eclettico e decisionista coltiva le sue passioni spaziando con professionalitā e grande lena in varie attivitā artistiche. Dalla metā degli anni ottanta fonda con l'inseparabile Mariola la Edilight, casa di produzione video, che si occupa di documentare il meglio della postavanguardia teatrale italiana che in quegli anni domina il dibattito e i nuovi linguaggi. Agata č stata l'interlocutrice principale per le riprese di videoteatro dei Magazzini (Criminali)  che vedono i suoi alfieri in Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, lavora con Giorgio Barberio Corsetti, Franco Scaldati. Si tratta di drammaturgie che portano la firma di Giovanni Giudici, Mario Luzi, Edoardo Sanguineti (con lui sette capitoli di Paradiso e Purgatorio di Dante).

Negli ultimi anni, a causa di problemi di salute, l'attivitā di Agata e della sia Edilight diminuiscono fino ad interrompersi. Conscia dell'importanza e unicitā dei suoi lavori di videoteatro Agata Guttadauro ha affidato la conservazione e digitalizzazione del suo patrimonio all'Archivio Nazionale Cinema Impresa (Ivrea).

Gli amici, gli artisti  con cui ha collaborato parteciperanno all'incontro per ricordarla il prossimo 15 ottobre  2019, dalle ore 18.00 alle 19.30,  presso la Casa del Cinema di Roma, Sala Kodak, largo  M. Mastroianni  1 (Villa Borghese).

Un ringraziamento particolare va a Giuseppe Gaudino ed Isabella Sandri.