I restauri 2017

 

Nella stagione cinematografica 2017-2018 il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale partecipa ai principali festival italiani con quattro nuovi restauri d'eccezione.

I restauri di Non c'è pace tra gli ulivi di Giuseppe De Santis e Il deserto rossodi Michelangelo Antonioni sono stati presentati in anteprima mondiale alla Mostra di Venezia, nella sezione Venezia Classici.

Il restauro di Miseria e nobiltà di Mario Mattoli, con Totò, è stato proiettato in prima mondiale il 9 ottobre 2017 al Teatro San Carlo di Napoli, in un evento speciale organizzato in collaborazione con la Regione Campania, la Film Commission Regione Campania e lo stesso Teatro San Carlo.

Miseria e nobiltà è stato riproposto alla Festa del cinema di Roma, dove per l'occasione è stata allestita (all'Auditorium, nel foyer della Sala Sinopoli) la mostra I volti di Totò con immagini estratte dalla fototeca del CSC.

Sempre alla Festa del cinema di Roma è stato presentato il restauro di Dillinger è morto di Marco Ferreri, in anteprima mondiale.

Seguono le schede dei 4 restauri.
 

NON C'È PACE TRA GLI ULIVI (1950)
Regia: Giuseppe De Santis. Interpreti: Raf Vallone, Lucia Bosè, Folco Lulli, Maria Grazia Francia, Dante Maggio, Vincenzo Talarico. Sceneggiatura: Libero De Libero, Carlo Lizzani, Giuseppe De Santis e Gianni Puccini. Musica: Goffredo Petrassi. Fotografia: Piero Portalupi. Produzione: Lux Film.

Il pastore Francesco Dominici, tornato dalla guerra, cerca invano lavoro nella sua terra segnata dagli eventi bellici. Una notte, per vendicarsi di un furto di pecore subito dalla sua famiglia e perpetrato dal losco Agostino Bonfiglio, arricchitosi con la borsa nera e l'usura, va a riprendersi le sue pecore con l'aiuto della sua innamorata Lucia e della sorella Maria Grazia, ma viene denunciato e arrestato.

Restauro realizzato presso il laboratorio Fotocinema a partire dai negativi scena e colonna messi a disposizione da CristaldiFilm di Zeudi Araya e Massimo Cristaldi. L'acquisizione del suono è stata realizzata presso il laboratorio del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale. L'originario tono fotografico del film è stato ricostruito con la supervisione del direttore della fotografia Giuseppe Lanci. Restauro del suono a cura di Federico Savina. Il restauro è stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia e successivamente al Fondi Film Festival organizzato dall'Associazione Giuseppe De Santis (http://www.assodesantis.com). Nell'occasione il CSC, assieme a Edizioni Sabinae, ha pubblicato il volume Giuseppe De Santis. La trasfigurazione della realtà, a cura di Marco Grossi.


IL DESERTO ROSSO (1964)

Regia: Michelangelo Antonioni. Interpreti: Monica Vitti, Richard Harris, Carlo Chionetti, Xenia Valderi, Rita Renoir, Aldo Grotti. Sceneggiatura: Michelangelo Antonioni, Tonino Guerra. Fotografia: Carlo Di Palma. Musica: Giovanni Fusco, Cecilia Fusco, Carlo Savina, Vittorio Gelmetti. Produzione: Tonino Cervi, Angelo Rizzoli. 

Giuliana è sposata con Ugo, un dirigente industriale. È depressa e tormentata; il suo senso di insoddisfazione l'ha spinta sull'orlo del suicidio. L'ingegner Corrado Zeller, amico e collega di Ugo, sembra esser l'unico in grado di entrare nel suo mondo. Giuliana sogna di aprire una galleria d'arte, e si preoccupa eccessivamente per l'apparente malattia di suo figlio (che si rivela un tentativo di attirare l'attenzione e non andare all'asilo). La donna tradisce il marito con Corrado, ma anche questo nuovo amore fatto di silenzi e di sguardi furtivi non sembra migliorare il suo stato d'animo. Corrado, anch'egli in perenne fuga dalla realtà, parte per un viaggio di lavoro in Patagonia. Giuliana resta con la famiglia.
 
Restauro realizzato in 4K a partire dai negativi scena e colonna messi a disposizione da RTI-Mediaset. La correzione del colore è stata supervisionata presso il laboratorio Fotocinema dal direttore della fotografia Luciano Tovoli al fine di restituire al film il cromatismo ed il tono fotografico voluti all'epoca da Michelangelo Antonioni e Carlo di Palma. L'acquisizione ed il restauro del suono sono stati realizzati presso il laboratorio del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale sotto la supervisione di Federico Savina. 
 
«Ho cercato di sfruttare ogni minima risorsa narrativa del colore in modo che entrasse in armonia con lo spirito di ogni scena, di ogni sequenza. La concordanza tra certi nuovi modi di utilizzare il colore nel cinema moderno - penso per esempio a Resnais, a Bergman - non è casuale. È un'esigenza che abbiamo sentito contemporaneamente perché è legata all'espressione della realtà del nostro tempo […]. Non ho mai pensato: 'Adesso metto un blu accanto a un marrone'. Ho voluto che l'erba attorno al casotto sul canale fosse colorata per accentuare quel senso di desolazione, di morte. Bisognava rendere una certa verità del paesaggio» (Michelangelo Antonioni).
 

MISERIA E NOBILTÀ (1954)
Regia: Mario Mattoli. Interpreti: Totò, Sophia Loren, Enzo Turco, Carlo Croccolo, Dolores Palumbo, Valeria Moriconi, Franca Faldini, Liana Billi, Gianni Cavalieri, Franco Caruso. Sceneggiatura: Ruggero Maccari, dalla commedia omonima di Eduardo Scarpetta. Fotografia: Karl Struss (pellicola Ferraniacolor). Musica: Pippo Barzizza. Produzione: Carlo Ponti e Dino De Laurentiis per Excelsa Film.

Nella Napoli del 1890, lo squattrinato scrivano Felice Sciosciammocca convive con l'amico Pasquale, fotografo spiantato quanto lui, e con le rispettive famiglie. Un giorno il marchesino Eugenio, innamorato della ballerina Gemma, chiede a Felice e a Pasquale di spacciarsi per i suoi nobili parenti, in modo da impressionare il padre di Gemma - il ricco cuoco don Gaetano - e ottenere da lui la mano della ragazza.

Miseria e nobiltà è un restauro realizzato in collaborazione con Movietime s.r.l. ed effettuato presso il laboratorio Augustus Color di Roma. Il film è stato scansionato in 4K e poi restaurato digitalmente per eliminare le numerosissime spuntinature e le fluttuazioni di densità presenti nel negativo che era molto rovinato. La color correction è stata curata dal direttore della fotografia Giuseppe Lanci in collaborazione con il tecnico di Cinecittà Pasquale Cozzupoli, un esperto del Ferraniacolor, la pellicola già utilizzata per il primo film a colori della storia del cinema italiano, Totò a colori. Il restauro del suono è stato realizzato da Federico Savina. Spiega Lanci: "Restaurare il Ferraniacolor è molto più complesso che restaurare un film in bianco e nero dello stesso periodo, perché i coloranti delle pellicole degli anni '50 si sono deteriorati assai più rapidamente. Miseria e nobiltà è un film che tutti 'crediamo' di aver visto e rivisto in tv, ma in realtà era ad altissimo rischio di sparizione, e l'abbiamo salvato". Il restauro di Miseria e nobiltà ha avuto la sua "prima" mondiale a Napoli, lo scorso 9 ottobre, in quel Teatro San Carlo dove sono ambientate diverse scene del film: un'anteprima realizzata in collaborazione con la Regione Campania, la Film Commission Regione Campania e lo stesso Teatro San Carlo. Il film è stato poi proiettato durante la Festa del cinema di Roma, durante la quale  il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale ha ricordato Totò anche con una mostra fotografica intitolata "I volti di Totò", allestita nel foyer della Sala Sinopoli, all'Auditorium. Sono foto tratte da film con Totò, famosi e meno famosi, selezionato dal prezioso archivio fotografico della Cineteca Nazionale. 
 

DILLINGER È MORTO (1969)
Regia: Marco Ferreri. Interpreti: Michel Piccoli, Annie Girardot, Anita Pallenberg, Gino Lavagetto, Carole André, Carla Petrillo, Mario Jannilli. Sceneggiatura: Marco Ferreri, Sergio Bazzini. Fotografia: Mario Vulpiani. Musica: Teo Usuelli. Produzione: Alfred Levy, Ever Haggiag per Pegaso s.r.l.

La giornata senza senso di Glauco, ingegnere stanco della vita e dei rituali consumistici ai quali il mondo sembra essersi ridotto. Torna a casa dal lavoro, si prepara la cena, trova in dispensa una vecchia pistola avvolta in un giornale d'epoca che riporta in prima pagina la notizia della morte del gangster John Dillinger. Dipinge la pistola a pallini bianchi su fondo rosso, mima davanti allo specchio il proprio suicidio, abbozza un gioco erotico con la domestica per poi abbandonarla. Uccide la giovane moglie e fugge a bordo di uno yacht, offrendosi di sostituire il cuoco appena deceduto.

Il film è stato restaurato in 4K a partire dai negativi originali 35mm messi a disposizione dall'avente diritto Movie7 Media, società di Giuseppe Massaro. Il restauro è stato realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale in collaborazione con il laboratorio Cinema Communications Services - FLAT Parioli. La supervisione alla color correction è stata curata dal direttore della fotografia Luciano Tovoli, la supervisione al restauro del suono è a cura di Federico Savina. «Ho curato la fotografia di due film di Marco Ferreri - racconta Tovoli -, L'ultima donna e Ciao maschio. Lo ricordo come un artista geniale, provocatorio. Dillinger è un film bellissimo, anticipatore di molte tematiche del cinema futuro. Sono felicissimo di aver lavorato a questo restauro, anche per la stima e l'amicizia che mi legano al direttore della fotografia Mario Vulpiani. È stato un restauro "facile": la base era buonissima, il film era conservato bene. Ho lavorato con mano leggera, senza stravolgere nulla, abbiamo solo cercato di riportare in vita la brillantezza dei colori che si era un po' persa. Naturalmente ho lavorato sulla scansione digitale muta, ho rivisto il film sonoro solo da poco, a lavoro finito, e rimane un gran film".

Leggi l'articolo di Repubblica.it:
http://www.repubblica.it/speciali/cinema/roma/edizione2017/2017/11/02/news/festa_di_roma_marco_ferreri_dillenger_e_morto-180059778/