Masters of Horror: Wes Craven

 

 10.02.2018

Al cinema Trevi "Masters of Horror" prosegue con il padre dei peggiori incubi, Wes Craven, autore di quel film, diventato presto un fenomeno, Nightmare, che rivoluzionò l’horror degli anni Ottanta.

Come ha scritto giustamente Giulia D'Agnolo Vallan, «creatore di due delle franchise orrorifiche più leggendarie e lucrative della storia - i Nightmare e gli Scream - Craven è passato da una laurea in psicologia a un master in filosofia a fare il produttore associato per Sean Cunningham in un porno soft con Marylin Chambers, Together (1972). […] Ed è la crudezza "realistica" del porno di quegli anni che portò al primo film firmato in qualità di regista, L'ultima casa a sinistra ('72), un'iperbrutale storia di stupro e tortura che sembrava strappata alle cronache degli omicidi Manson ma che lui aveva concepito come un remake di La fontana della vergine di Ingmar Bergman. […] Meccanismi oliati alla perfezione […], non importa quanto elaborati nella loro architettura (alcuni suoi dialoghi ricordano i barocchismi di Tarantino), i film di Craven colpiscono in modo viscerale, primario. Sono, al di sopra di ogni altra cosa, terrorizzanti. Il che ne fa uno dei registi contemporanei che hanno distillato in modo più puro gli effetti della violenza (fisica e psicologica) e il funzionamento della paura».
 
ore 17.00 Benedizione mortale di Wes Craven (1981, 102')
«Una giovane vedova (Jensen) vive in una casa di campagna che confina con la proprietà della setta degli Ittiti (tra cui vivono anche alcuni suoi parenti), contrari alla civiltà moderna. Quando due amiche (Buckner e Stone) la raggiungono, cominciano eventi inspiegabili e fioccano i cadaveri. Scritto dal regista con Glenn M. Benest e Matthew Barr, uno degli horror più misconosciuti di Craven, che riesce a creare un'atmosfera opprimente e morbosa con un ottimo uso delle location. Senza rifiutare il colpo basso (molte le sequenze shock, tra cui quella del ragno che scende nella bocca della vittima e quella del serpente nella vasca da bagno, poi ripresa in Nightmare - Dal profondo della notte). […]. Gli appassionati gradiranno di certo» (Mereghetti).
 
ore 19.00 Nightmare - Dal profondo della notte di Wes Craven (1984, 91')
«Freddy Krueger (Englund), un maniaco omicida vittima di un linciaggio, torna a uccidere in sogno i figli dei suoi carnefici. Uno dei più originali horror degli anni Ottanta, che ha rivoluzionato la grammatica dell'incubo cinematografico, creando uno stato di tensione continuo e avvolgente. Tra il fiabesco (la paura del Babau) e il surreale (le sorprendenti alterazioni spaziotemporali), il film di Craven ha creato un personaggio, Krueger (con la sua faccia segnata dalla violenza e le mani sostituite da artigli taglienti), che è entrato nell'immaginario collettivo, e ha dato origine a vari sequel (e miniserie televisive) mai all'altezza dell'originale […]. Esordio cinematografico di Depp nella parte di Glen» (Mereghetti).
 
ore 21.00 Il serpente e l'arcobaleno di Wes Craven (1988, 98')
«Un antropologo (Pullman), alla ricerca del segreto della polvere che crea gli zombi, se la vedrà col capo (Mokae) dei tonton macoute di Haiti, che imprigiona le anime dei suoi nemici. Horror pieno d'atmosfera, terrificante senza calcare troppo la mano. Originale la chiave di lettura politica, secondo cui i mostri non sono zombi, ma chi detiene il potere. Tra i film migliori del regista, girato a Santo Domingo in un clima di tensione (lo sceneggiatore Richard Maxwell se ne dovette tornare a casa coi nervi scossi). La cantante d'avanguardia Diamanda Galás provvede alle voci dei morti» (Mereghetti).