Fondo Alberto Verso

 

Il fondo è stato donato nel 2013 e si compone di 1819 bozzetti di costume e di scena, raccolti in 82 cartelle suddivisi per teatro, cinema e pubblicità, le quali rispettano l'ordinamento dato dal costumista e 31 album di documentazione fotografica suddivisi per anni. Per ciascun bozzetto è evidenziato il film o l'opera teatrale per i quali è stato creato.

Alberto Verso (1941-2007) - Costumista e scenografo affermato in ambiente teatrale, cinematografico e televisivo, sia in Italia, sia all'estero, frequentò a Reggio Calabria il Liceo Artistico e, trasferitosi a Roma tra il 1959 ed il 1960, si iscrisse alla facoltà di Architettura. Debuttò nel 1965 disegnando scenografie e costumi per l'opera "La Mandragola", messa in scena dalla Compagnia di Peppino De Filippo; collaborò poi, come assistente, con Maurizio Monteverde in numerose realizzazioni di prosa, lirica e televisione e nel frattempo con altri grandi costumisti come Maria De Matteis in "Waterloo" (1970), Eugenio Guglielminetti in "Orfeo in paradiso" (1971), Ezio Frigerio nell'opera "Wozzeck" (1979) messa in scena da Liliana Cavani per il 42° Maggio Musicale Fiorentino. Grazie al sodalizio con il costumista Piero Tosi, partecipò a importanti produzioni come "Il portiere di notte"(1974), "Al di là del bene e del male" (1977), "La pelle" (1981) e "Oltre la porta" (1982) di Liliana Cavani, "L'innocente" (1976) di Luchino Visconti, "Per le antiche scale" (1975) e "La storia vera della signora delle camelie" (1981) di M. Bolognini e "Il malato immaginario" (1979) di Tonino Cervi. A teatro numerose sono le collaborazioni con il regista Walter Pagliaro, mentre in televisione si ricordano gli sceneggiati "La pietra di luna" (1972) e "I due prigionieri" (1985) di Anton Giulio Majano, "Il segreto del Sahara" (1988) e "I guardiani del cielo" (1999) di Alberto Negrin, "La romana"(1988) di Giuseppe Patroni Griffi, "Il grande Fausto" (1995) e "Il furto del tesoro" (2000) di Alberto Sironi. Per il cinema ha firmato i costumi di "Interno berlinese" (1985) e "Il gioco di Ripley" (2003) di Liliana Cavani, (per il quale ha firmato i costumi di Chiara Caselli), "Rebus" (2003) di Massimo Guglielmi, "Mio caro dottor Gräsler" (1990) di Roberto Faenza (in collaborazione con la costumista Milena Canonero), "L'avaro" (1990) di Tonino Cervi, "La tregua" (1997) di Francesco Rosi, "Vipera" (2001) di Sergio Citti.