Casa del cinema

 

Il 29 ottobre, omaggio a Stelvio Cipriani.

Nato a Roma, consegue il diploma in pianoforte e composizione musicale presso il Conservatorio Santa Cecilia e inizia a lavorare come accompagnatore di cantanti di musica leggera. Dopo alcuni anni si trasferisce per un breve periodo negli Stati Uniti per perfezionarsi nella musica jazz. Ritornato in Italia inizia a comporre musica da film e negli anni Settanta diventa il compositore più richiesto nel campo delle colonne sonore. I suoi più grandi successi sono stati le musiche di Anonimo veneziano e La polizia ringrazia. Non c'è genere che Cipriani non abbia affrontato con il suo stile inconfondibile, donando a qualsiasi immagine in movimento un alone mitico che continua a rivivere nella memoria di ogni spettatore.
 
ore 16.00 Anonimo veneziano di Enrico Maria Salerno (1970, 89')
Enrico (Tony Musante), un suonatore d'oboe alla Fenice che ha sempre sognato, invano, di diventare direttore d'orchestra, sa di essere condannato a prossima morte a causa di un cancro e decide di invitare la ex moglie Valeria (Florinda Bolkan) a Venezia. Il film segnò l'esordio alla regia di Salerno, grande attore di teatro e popolare personaggio televisivo; uscito in Italia il 30 settembre 1970, riscosse un enorme favore di pubblico, totalizzando il quarto incasso della stagione, superiore anche a quello dell'analoga pellicola hollywoodiana LoveStory. David di Donatello per la migliore attrice a Florinda Bolkan. Premio speciale a Enrico Maria Salerno. Nastro d'argento per la migliore fotografia a colori a Marcello Gatti e la miglior musica a Stelvio Cipriani.

ore 18.00 La morte cammina con i tacchi alti di Luciano Ercoli (1971, 115')
«Trionfo di Nieves Navarro. Giallone alla Ercoli, il marito della Navarro, con il solito assassino che tormenta la bella ragazza indifesa, in questo caso spogliarellista. Vuole dei diamanti che erano in possesso del padre di lei. Chi sarà il maniaco? Oggi fa un po' ridere, ma all'epoca piaceva» (Giusti). «È stata un'epoca molto bella, è stato l'ultimo momento della mia carriera, diciamo carriera, insomma, che è stato bello. Era bello perché eravamo le stesse persone, c'era Simon Andreu, l'operatore lo stesso, la troupe era quasi sempre la stessa, eravamo quasi una famiglia, conoscevamo tutti i "cavoli" degli altri. È stato piacevole. L'unico ricordo molto brutto: Frank Wolff. Lui si suicidò pochi giorni prima che uscisse il film […]. Era l'unico della troupe triste, era una persona che non amava più la vita, si comportava molto bene sul set, era molto bravo, educato con tutti» (Nieves Navarro). Indimenticabili le musiche ora nostalgiche e toccanti ora cocktail-lounge del Maestro Cipriani.