Il 24 novembre al cinema Trevi, Masters of Horror: Tobe Hooper e John Carpenter

 

la Cineteca Nazionale apre una finestra sul cosiddetto New Horror statunitense.

Tre film dedicati ai terrori dallo "spazio profondo", che si rifanno più o meno direttamente ai b-movie degli anni Cinquanta e, nel caso di Space Vampires, anche a certa fantascienza inglese (L'astronave atomica del dottor Quatermass di Val Guest, 1955, in primis). Ma è proprio sull'alterità, sulla paura di ciò che è apparentemente lontano da noi, ma in realtà più vicino di quanto sembri, che tutto ciò ci permette di sfumare con Hooper e proseguire con un altro regista di culto come John Carpenter con un capolavoro chiamato La cosa. Per il regista, che lo considera come il primo episodio della Trilogia dell'Apocalisse, è il preferito tra i suoi film.
 
ore 17.00 Space Vampires di Tobe Hooper (1985, 98')
«Tre umanoidi, conservati in bare di cristallo e portati a Londra, emettono raggi micidiali che riducono i terrestri in cadaveri ambulanti, affamati e furiosi, succhiando la loro energia vitale. Delirante per i fans di T. Hooper, confusionario per gli altri. Ricetta: 1/3 fantascienza, 2/3 horror. Effetti speciali a profusione. E un'umanoide vestita di chiar di luna. Il titolo italiano è tolto dal romanzo di Colin Wilson su cui il film si basa» (Morandini).
 
ore 19.00 Invaders di Tobe Hooper (1986, 94')
Atterrati in una cittadina americana, gli alieni si stanno impossessando dei corpi degli abitanti della città. Unico testimone un ragazzino che non trova nessuno disposto a credergli. «Difficile immaginare cosa ha spinto i due infaticabili cugini della Cannon a produrre questo remake di Invaders From Mars (William Cameron Menzies, 1953), scritto da Dan "Alien" O' Bannon e Don Jakoby per la regia del sopravvalutato Tobe Hooper (Non aprite quella porta,Poltergeist) e gli effetti speciali del grande John Dykstra. Forse, dopo tutti gli aliens, i blade runner e le guerre stellari che hanno invaso gli schermi nell'ultimo decennio si voleva tornare alla buona vecchia fantascienza di serie B degli anni '50. Come per Space Vampires però, prima incursione della Cannon nello spazio […], il progetto è dichiaratamente di serie B ma i costi sono da serie A e i risultati, curiosi, stanno a metà strada» (Ferzetti).
 
ore 21.00 La cosa di John Carpenter (1982, 109')
La paleontologa Kate Lloyd si unisce a un team norvegese di scienziati in Antartide che ha scoperto un extraterrestre sepolto nel ghiaccio. La creatura, dissepolta, sembra poter assumere qualsiasi forma vivente. Kate deve allearsi col pilota Carter per impedire che la creatura li uccida uno a uno. La lotta per la sopravvivenza della razza umana ha inizio. «Il rifacimento di La "cosa" da un altro mondo, sceneggiato da Bill Lancaster […], è considerato dai fan uno dei migliori lavori di Carpenter e dalla critica il punto di non ritorno (assieme a Videodrome di Cronenberg) del cosiddetto New Horror. Mai prima di allora gli effetti speciali (curati da Rob Bottin) furono così inventivi e adeguati a raccontare un universo dove l'identità è messa in crisi dal contatto con l'altro: la loro forza visiva, unita al pessimismo assoluto e a una tensione claustrofobica quasi insopportabile, garantirono al film il fallimento al botteghino, mentre molti critici dell'epoca non lo capirono, accusandolo di aver esagerato con il gore. Col tempo, però, ha guadagnato fama e stima, diventando un cult» (Mereghetti).