"The First Shot", film di diploma di Federico Francioni e Yan Cheng, vince la X edizione di Visioni Fuori Raccordo

 

Federico Francioni e Yan Cheng sono ex allievi del corso di Reportage della sede Abruzzo.

Si è conclusa ieri la decima edizione del Festival del Documentario di Roma Visioni Fuori Raccordo dopo una settimana di proiezioni con opere sia italiane che internazionali e di incontri con gli autori. A vincere questa edizione è The First Shot di Yan Cheng e Federico Francioni. Già premiato come miglior film al concorso internazionale della 53sima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro da una giuria presieduta dal regista Joao Bothelo, The First Shot è il primo lungometraggio realizzato dal regista molisano in coppia con Cheng ed è stato realizzato come film di diploma per il corso di Reportage della sede Abruzzo del  Centro Sperimentale di Cinematografia - Scuola Nazionale di Cinema, dove i due autori si sono diplomati nel 2016. Insieme avevano già realizzato Tomba del Tuffatore (2016, 30') selezionato in numerosi festival italiani e premiato al 35simo Bellaria Film Festival.
 
Il film racconta di tre persone nate in Cina nel 1990, dopo la fine di tutte le rivoluzioni, in cerca della propria identità nel disordine del presente. Ognuno di loro si confronta personalmente con lo spaesamento, il vuoto e il cambiamento. Vite distanti e differenti con alle spalle una Storia contraddittoria e in continua trasformazione a partire dal primo sparo, nel 1911.
 
A consegnare il riconoscimento è stato il regista Daniele Vicari, membro della giuria assieme all'attrice Valentina Carnelutti e al giornalista Roberto Silvestri. Questa è la loro motivazione:
"«Cosa vedi attraverso la video camera?»  chiede uno dei tre protagonisti agli autori. Quello che vediamo noi, che questo film ci mostra senza giudizi, senza pregiudizi, coraggiosamente e per di più con un'estetica coerente, mai formale. Silenzi, fuori campo, allusioni e rimozioni. Ma anche dettagli, eloquenti, una foto scattata con il telefono prima di spegnere, un mattone aggiunto a una catasta in rovina, un tic agli occhi che sorge a contatto con il proprio passato. E i protagonisti generosamente finiscono per rivelarsi. Accostamento di immagini e fatti, cuciti con cura, senza inganni, e con la sincerità di uno sguardo, giovanissimo, che dialoga con un'altra gioventù. «Non ho messo il passato nel mio futuro», questo film ci mostra come sia possibile"