Cinema e psicoanalisi hanno diversi
punti in comune: nati e sviluppatisi nello stesso periodo storico,
hanno continuato ad influenzare, con la propria ricerca, la cultura
e l'arte da versanti diversi. Anche se il cinema non ha un
presupposto terapeutico, alcuni aspetti della sua indagine hanno,
tra l'altro, la capacità di stimolare e mettere in luce
talune dinamiche psichiche, nascoste alla coscienza dello
spettatore, in questo avvicinandosi alla ricerca e alla pratica
psicoanalitica. I film hanno, d'altronde, modalità
espressive affini a quelle dei sogni e dell'immaginario,
utilizzando quel registro iconico che la Psicoanalisi indaga quale
livello fondamentale per la simbolizzazione psichica e la
pensabilità. Partendo da un incontro fecondo d'interessi la
Società Psicoanalitica Italiana e il Centro Sperimentale di
Cinematografia hanno da alcuni anni avviato delle iniziative
comuni, tra cui il ciclo "Cinema/Psicoanalisi", articolato con
delle proiezioni mensili al cinema Trevi. Dopo che negli scorsi
anni si è messo l'accento sulla figura del padre e alcuni
aspetti del femminile, nel 2012 sarà il tema della famiglia
al centro delle proiezioni e dei dibattiti. Le vicissitudini e le
dinamiche familiari hanno da sempre interessato e investito le
riflessioni non solo psicoanalitiche, ma anche sociologiche,
storiche ed antropologiche. La ricerca psicoanalitica, nel suo
studio a fini terapeutici dei livelli profondi della psiche, ha
focalizzato nell'evoluzione dei rapporti familiari la matrice di
molti disturbi mentali (basti ricordare, a tale proposito, la
centralità del triangolo edipico), da qui l'interesse e il
progetto di un ciclo di proiezioni che copra un periodo che va
dalla fase tra le due guerre fino ai nostri giorni, capace di
mettere l'accento sull'evoluzione e i cambiamenti della e nella
famiglia, aldilà di talune dinamiche che ne costituiscono il
nucleo fondante. Verranno proiettati film dei più importanti
registi italiani che hanno contribuito ad approfondire nel tempo il
tema della famiglia. Parteciperanno agli incontri, introdotti e
coordinati da Fabio Castriota, Presidente del Centro Psicoanalitico
di Roma, diversi registi, critici e psicoanalisti della
Società Psicoanalitica Italiana.
ore 17.00
Ragazze da marito
(1952)
Regia: De Filippo; soggetto:
Steno, Age & Scarpelli; sceneggiatura: Age & Scarpelli,
Steno, E. De Filippo; fotografia: Leonida Barboni; scenografia:
Piero Filippone; musica: Nino Rota; montaggio: Mario Serandrei;
interpreti: E. De Filippo, Titina De Filippo, Peppino De Filippo,
Anna Maria Ferrero, Delia Scala, Lianella Carell; origine: Italia;
produzione: Domenico Forges Davanzati; durata: 90'
«Un
impiegato ministeriale (E. De Filippo) accetta una tangente per
pagare le vacanze alla famiglia: durante la villeggiatura una
figlia dovrà fare un matrimonio riparatore, un'altra si
fidanza con un giovane povero e la terza sposa un uomo ricco.
[…] Commedia agrodolce dai toni moralistici, che si regge
tutto sulla bravura di Eduardo grande attore sia comico che
drammatico» (Mereghetti).
ore 19.00
L'uomo di paglia
(1958)
Regia: Pietro Germi; soggetto e
sceneggiatura: P. Germi, Alfredo Giannetti; sceneggiatura: Piero De
Bernardi, Leo Benvenuti; fotografia: Leonida Barboni; scenografia:
Carlo Egidi; musica: Carlo Rustichelli; montaggio: Dolores
Tamburini; interpreti: Pietro Germi, Luisa Della Noce, Franca
Bettoja, Saro Urzì, Edoardo Nevola, Romolo Giordani;
origine: Italia; produzione: Vides Cinematografica; durata:
104'
Uomo sposato e con figlia si
innamora di una giovane dattilografa, ma non ha il coraggio di
separarsi dalla famiglia. «Il successo di Il ferroviere
permette […] a Germi di sviluppare […] il suo
nuovo tema prediletto: la famiglia, e di scrutare ancora, tra i
legami o le rotture, le passioni, i risentimenti, le incomprensioni
che si accendono sul fondo grigio di un certo ambiente
piccolo-borghese. Ma i suoi personaggi non sono che i riflessi di
una società provinciale che si avvia a vivere sempre
più appartata dalle grande correnti che percorrono la
società europea e il mondo intero»
(Lizzani).
ore 21.00
Relazione della psicanalista
Manuela Fraire e incontro moderato da Fabio Castriota
con Marco Vanelli (direttore di «Cabiria - Studi di
Cinema»)
Sarà presentein sala
Linda Germi
a seguire
Prima comunione
(1950)
Regia: Alessandro Blasetti;
soggetto: Cesare Zavattini; sceneggiatura: C. Zavattini, A.
Blasetti; fotografia: Mario Craveri; scenografia e costumi: Veniero
Colasanti; musica: Alessandro Cicognini; montaggio: Mario
Serandrei; interpreti: Aldo Fabrizi, Gaby Morlay, Ludmilla
Dudarova, Lucien Baroux, Enrico Viarisio, Andreina Mazzotti;
origine: Italia/Francia; produzione: Universalia, Franco London
Film; durata: 90'
Una serie incredibili di
imprevisti e contrattempi travolgono il commendator Carloni nel
giorno della prima comunione della figlia. «Prima
comunione non è tutto ugualmente sostenuto, ma è
tutto sorridente e grazioso. Pieno di piacevoli invenzioni, esso
innalza un genere di per sé dimesso, il genere
bozzettistico, e trasforma in personaggi le figure»
(Lanocita). La voce fuori campo che commenta scherzosamente i fatti
è di Alberto Sordi. Breve apparizione nel ruolo di un prete
del grande Louis de Funès.
Ingresso
gratuito