Alla Casa del Cinema l'omaggio a Sergio Martino prosegue per tutti i lunedì di febbraio

 

Cogliendo l'occasione della recente pubblicazione dell'autobiografia di Sergio Martino, la Cineteca Nazionale ha curato una retrospettiva-omaggio.

Cogliendo l'occasione della recente pubblicazione dell'autobiografia di Sergio Martino, la Cineteca Nazionale ha curato una rassegna su alcuni film che hanno contrassegnato non solo la filmografia del regista ma anche gli usi e i costumi di una società italiana in decenni - gli anni Sessanta, Settanta, Ottanta - in cui maggiormente l'Italia ha vissuto un mutamento culturale e antropologico. E Sergio Martino, più di altri cineasti, è riuscito, grazie a un eclettismo straordinario, a spaziare in ogni genere (il thriller, il poliziesco, la commedia, l'avventuroso, il western, l'erotico, il documentario…), per soddisfare platee che chiedevano soprattutto di sognare, di scappare dalla dura realtà, per immergersi nelle bellezze impossibili di Edwige Fenech, Barbara Bouchet, o essere terrorizzati dal serial killer turno, o ridere a crepapelle di fronte alla maestria di comici come Lino Banfi. E come testimonia la bellissima autobiografia, Sergio Martino ha conservato coerentemente un understatment e un'ironia di tipo anglosassone. Ne è un esempio lampante una sua dichiarazione presente nell'omonimo volume: «Questa è la storia del lavoro di un "regista trash emerito", come mi diverte considerarmi ora, cercando di bilanciare gli insulti dei critici all'uscita dei miei film, negli anni Settanta e Ottanta, e gli osanna delle nuove generazioni che hanno potuto apprezzare in dvd i miei film e rivalutarli, il tutto grazie alla stima di Quentin Tarantino, Eli Roth, Jaume Balaguerò e altri autori e critici stranieri, bontà loro».

lunedì 5 febbraio
Stracult
ore 15.30 Acapulco, prima spiaggia a sinistra
 di Sergio Martino (1983, 91')
«Il miglior film della coppia Gigi e Andrea, perfettamente a loro agio sulla costa romagnola» (Giusti). «Gigi Borghese mi chiamò per coinvolgermi in un nuovo incontro. Voleva farmi incontrare un duo comico emergente: "Quelli che fanno la mamma in tv", mi disse. Insieme a Colajacomo e, credo, a mio fratello facemmo una gita a Bologna, dove furoreggiavano Gigi e Andrea. Insieme a Massimo Franciosa, uno sceneggiatore che forse dovrebbe essere ricordato tra i grandi al pari di altri della sua generazione, scrivemmo la divertente storia di due giovani "vitelloni" bolognesi» (Martino).
 
ore 17.30 L'allenatore nel pallone di Sergio Martino (1984, 101')
«Ebbe un grande successo e restò in testa al box-office per alcune settimane. Girato sull'onda lunga dell'euforia per la vittoria dei Mondiali di Spagna 1982 - su sceneggiatura definitiva di Franco Verucci, Romolo Guerrieri, Ninni Pingitore, Lino Banfi (che ideò il nome di Oronzo Canà), Luciano e Sergio Martino - fu anche il primo film in assoluto prodotto dalla Finivest, anche se in partecipazione con la Dania. Primo film… un buon affare, avendone anche acquisito i diritti tv» (Martino). Frase di lancio: «Squadra che si vince non si tocca. Se perde… che dolore! E nel pallon ci va l'allenatore!».
 
lunedì 12 febbraio
Alte temperature e colpi di stato: dalla commedia al poliziesco
ore 15.30 40 gradi all'ombra del lenzuolo di Sergio Martino (1976, 110')
«Commedia con pretese ma di incredibile trashismo che vede per la prima volta la Fenech giacere in una notte di follia amorosa con Salvatore Baccaro. Scritto da Tonino Guerra, con un cast ricchissimo, è la prima grossa commedia diretta da Sergio Martino che dirige il tutto con buon ritmo, ma senza eccessive finezze. Ne soffre un bel po' l'episodio migliore, che è quello con Marty Feldman, richiamato dalla firma di Guerra, che finisce per essere volgaruccio. […] Sergio Martino ricorda che "fu un film, per quegli anni, di prima categoria, un film che andò in America…"» (Giusti). Con Edwige Fenech, Tomas Milian, Giovanna Ralli, Alberto Lionello, Barbara Bouchet, Enrico Montesano, Sydne Rome, Aldo Maccione. Prodotto da Luciano Martino.
 
ore 17.30 La polizia accusa: il servizio segreto uccide di Sergio Martino (1975, 100')
«L'instant-movie di Sergio Martino parla direttamente di un tentato golpe da parte dei servizi segreti italiani riferendosi a fatti e persone della cronaca del tempo. […] Se non si conoscesse la storia di quegli anni, il film di Martino potrebbe costituire un tipico caso di cinema fantapolitico» (Uva). «Nel dicembre del 1974 entrai di corsa nella preparazione di questo film - basato su una sceneggiatura scritta da Massimo Felisatti e Fabio Pittorru - che si era arenata, per alcuni contrasti insorti con il regista che doveva girarlo. Il budget era contenuto e fui sollecitato con insistenza a prenderne le redini […]. Il produttore era Gianfranco Couyoumdjhan, che conoscevo dai tempi della Variety film. Il copione mi sembrava molto statico e troppo politicizzato: un film "alla Petri", ma senza avere, fino in fondo, la credibilità di denuncia dei suoi testi. Mi misi  a sistemarlo insieme agli sceneggiatori, aggiungendo spettacolarità, accorciando i dialoghi, inserendo scene» (Martino).
 
lunedì 19 febbraio
Dalle passioni meridionali agli ardori ciociari
ore 15.30 Cugini carnali di Sergio Martino (1974, 98')
«Carlo Ponti mi invitò per diverse domeniche d'estate nella sua villa alle Frattocchie. […]Ponti mi chiese se avessi qualche progetto da sottoporgli. Io […]gli parlai di un soggetto che avevo appena scritto, La cugina, storia di introversioni adolescenziali tipiche della mia generazione e impreziosite da riferimenti alla Puglia […]. Nel soggetto, ambientato a Lecce, parlavo del mare pulito, delle masserie, della gente operosa e ospitale, di feste padronali, pettegolezzi, "controre" al riparo del "favonio" - il vento caldo africano - il tutto mescolato con i ricordi della mia adolescenza, delle morbosità e del fascino del peccato che l'educazione cattolica, inesorabilmente, mi aveva procurato. Non appena finii di raccontargli la trama mi disse che voleva senz'altro realizzarla, divertito com'era  dalle mie fonti d'ispirazione» (Martino).
 
ore 17.30 Giovannona Coscialunga disonorata con onore di Sergio Martino (1973, 95')
«La lavorazione del mio primo film comico iniziò quando ancora non era finita l'edizione del precedente. Come spesso, anche in questo caso il titolo iniziale era diverso: Un grosso affare per un piccolo industriale, scritto - in collaborazione con Carlo Veo e Franco Mercuri - dalla penna stilografica del prolifico Franco Milizia, come da sua abitudine, su metà fogli protocollo, come i temi in classe dei licei di un tempo. […] La protagonista del film era Edwige, perfetta e genuina per quel ruolo di ciociara bellissima e ingenua. […] Completavano il cast […] un gradevole, bravo e misurato Pippo Franco; Gigi Ballista, procacciatore di sponsor insieme al caro amico Torraca, trasformato da Pietro Germi in attore brillante; la dolcissima Francesca Romana Coluzzi; il grandioso Vittorio Caprioli, nel ruolo del politico; il simpatico Vincenzo Crocitti, addetto ai vagoni letto; Riccardo Garrone in grande forma e Nello Pazzafini, attore acrobata di tanti western, utilizzato forse per la prima volta nel ruolo comico del "pappone"» (Martino).
 
lunedì 26 febbraio
Dal mondo-movie al cinema esotico-avventuroso
ore 15.30 Mille peccati… nessuna virtù di Sergio Martino (1969, 89')
«A debuttare dietro la macchina da presa mi spinse mio fratello. Forse aveva intuito che le mie idee erano valide e la mia pratica tecnica, acquisita nel tempo, sufficiente per debuttare alla regia in un film documentaristico. […] Scrissi un canovaccio sulle suggestioni già vissute nelle esperienze legate al film di Avallone [L'altra faccia del peccato, n.d.r.]. Importante fu il confronto con le indicazioni suggeritemi dai giornalisti Guido Gerosa e Gianfranco Venè che collaborarono con me nella scelta degli argomenti del soggetto, che ripercorreva le inquietudini della generazione hippie e che si rinnovavano di continuo nel nord Europa» (Martino).
 
ore 15.30 La montagna del dio cannibale di Sergio Martino (1978, 99')
Susan Stevenson, insieme al fratello Arthur, giunge in Nuova Guinea per organizzare una spedizione alla ricerca del marito, un famoso antropologo scomparso durante una spedizione. Nessuno sa con precisione gli scopi e soprattutto la zona in cui si doveva muovere. Stevenson si era spinto fino ai piedi della montagna degli spiriti, considerata dagli indigeni "Tabù", proibita. Accompagnati dal Dr. Foster, buon amico dello scienziato, Susan ed Arthur, attraverso la giungla arrivano fino alla montagna. «Il genere si stava sviluppando grazie a pellicole girate nelle Filippine, in Malesia e in Amazzonia. Scrissi un soggetto insieme a Cesare Frugoni, in cui una donna affrontava la ricerca del marito scomparso in un paese tropicale. Rivisitavamo la trama di una donna alla ricerca del marito scomparso, utilizzata già in un film americano degli anni Cinquanta Le nevi del Kilimangiaro ovviamente in un altro contesto e con altri sviluppi, e la nostra proposta fu accettata da Medusa» (Martino).