La Cineteca Nazionale è partner di "Cesare Tacchi. Una retrospettiva"

 

Al Palazzo delle Esposizioni dal 7 febbraio al 6 maggio 2018. La rassegna è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale, ideata, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo - Palazzo delle Esposizioni e realizzata in collaborazione con l’Archivio Cesare Tacchi.

Dal 7 febbraio 2018 il Palazzo delle Esposizioni presenta Cesare Tacchi. Una retrospettiva, rassegna promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale, ideata, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo - Palazzo delle Esposizioni, realizzata in collaborazione con l'Archivio Cesare Tacchi. Una mostra monografica, un esercizio di attenzione, di studio e di valorizzazione, che ripercorre, attraverso le vicende di un artista, le tensioni intellettuali di oltre mezzo secolo. Al centro del racconto le opere di Cesare Tacchi (1940-2014), al quale la città di Roma rende omaggio a poco più di tre anni dalla sua scomparsa.

Ritratto dalla critica nel 1959 come "un giovane solitario silenzioso e castigato", Tacchi, sebbene fu tra i protagonisti di alcune significative compagini di artisti, non mutò con gli anni il suo temperamento. Fu proprio questo, forse, che gli permise di stanare le contraddizioni di alcuni aspetti cruciali della cultura visiva contemporanea e di intraprendere nuove e imbattute strade. Più di 100 opere tracceranno un percorso ordinato cronologicamente nelle grandi sale del Palazzo delle Esposizioni intorno alla Rotonda. Dopo qualche raro e poco conosciuto lavoro degli esordi, sarà presentata la serie degli smalti su tela nei quali la "realtà della immagine", cui erano puntati gli occhi di una generazione, è resa attraverso una serie di particolari o per rapide visioni che ignorano la distinzione tra interno ed esterno: dettagli di macchine da corsa o i monumenti di Roma visti dai cruscotti o dai finestrini delle vetture.

La mostra proseguirà con la serie delle cosiddette "tappezzerie", le opere più conosciute dell'artista. Saranno raccolti molti dei suoi lavori più impegnativi, tra i quali quelli provenienti dal Museo della Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Nelle superfici estroflesse e imbottite l'artista traspose la sua originale versione della dimensione "popolare" e quotidiana: un'umanità, soprattutto, fatta di conoscenze amicali, di coppie felici, seduta in poltrona, sdraiata sui letti o sui prati, ma anche le icone della storia dell'arte (come è noto, popolari e quotidiane per molti artisti italiani).

In apparente continuità con le "tappezzerie" saranno presentate le sculture in vilpelle realizzate intorno al 1967. In realtà, uno spirito del tutto diverso emana da questi oggetti cui è negata la funzione d'uso. Esemplare è la grande Cornice, proveniente da La Galleria Nazionale, che non incornicia alcun quadro, ma nella quale la negazione del tradizionale impiego permette di inaugurare una nuova e partecipata relazione con i destinatari dell'opera.

Il noto ed estremo gesto della Cancellazione d'artista compiuto da Tacchi in occasione della celeberrima rassegna "Teatro delle mostre" alla Galleria La Tartaruga di Roma nel maggio del 1968, sarà riproposto attraverso suggestivi elementi ritrovati presso le eredi del gallerista Plinio De Martiis.

Saranno tutti raccolti in una sala, i lavori immediatamente successivi alla Cancellazione d'artista nei quali linguaggio e pratiche della comunicazione sono messi duramente alla prova con sconfinamenti nell'afasia o, all'opposto, nella dimensione poetica.

La sala successiva testimonierà una nuova fase e si aprirà con due lavori dal carattere epifanico: quello fotografico realizzato da Elisabetta Catalano nel quale si vede Cesare Tacchi proporre l'azione inversa alla Cancellazione, e il video registrato in occasione di una importante performance agli Incontri Internazionali d'Arte di Roma durante la quale l'artista compì una sorta di rito di consacrazione baciando il pavimento dello spazio espositivo. Di questi nuovi e prolifici anni, la mostra documenterà le sperimentazioni più significative, attraverso le quali Tacchi riallacciò progressivamente il dialogo con gli strumenti dell'arte, con il proprio corpo e con l'altro da sé, verificando nuove e inedite dinamiche cui non saranno estranee le pratiche della psicoanalisi e la prassi della didattica.

L'ultima sala della mostra sarà dedicata ai grandi dipinti e alle sculture di bronzo realizzati a partire dagli anni Ottanta, espressioni felici di un rinnovato "spirito dell'arte", nelle quali i visitatori potranno rintracciare i segnali significativi del procedere di Cesare Tacchi. Un procedere che, alla luce di questa prima esaustiva raccolta di opere, sembra essere segnato principalmente (ma non solamente) dalla ricerca del piacere, da una vibrante percezione dell'altro e da una graffiante dialettica, condotta, talvolta, con lo strumento tagliante dell'ironia.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo a cura di Daniela Lancioni e Ilaria Bernardi che include i saggi delle curatrici, le tavole delle opere esposte, un'antologia di testi critici dedicati all'artista, una selezione dei suoi scritti (molti dei quali inediti), un'estesa bio-cronologia e una sezione di apparati espositivo-bibliografici.

Come consuetudine del Palazzo delle Esposizioni la mostra sarà accompagnata da una serie di eventi collaterali.

 

Orari: Domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso

 

Informazioni e prenotazioni: Singoli, gruppi e laboratori d'arte tel. 06 39967500;

www.palazzoesposizioni.it