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Incontro con Tinto Brass

Nell'ambito della rassegna "Tinto Brass. Atto primo: Il tempo della rivolta", alle ore 21.00 incontro con il maestro italiano. A seguire "Chi lavora è perduto" (1963)

02.02.2012
Tinto Brass
ore 21.00
Incontro con Tinto Brass
 
a seguire
Chi lavora è perduto (1963)
Regia: Tinto Brass; soggetto e sceneggiatura: T. Brass, con la collaborazione di Kim Arcalli; fotografia: Bruno Barcarol; scenografia: Raul Schultz; costumi: Danilo Donati; musica: Piero Piccioni; montaggio: Tinto Brass; interpreti: Sady Rebbot, Pascale Audret, Nando Angelini, Andreina Carli, Gino Cavalieri, Tino Buazzelli; origine: Italia/Francia; produzione: Zebra Film, Franco London Film; durata: 80'
«Avevo steso da solo un primo trattamento che poi ho sottoposto all'attenzione di Kim Arcalli. In quel periodo stavamo in Yugoslavia per Ça Ira. Il primo copione traeva spunto da Joyce. Mi divertivo molto a creare piccoli giochetti di parole. Molti sono entrati a far parte del lungo monologo del film. Insieme a Kim, dopo il trattamento, abbiamo proceduto nella stesura della sceneggiatura, sulla base della prima scrittura realizzata da me soltanto. Molte cose sono rimaste intatte. […] Il film disorientava, era diverso rispetto ai film che si producevano, che si giravano all'epoca. Questo modo diverso di riprendere la realtà veniva sicuramente dal fatto di aver svolto l'apprendistato in Francia. La struttura del film, il modo di raccontare, l'uso della macchina, il linguaggio erano diversi e sconcertavano. E in più c'era anche una vena anarchica e trasgressiva, di contestazione. […] Mi discosto dalle lotte operaie. Era una mia personale angoscia. Tutti per il lavoro… vogliamo il lavoro. Nessuno si rendeva conto quanto fosse brutto e noioso. Il lavoro è una condanna. Questa non era certo una posizione ortodossa» (Brass).
Ingresso gratuito