10 film per 100 anni. Capolavori del cinema polacco nel centenario dell’Indipendenza. Il 7 dicembre alle 21.00 incontro con Krzysztof Zanussi, modera Gianluca Arnone

 

 04.12.2018 - 07.12.2018

Per festeggiare il centenario della Polonia indipendente l’Istituto Polacco di Roma organizza al cinema Trevi, in collaborazione con CSC-Cineteca Nazionale e La Farfalla sul Mirino, una rassegna di 10 capolavori. Presentazione il 4 dicembre alle 19.00.

Per festeggiare il centenario della Polonia indipendente l'Istituto Polacco di Roma organizza, in collaborazione con la Cineteca Nazionale e La Farfalla sul Mirino, una rassegna di 10 capolavori firmati da alcuni dei più grandi maestri del cinema mondiale: da Il coltello nell'acqua, che nel 1962 fece scoprire il talento di Roman Polanski, a Il caso di Krzysztof Kieślowski, da La terra della grande promessa di Andrzej Wajda a La struttura del cristallo di Krzysztof Zanussi.
 
martedì 4
ore 17.00 Salto di Tadeusz Konwicki (1965, 100')
«Nel 1965 è la volta di Salto, film diretto ma non scritto da Konwicki. È un'altra pietra miliare. […] Zbigniew Cybulski impersona un misterioso forestiero che visita (o rivisita) un villaggio della campagna polacca sostenendo di esservisi nascosto durante la seconda guerra mondiale. Nessuno degli abitanti del villaggio però pare ricordarsi dell'uomo e delle storie da lui raccontate prendendolo quindi per matto, mentre egli inizia a sentirsi al centro di una cospirazione kafkiana. Il titolo del film deriva dal modo in cui il protagonista arriva nel villaggio, saltando da un treno in corsa. Un sinistro presagio del tragico incidente in cui lo stesso Cybulski troverà la morte nel '67 nella stazione di Wrocław» (Lorenzo Berardi). «Un posto speciale della filmografia di Konwicki è occupato da Salto (1965), racconto onirico-allegorico che sembra anticipare il Fellini di La città delle donne» (Giuseppe Sedia).
Versione originale con i sottotitoli in italiano
 
ore 19.00 Presentazione della rassegna con Michał Chaciński, Małgorzata Furdal, Roberto Turigliatto
 
a seguire Come essere amata di Wojciech Jerzy Has (1962, 97')
Tratto dal romanzo omonimo di Kazimierz Brandys, il film riflette sui meccanismi del sacrificio, della rinuncia e dell'umiliazione, sullo sfondo della seconda guerra mondiale. Felicja è una giovane attrice, innamorata del collega Wiktor che lei nasconde nel suo appartamento, in quanto sospettato di aver ucciso un collaborazionista nazista. Spera che la vicinanza le sarà d'aiuto nel conquistare l'amore dell'uomo, che non ricambia però il suo affetto.
Versione originale con i sottotitoli in italiano
 
mercoledì 5
ore 17.00 Eroica di Andrzej Munk (1958, 78')
Primo episodio: Scherzoallapolacca. Peripezie tragicomiche di un polacco durante l'insurrezione antitedesca. Secondo episodio: Ostinatolugubre. I prigionieri polacchi di un lager tedesco sono convinti che un loro compagno sia riuscito a evadere e ne sono felici. In realtà questi è nascosto sotto il tetto di una baracca. «Terzo dei cinque film di Munk, è una serie di riflessioni critiche, ora acri e grottesche ora drammatiche, ma sempre sfaccettate, sul rapporto dei polacchi con la tradizione e l'idea stessa della Polonia e sulla nozione di eroismo. Se il primo episodio si conclude on la battuta "Mio caro, la Polonia sarà liberata dall'Armata Rossa, questa è la sua tragedia", il secondo va ancora più a fondo nel tema dell'immaturità nazionale: i miti (le parole, il nazionalismo retorico, gli entusiasmi di superficie) non reggono all'urto dell'universo chiuso del lager» (Morandini).
Versione originale con i sottotitoli in italiano
 
ore 19.00 Il treno della notte di Jerzy Kawalerowicz (1959, 93')
«In un treno che porta da Varsavia ad una spiaggia baltica, si svolge una caccia all'uomo per ritrovare un assassino, di cui per poco non è vittima un chirurgo innocente (Leon Niemczyk) denunciato dalla donna che s'è trovata per caso nello stesso vagone letto (Lucyna Winnicka). È un film di continuo suspense, ma che si serve di esso per scavare nelle ragioni psicologiche del comportamento di una serie di tipi ben caratterizzati, con le loro preoccupazioni e i loro conflitti; grazie a questo, è anche un invito a non fidarsi dei dati apparenti» (Sadoul).
Versione originale con i sottotitoli in italiano
 
ore 20.45 Il coltello nell'acqua di Roman Polanski (1961, 101')
«Un giornalista e sua moglie - in viaggio per passare il weekend in barca - raccolgono un giovane autostoppista. Tra i due uomini s'instaura un teso rapporto di rivalità di cui la donna è, insieme, strumento e testimone. Film di debutto di R. Polanski (e il solo che diresse in Polonia), è un racconto di ammirevole finezza psicologica, ma anche un apologo sull'opportunismo e il regime delle mezze verità nella Polonia socialista» (Morandini).
Versione originale con i sottotitoli in italiano e in inglese
 
giovedì 6
ore 17.30 La terra della grande promessa di Andrzej Wajda (1974, 174')
«1880, a Lodz, all'inizio della rivoluzione industriale mentre la Polonia non esiste né come nazione né come stato. Tre amici - il polacco Borowiecki (Olbrychski), figlio di nobili proprietari terrieri, il tedesco Baum (Seweryn), l'ebreo Welt (Pszoniak) - vogliono aprire una fabbrica tessile e, abbandonando scrupoli e pregiudizi, gettarsi nella mischia della corsa al denaro e al potere. Da un romanzo (1899) di Wladislaw Reymont, Wajda trae un dramma storico di ribollente vitalità e di disordinati fermenti, raccontato con slancio partecipe, distanza critica, lucida attenzione, personaggi scolpiti con potenza balzachiana» (Morandini).
Versione originale con i sottotitoli in italiano
 
ore 21.00 Il caso di Krzysztof Kieślowski (1981, 112')
Witek, laureato mancato, amante tradito, comunista pentito, lascia la Polonia e tutte le sue contraddizioni che aveva vissuto in quella terra. In un'altra città realizza e si riprende tutto ciò che gli era stato negato: la laurea, la famiglia, il lavoro, il benessere. Ma il destino gli riserva altre sorprese. «Destinocieco è in questo senso un ben strano film, quasi un tentativo della regia cinematografica di gareggiare con quella del caso: come questa non-morale, innocentemente e crudelmente creatrice. Di ogni storia, certo, si può anche tentare una lettura morale» (Escobar).
Versione originale con i sottotitoli in italiano
 
venerdì 7
ore 17.00 Il sale della terra nera di Kazimierz Kutz (1969, 98')
Il film è ambientato all'epoca delle rivolte nella Slesia, una serie di rivolte armate compiute da polacchi e slesiani polacchi dell'Alta Slesia, nel periodo dal 1919 al 1921 contro il dominio della Repubblica di Weimar. Il padre della famiglia Basista chiama i sette figli e dice loro di arruolarsi e combattere per la Polonia, minacciando di uccidere tutti quelli che tradiscono la causa. Tutti giurano di lottare per la Polonia e liberare la Slesia dai tedeschi. Tutti i civili sono avvertiti in anticipo di mettersi al sicuro e poi inizia la rivolta, con l'attacco del municipio. Uno dei fratelli, Cyryl, viene ucciso. Alla fine i soldati tedeschi si arrendono, e la città è presa dai ribelli. La popolazione esce e festeggia la liberazione nella piazza del paese. Gabriel, il più giovane, spia alcuni soldati tedeschi, scopre la parola d'ordine e quindi tende un'imboscata a un messaggero. Ruba la sua uniforme e si finge un soldato tedesco per trovare un'infermiera incontrata in precedenza durante l'assalto. La trova e la abbraccia, ma lei scappa e…
Versione originale con i sottotitoli in italiano
 
ore 19.00 Attori di provincia di Agnieszka Holland (1978, 108')
«Una compagnia d'attori di provincia mette in scena Liberazione (1903), di Stanislaw Wyspianski, drammaturgo polacco, sperando di aprirsi la strada verso il successo e i teatri di Varsavia. Ottimo esordio nella regia della Holland, ex aiuto di Wajda e Zanussi, con una commedia in cui il sarcasmo ironico sull'ambiente teatrale ha risvolti di metafora politica e di amara riflessione esistenziale sulla mediocrità degli uomini, le loro speranze, le loro illusioni» (Morandini).
Versione originale con i sottotitoli in italiano
 
ore 21.00 Incontro moderato da Gianluca Arnone con Krzysztof Zanussi
 
a seguire La struttura del cristallo di Krzysztof Zanussi (1969, 74')
«Confronto tra due amici che non si vedono da anni: uno (Zarnecki) ha scelto di far carriera all'estero, l'altro (Myslowicz) si è rintanato con la moglie in una sperduta stazione meteorologica. Alla fine nulla sembra cambiato: ma chi è veramente felice? Il primo lungometraggio di Zanussi è un'indagine etica imparziale, che adotta uno stile antispettacolare, dando largo spazio all'improvvisazione. All'epoca, una speranza per il nuovo cinema polacco» (Mereghetti).
Versione originale con i sottotitoli in italiano