Fondo Alida Valli

 

L'archivio dell'attrice è stato donato dai figli al CSC tra novembre del 2015 e luglio del 2016. E' costituito da: epistolario, documenti attività lavorativa, sceneggiature cinematografiche e televisive originali, copioni teatrali, fotografie, pressbook, programmi di sala, fascicoli di periodici e ritagli stampa, materiale grafico personale e pubblicitario. Nello specifico raccoglie sette cartelle dell'attività lavorativa, contenenti proposte, contratti, piani di lavorazione; ventitrè cartelle di rassegna stampa e un centinaio di fascicoli di riviste (1937-2006); centosessantanove sceneggiature e copioni; dodici cartelle di lettere, biglietti e cartoline dei suoi ammiratori (1937-2006). La corrispondenza personale (1930-2006) comprende una cartella di lettere inviate e ventotto cartelle di lettere ricevute. Il fondo è interamente ordinato e consultabile, le fotografie sono depositate e consultabili presso la Fototeca.


Alida Valli (1921-2006) - attrice cinematografica, teatrale e televisiva
ed allieva del Corso di Recitazione del Centro sperimentale di cinematografia, amata e apprezzata dal pubblico, Alida Valli ha lavorato in note produzioni cinematografiche nazionali e internazionali che hanno fatto la storia del cinema, rivestendo ruoli totalmente differenti, da giovane sbarazzina delle commedie dei telefoni bianchi a personaggi tormentati o inquietanti, da madre edipica a donna anziana. E' stata l'interprete, nella sua lunga carriera iniziata nel 1936, di film memorabili come "Manon Lescaut " (1940) di Carmine Gallone, "Piccolo mondo antico" (1941) e "Eugenia Grandet"(1946) di Mario Soldati (con il primo ottiene il Premio nazionale della cinematografia come miglior attrice dell'anno, con il secondo il Nastro d'argento), "The Paradine Case" (1947) di Alfred Hitchcock, "The Third Man" (1949) di Carol Reed, "Senso" (1954) di Luchino Visconti (con cui le viene assegnato il premio Grolla d'oro come migliore attrice), "Il grido" (1957) di Michelangelo Antonioni, "Edipo re" (1967) di Pier Paolo Pasolini, "La strategia del ragno" (1970), "Novecento" (1976) e "Berlinguer ti voglio bene" (1977) di Bernardo Bertolucci, "Suspiria" (1977) di Dario Argento. Ha vinto, tra gli altri premi, un David come miglior attrice non protagonista per "La caduta degli angeli ribelli" (1981) di Marco Tullio Giordana, il David alla carriera nel 1991 e il Leone d'oro alla carriera nel 1997. Nel 1956 ha iniziato a recitare in teatro nella compagnia di Giancarlo Zagni, confermando il suo talento e successo. Attivissima anche in televisione fin dal 1959 come interprete di sceneggiati, commedie e telefilm.