Fondo Mario Verdone

 

Il corposo epistolario, depositato temporaneamente dai figli nel 2017, è interamente digitalizzato e corredato di un inventario. E' costituito da più di un migliaio di documenti che permettono di seguire - lungo un arco cronologico che va dalla metà del sec. XX al sec. XXI - sia l'evoluzione degli studi e degli interessi culturali di Mario Verdone, sia lo sviluppo della sua attività lavorativa e dei rapporti che mantenne con rilevanti personalità dell'ambiente letterario e dello spettacolo italiano e internazionale. La parte centrale è rappresentata dalla serie "Corrispondenza", costituita da circa 900 documenti tra lettere, minute, cartoline, biglietti e telegrammi, attorno alla quale gravita il resto del materiale. Quest'ultimo comprende: oltre cento appunti manoscritti e dattiloscritti di Verdone, appartenenti al periodo delle avanguardie storiche e in particolare alla corrente del Futurismo; più di cento tra ritagli stampa e giornali; oltre cento stampe fotografiche in bianco e nero; l'estratto "Platone politico", Siena, 1941 e il "Palio futurista Siena", Roma, 1978 di Verdone. Sono inoltre presenti pubblicazioni di altri autori, la maggior parte dei quali appartenenti al Futurismo. La serie, vista la complessità della documentazione, è stata uniformemente suddivisa per argomento e per mittente e, all'interno di ogni voce, ordinata cronologicamente dal documento più recente al più antico. Gli argomenti spaziano dal cinema al teatro, dalla radio al circo, dalla pittura alla scenografia, dalla didattica presso il CSC e le università alla sua attività come vice-presidente del CSC e come membro o presidente di organizzazioni italiane e straniere, dalle conferenze in università e istituti culturali a organizzatore di rassegne, convegni ed eventi.
 
Mario Verdone (1917-2009) - Intellettuale, documentarista, scrittore, critico dello spettacolo, organizzatore culturale, professore emerito di Storia e critica del film e molto altro. Dal 1941 Mario Verdone inizia il suo lungo percorso all'interno del Centro Sperimentale di Cinematografia come segretario didattico. Dopo una battuta d'arresto causata dal richiamo alle armi nel 1943 e dalla chiusura del Centro durante la guerra, vi rientra nel 1948 ricoprendo il ruolo di docente e segretario di redazione della rivista «Bianco e nero», nonché redattore, e di vicedirettore dell'Istituto negli anni Sessanta.