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Tavola rotonda: “L’Italia sono anch’io: inventare il nostro domani”

Alle 18.15 tavola rotonda. Modera Maria Coletti, introduce Enrico Magrelli. A seguire "18 Ius Soli" di Fred Kudjo Kuwornu (2011)

19.02.2012
Logo della campagna "L'Italia sono anch'io"
La rassegna "Nuovi italiani. Da migranti a cittadini" è ideale sostegno alla campagna "L'Italia sono anch'io".
 
ore 18.15
Tavola rotonda: "L'Italia sono anch'io: inventare il nostro domani"
L'Italia sono anch'io (Angela Spencer), Giulio Cederna (Archivio delle Memorie Migranti), Leonardo De Franceschi (Cinemafrica/Università Roma Tre), Alessandra Guarino (Cinema di Migrazione), Filippo Miraglia (Arci), Vinicio Ongini (autore del libro "Noi domani"), Giorgio Valente (Il Labirinto), ZaLab e i registi Fred Kudjo Kuwornu, Andrea Segre, Marco Turco, Dagmawi Yimer
Modera Maria Coletti. Introduce Enrico Magrelli
 
ore 21.00
18 Ius Soli (2011)
Regia: Fred Kudjo Kuwornu; soggetto e sceneggiatura: F. K. Kuwornu; fotografia: Lior Levy; montaggio: Sergio Ponzio; suono: Romeo Filippi; musica: canzoni di Mike Samaniego, Miguel Prod & Nasty Brooker, Valentino AG, Kevin McLeod; con Aziz Sadid, Anastasio Moothen, Heena Sondhi, Angela Wenjun Liu, Valentino Onierhovwo Agunu, Georgiana Turculet; origine: Italia; produzione: Struggle Filmworks; durata: 52'
Il documentario, premiato dall'associazione Amici di Giana con il Premio Mutti, racconta 18 storie di ragazze e ragazzi nati e cresciuti in Italia ma di origine straniera. Sono ragazzi nati in Italia, figli di immigrati: studiano nel nostro Paese, parlano la nostra lingua e i nostri dialetti, molto probabilmente non sono nemmeno mai stati nel paese d'origine dei loro genitori né spesso ne parlano la lingua. Eppure non sono riconosciuti cittadini italiani come tutti gli altri. Per ottenere la cittadinanza italiana devono infatti sottoporsi, al compimento del 18° anno di età, ad un iter burocratico lungo e complesso, che non sempre termina con esiti positivi per il richiedente, con conseguenti e inevitabili gravi problemi di inserimento sociale e d'identità. Oltre alle loro storie sono stati intervistati sociologi e politici italiani. È uno dei primi documentari "grassroot" prodotti in Italia, con lo scopo di essere utilizzato come piattaforma dal basso per generare una campagna sociale di cambiamento. «18 Ius Soli, diversamente da Inside Buffalo, accurato documentario d'archivio, si presenta stavolta esplicitamente come un docupamphlet, concepito per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla condizione di disagio sociale in cui si trovano le seconde generazioni, e suscitare un dibattito sulla normativa vigente, iniqua e inadeguata. Kuwornu, con alle spalle un passato da conduttore e dj, supera la sfida di un format televisivo e di un prodotto dalla precisa destinazione d'uso con una certa brillantezza e una sicura efficacia comunicazionale. I suoi ragazzi ci parlano anche perché hanno saputo trovare un interlocutore che ha saputo ascoltarli, dare il giusto valore alle loro parole e cogliere un'energia vitale nei loro volti» (De Franceschi).
Per gentile concessione di Struggle Filmworks - Ingresso gratuito