Fondo Valentino Brosio

 

Il fondo è costituito da 50 sceneggiature, tutte realizzate tranne una (si tratta de "I ragazzi dell'isola verde": la lavorazione del film fu interrotta per eccessiva crescita dei ragazzi, come si legge in una nota sulla sceneggiatura), e 13 soggetti originali. Gli autori delle sceneggiature sono tra i più fecondi e significativi del ventennio: tra gli altri, Sergio Amidei, Piero Ballerini, Oreste Biancoli, Alessandro Blasetti, Luigi Bonelli, Mario Bonnard, Carlo Borghesio, Carlo Ludovico Bragaglia, Carlo Campogalliani, Aldo De Benedetti, Ezio D'Errico, Alessandro De Stefani, Raffaello Matarazzo, Mario Monicelli, Vittorio Metz, Mario Soldati, Steno, Guglielmo Zorzi.

Valentino Brosio
(1903-1999) - Scrittore, studioso d'arte, collezionista e produttore cinematografico italiano. Conseguita la laurea in Legge nel 1925, si dedicò all'insegnamento della Storia dell'Arte e intraprese la carriera di giornalista. Lavorò come corrispondente e come collaboratore di numerosi giornali e riviste. Nel 1938 iniziò una lunga carriera cinematografica. Dei circa sessanta film dei registi più rappresentativi degli anni '40 e '50 cui collaborò, si ricordano: "La dama bianca" (1938) di Mario Mattòli, che segna l'esordio, "Due milioni per un sorriso" (1939) di Carlo Borghesio e Mario Soldati, "I promessi sposi" (1941) di Mario Camerini, "Un colpo di pistola" (1942) di Renato Castellani, "Malombra" (1942) di Mario Soldati, "Abbasso la ricchezza!" (1945) e "Abbasso la miseria!" (1946) di Gennaro Righelli, "La carrozza d'oro" (1952) di Jean Renoir, "I figli di nessuno" di Raffaello Matarazzo (1952) e "Venezia la luna e tu" di Dino Risi (1958). Negli anni 1945-1946 fu Presidente di Cinecittà e intraprese la ristrutturazione degli studi. Nel 1953, quando venne istituito il Corso di Direzione della Produzione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, Brosio fu chiamato come docente titolare. Il suo Manuale del produttore cinematografico, pubblicato nell'ambito della Collana di studi critici e scientifici del Centro Sperimentale di Cinematografia, Edizioni dell'Ateneo - Roma, ottenne il Premio Napoli nel 1956, ed è ancora oggi un testo di riferimento per gli aspiranti produttori.