La Biblioteca Luigi Chiarini del CSC ha reso disponibili per la consultazione, on line, nella "biblioteca digitale", e in sede i rari manuali della Scuola di recitazione fondata da Paolo Azzurri negli anni Dieci

 

Attore, regista e produttore cinematografico, Paolo Azzurri fu tra i primi fondatori di scuole di recitazione cinematografica di rilevanza nazionale.

Paolo Azzurri (Bologna , 6 ottobre 1878 - Firenze, 22 febbraio 1933), attore, regista e produttore cinematografico, fu tra i primi fondatori di scuole di recitazione cinematografica di rilevanza nazionale. Iniziò la carriera giovanissimo come attore nel teatro d'opera. Nel 1907 fu scritturato dalla casa cinematografica Ambrosio Film di Torino come comico, assimilando i rudimenti della recitazione cinematografica da Arturo Ambrosio, Luigi Maggi e Roberto Omegna. In seguito lavorerà per la Artistic Cinema Negatives di Sanremo, la Psiche Film di Albano Laziale e la Lucarelli Film di Palermo. Proprio a Palermo istituisce nel 1914 la Scuola Cinematografica Azzurri, la più importante scuola italiana di recitazione degli anni Dieci. Attorno alla scuola e alle sue succursali (Catania, Firenze, Livorno, Buenos Aires, Bologna) sorgeranno accese polemiche che ne condurranno alla definitiva chiusura nel 1927. P ubblica nel 1914 un manuale di recitazione teorico-pratico, Come si possa diventare artisti cinematografici, citato nel Portale del cinema muto tra le opere che documentano, dal punto di vista editoriale, la storia del cinema muto italiano.

Nel 1920 fonda a Firenze la rivista cinematografica «L'arte del silenzio», veicolo pubblicitario della scuola stessa, definita da Vittorio Martinelli tra le riviste "che contano" in Italia durante gli anni del muto. La rivista, dal suggestivo sottotitolo "periodico quindicinale d'indipendenza e battaglia", pubblica scritti di Paolo Azzurri, Giuseppe Lega, Carmine Gallone, Febo Mari, Augusto Genina, Pina Menichelli, Ottorino Modugno. «L'arte del silenzio» è stata di recente acquisita dalla Biblioteca Chiarini grazie al riversamento da microfilm effettuato dalla Biblioteca nazionale di Firenze. Sempre a Firenze apre, nel 1922, una società di produzione, l'Azzurri Film Manifattura cinematografica, con cui produsse "La regina della notte", "Un cuore", "Il sodato cieco", film diretti da lui stesso.

La scuola fondata da Paolo Azzurri sarà la scuola italiana di recitazione più importante di quegli anni. Ad uso dei suoi allievi pubblica a Palermo nel 1914 un manuale di recitazione teorico-pratico, Come si possa diventare artisti cinematografici. Il manuale sarà rieditato a Firenze - completamente aggiornato - nel 1917 e nel 1926. La prima edizione era fino a poco tempo fa praticamente introvabile: nota solo perché pubblicizzata in qualche rivista dell'epoca, non risultava presente in nessun catalogo di Biblioteca. Nelle storie del cinema era considerata perduta per sempre e venivano citate solo le edizioni successive. E' stata quindi una bella sorpresa trovarne una copia tra le carte e i libri di Oreste Gherardini (1871-1953), regista, sceneggiatore, attore teatrale e cinematografico. Nella corposa cartella "Attività didattica" del Fondo Oreste Gherardini - fondo acquisito dalla Biblioteca Luigi Chiarini - sono conservati volantini pubblicitari della Scuola cinematografica e di recitazione "Azzurri" con sede principale a Palermo e succursale a Napoli di cui era direttore artistico lo stesso Gherardini.

La Chiarini è l'unica Biblioteca a possedere le tre edizioni del manuale dell'Azzurri, di grande interesse per gli studi sulle tecniche di recitazione. La prima e la seconda edizione, proprio per il loro valore e rarità, sono state digitalizzate e sono fruibili sulla nostra Biblioteca digitale.

«Non intendo, con questo mio opuscoletto, atteggiarmi a gran Maestro, no, tutt'altro; ma la profonda esperienza acquistatami, sia sulle tavole del Palcoscenico e sia come attore e Direttore di Scena Cinematografico, fanno sì che, con sicura pratica, io possa dettare il miglior mezzo, onde chi aspira a diventare attore cinematografico, leggendo queste mie modeste righe, possa farsene sicura guida, per aver resa meno aspra la difficile ascesa ai culmini di questa nuova arte chiamata a ragione l'arte del silenzio».

 

Per un approfondimento vedi l'articolo di Gaetano Strazzulla, Appunti sulla produzione a Firenze negli anni del muto, pubblicato in "Immagine: note di storia del cinema", n. 37/1996 e gli studi di Cristina Jandelli sulla recitazione cinematografica negli anni Dieci, in particolare, La tecnica nella recitazione cinematografica: il caso Paolo Azzurri, pubblicato in « Bianco e nero», n.549/2004.