Il CSC-Cineteca Nazionale presenta due restauri alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone

 

Anche quest’anno il CSC-Cineteca Nazionale sarà presente alle Giornate del Cinema Muto, per presentare due importanti restauri: La memoria dell’altro (Alberto degli Abbati, 1913), con Lyda Borelli, e I promessi sposi (Mario Bonnard, 1922).

Anche quest'anno il CSC-Cineteca Nazionale sarà presente alle Giornate del Cinema Muto, per presentare due importanti restauri: La memoria dell'altro (Alberto degli Abbati, 1913), con Lyda Borelli, e I promessi sposi (Mario Bonnard, 1922)

Opera rara ed emblematicamente rappresentativa del temperamento e dell'arte della grande Lyda Borelli, La memoria dell'altro sarà presentato giovedì 11 ottobre 2018, come evento speciale, nell'ambito dell'omaggio all'attore e regista Mario Bonnard. In questo film si ripropone il sodalizio di Lyda Borelli con Mario Bonnard e Vittorio Rossi Pianelli, rispettivamente nei ruoli dell'amante tragico e dell'innamorato respinto, già sperimentata con grande successo in Ma l'amor mio non muore!, opera canonica del genere "diva film" italiano, realizzato nel 1913 dalla stessa casa di produzione, la Film Artistica "Gloria", per la regia di Mario Caserini.
La memoria dell'altro è un dramma passionale e tragico, che si incentra sul personaggio emancipato e anticonformista di Lyda, aviatrice acclamata, guidatrice di automobile, danzatrice formidabile, ma anche donna appassionata e sensuale, fatalmente travolta da un sentimento che la conduce all'estremo delle sue possibilità e della sua volontà. Sono memorabili i voli aerei, preceduti dalla preparazione meticolosa dell'aviatrice e seguiti da un pubblico festante; altrettanto notevoli sono gli esterni veneziani, su cui il racconto indugia, facendo muovere i protagonisti tra magnifici scenari, tra arrivi spettacolari in vaporetto, approdi in gondola e passeggiate da Grand Tour in Piazza San Marco.
Il film è stato restaurato a partire da un duplicato negativo safety b/n con didascalie italiane conservato dal CSC - Cineteca Nazionale, stampato nel 1977 da una copia nitrato d'epoca, attualmente non più conservata. Ad oggi questo duplicato costituisce l'unico testimone del film, con l'unica eccezione di un frammento di circa 200 metri conservato dalla Filmoteca Española di Madrid, un positivo nitrato con didascalie spagnole e colorazioni per imbibizione, relativo al finale del film.
 
I promessi sposi, Mario Bonnard, 1922 (130')
Un altro evento speciale delle Giornate del Cinema Muto è dedicato a I promessi sposi, Mario Bonnard, 1922, che sarà presentato la sera di mercoledì 10 ottobre, con l'accompagnamento musicale della Nuova Orchestra da Camera "Ferruccio Busoni", diretta dal Maestro Massimo Belli, su partitura composta per l'occasione dal maestro Valter Silviotti.
La Cineteca Nazionale ha collaborato al restauro, realizzato dalla Cineteca Italiana di Milano nel 2014, mettendo a disposizione una copia positiva 35mm nitrato, imbibita, che è stata utilizzata per comparazione e riferimento per l'imbibizione color "ambra" e soprattutto per il recupero delle didascalie, in quanto il materiale principale su cui è stato basato il restauro, il negativo originale, nonostante l'eccellente qualità fotografica, era stato rieditato nel 1934, privandolo delle didascalie, per la riedizione sonorizzata.
Questo film, per il grande impegno produttivo profuso, costituisce uno degli ultimi kolossal del cinema muto italiano e anche ultimo adattamento del romanzo manzoniano realizzato prima dell'avvento del sonoro, dopo che tra il 1908 e il 1913 erano state realizzate già cinque riduzioni, di cui si conserva soltanto quella diretta da Eleuterio Rodolfi nel 1913, restaurata dal CSC-Cineteca Nazionale nel 2013.
La regia di Mario Bonnard dà vita a un film del tutto originale e dal forte impatto visivo, enfatizzato da scelte di linguaggio molto particolari per l'epoca, come il ricorso frequente ai primi piani o l'impiego di effetti visivi arditi, come le sovrapposizioni grafiche o le dissolvenze incrociate. Anche gli ambienti, la scenografia e i costumi giocano un ruolo fondamentale, grazie al tocco artistico di Camillo Innocenti, scenografo, costumista, ma anche pittore di primo piano del primo Novecento Italiano.