Nel febbraio 2006 la Cineteca
Nazionale aveva organizzato una retrospettiva dal titolo
L'occhio indiscreto di Salvatore Samperi. A torto
considerato da alcuni come una sorta di Bellocchio più
pruriginoso, il cineasta padovano che, prima del suo esordio alla
regia con il film Grazie zia, è stato segretario di
edizione in alcuni film di Marco Ferreri, ha coerentemente
realizzato un cinema contestatario mimetizzandosi ora in forme
più sperimentali, ora in cornici più commerciali, ma
sempre e comunque contro (Malizia, in primis). Si è
spento il 4 marzo di quest'anno, a soli 64 anni e ciò che fa
più male è sapere che il regista aveva ripreso a
lavorare con due film per la televisione Madame con Nancy
Brilli e L'onore e il rispetto, entrambi trasmessi su Canale
5 con un buon successo di pubblico (la seconda serie de
L'onore... andrà in onda postuma). La Cineteca
Nazionale ha voluto ricordarlo con tre film orgogliosamente
autoriali di un Samperi impegnato a rappresentare e a raccontare
con uno sguardo polemista, a metà tra un Ferreri e un
Buñuel, una società, quella borghese, in
disfacimento.A seguire ecco ciò che scrivemmo nel febbraio
2006.
Il volto bellissimo di Lisa
Gastoni di fronte a uno specchio. La carne giovanissima e il
reggicalze di Laura Antonelli. I tormenti adolescenziali di
Alessandro Momo. La società borghese vivisezionata
attraverso molteplici linguaggi (la satira antimilitarista di
Sturmtruppen, i drammi sontuosi e perfetti come
Nené e Ernesto, lo pseudo-giallo Uccidete
il vitello grasso e arrostitelo) dove l'iniziazione sessuale
appare a una lettura superficiale l'appagamento di spettatori
troppo voyeuristi e il sicuro incasso al botteghino, in
realtà metafora neanche troppo allegorica del passaggio
crudele e terribile dalla giovinezza verso il mondo adulto. Cinema
senza redenzione se è vero che il cancro della
società borghese risiede proprio nella famiglia stessa. Il
cinema di Salvatore Samperi offre a volte una via di fuga nella
risata, sempre più simile però a un grido liberatorio
visto che dalle illusioni della contestazione (il regista padovano
appartiene alla generazione di Faenza e di Bellocchio) poco
è mutato. Il panorama attuale regala ben poche
possibilità alle indiscrezioni di un regista che ha fatto
della macchina da presa un bisturi della società italiana,
volontariamente sorda e cieca ai propri vizi privati, ma sempre
pronta a esibire le presunte pubbliche virtù.
«Il moralismo di Samperi,
come tutti i moralismi, è un umanesimo; esso attacca i mass
media e il neocapitalismo in difesa dell'integrità umana
minacciata. In altri tempi si sarebbe detto che Samperi è
"un idealista"» (Alberto Moravia).
martedì
12
ore 17.00
Ernesto (1979)
Regia: Salvatore Samperi;
soggetto: dal romanzo omonimo di Umberto Saba; sceneggiatura:
Barbara Alberti, Amedeo Pagani, S. Samperi, José Luis
Martinez Molla; fotografia: Camillo Bazzoni; musica: Carmelo
Bernaola; montaggio: Sergio Montanari; interpreti: Martin Halm,
Michele Placido, Virna Lisi, Turi Ferro, Renato Salvatori, Lara
Wendel; origine: Italia/Spagna/Germania Occidentale; produzione:
Clesi Cinematografica, José Frade P.C., Albatros
Filmproduktion, CLIC; durata: 96'
Nella Trieste
del 1898, un ragazzo triestino scopre le sue tendenze omosessuali
nell'incontro con un giovane facchino. Licenziato dal lavoro,
ricomincia a studiare violino e si fidanza con la sorella di un
ricco amico ebreo. Tratto dal romanzo omonimo in cui il poeta
Umberto Saba rievoca la propria gioventù, il film è
un elegante e decoroso ritratto d'ambiente della Trieste
mitteleuropea, grazie anche alla splendida fotografia di Camillo
Bazzoni. «Direi che, dopo qualche prova meno felice, Samperi
ha ritrovato gli estri più autentici del suo talento
rappresentativo. Non gli umori più corrosivi, ma le
qualità di uno stile che sa assottigliarsi fino alle estreme
nebbiosità, incertezze e piaceri di una sensibilità
colta ai suoi albori vitali» (Manciotti).
Film vietato ai
minori di anni 14
ore 19.00
Nené (1977)
Regia: Salvatore Samperi;
soggetto: dal romanzo omonimo di Cesare Lanza; sceneggiatura:
Alessandro Parenzo, S. Samperi; fotografia: Pasqualino De Santis;
musica: Francesco Guccini; montaggio: Sergio Montanari; interpreti:
Sven Valsecchi, Leonora Fani, Tino Schirinzi, Vittoria Valsecchi,
Paola Senatore, Rita Savagnone; origine: Italia; produzione: San
Francisco Film; durata: 100'
I disinganni e le
curiosità erotiche dell'infanzia attraverso i sorrisi e i
pianti del piccolo, precoce e sdentato Jo, innamorato della cugina
Nené più grande e già più esperta.
Sullo sfondo: un'imprecisata campagna lacustre che potrebbe essere
padana e le elezioni del 18 aprile 1948 con la sconfitta del Fronte
popolare delle sinistre. Tra i migliori film di Salvatore
Samperi, Nené annovera la pastosa fotografia di
Pasqualino De Santis, le musiche di Francesco Guccini e un Ugo
Tognazzi nella parte del barbiere rosso padano, che non figura nei
titoli. «Del romanzo di Cesare Lanza (Mondadori),
Samperi e Parenzo hanno conservato le tenui trasparenze, i giochi
di memoria, le atmosfere alla Alain Fournier, però in un
quadro più stoico e consapevole. Nené ha anche
il merito di presentare, fra gli altri interpreti tutti intonati,
un ottimo Tino Schirinzi, che affronta con grande coraggio
l'ingrata figura del padre riuscendo a strappare per il pover'uomo
perfino un po' di simpatia» (Kezich).
Film vietato ai
minori di anni 14
mercoledì
13
ore 16.45
Grazie zia (1968)
Regia: Salvatore Samperi; soggetto: S. Samperi; sceneggiatura: S.
Samperi, Sergio Bazzini; collaborazione alla sceneggiatura: Pier
Giorgio Murgia; fotografia: Aldo Scavarda; musica: Ennio Morricone;
montaggio: Alessandro Giselli; interpreti: Lisa Gastoni, Lou
Castel, Gabriele Ferzetti, Luisa De Santis, Massimo Sarchielli,
Nicoletta Rizzi; origine: Italia; produzione: Doria G. Film;
durata: 95'
Grazie zia, opera d'esordio del venticinquenne regista padovano,
uscì nelle sale italiane, proprio quando Parigi era in pieno
svolgimento il joli mai. Samperi con questo film si
segnalò come uno dei più importanti esponenti di
quella nuova generazione cinematografica legata agli umori della
contestazione. Presentato con successo al festival di Locarno, il
film consacrò i due interpreti principali Lou Castel
(protagonista di un altro importante esordio: I pugni in
tasca) e Lisa Gastoni (premiata con una Targa d'Oro - David di
Donatello). Il direttore della fotografia Aldo Scavarda ha ottenuto
il Nastro d'Argento nel 1969. Il ciclo di preservazione è
stato effettuato sulla base di una lavanda sonoro conservato dalla
Cineteca Nazionale, giudicato, dopo confronti e controlli,
come matrice migliore. Di questo, presso il laboratorio di
Cinecittà Studios, è stato realizzato un controtipo
che insieme al negativo colonna è servito per la stampa del
nuovo positivo presentato in occasione della retrospettiva dedicata
nel 1998 al ventennale del '68 alla mostra di Venezia.