Fondo Folco Quilici

 

Il fondo è stato donato dal regista del 2009, successivamente integrato nel corso del 2011. E' composto da n. 346 tra: monografie, soggetti, trattamenti, sceneggiature, tesi, press book, dvd e cartelle di corrispondenza prodotta e ricevuta dal regista; rassegna stampa (articoli di quotidiani su e di Folco Quilici), brochure promozionali e inviti relativi a film e libri presentati durante conferenze e festival cinematografici.

Folco Quilici (1930-2018) - Documentarista cinematografico e televisivo e scrittore italiano. Ha frequentato il Corso di Regia del Centro Sperimentale di Cinematografia. Il suo primo lungometraggio è stato "Sesto continente" (Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954); il volume con lo stesso titolo vince il Premio Marzotto. Seguono negli anni a venire cortometraggi e film che hanno fatto storia, tra i quali: "L'ultimo paradiso" (1956), "Dagli Appennini alle Ande" (1959), "Ti-Koyo e il suo pescecane" (1961), "Oceano" (1971), "Fratello mare" (1974), "Il Dio sotto la pelle" (1974), "Cacciatori di navi" (1991). Ha alternato la documentaristica cinematografica con l'attività giornalistica, segnalandosi per le inchieste ed i servizi speciali riguardanti l'ambiente e la civiltà. Nel periodo che va dal 1966 al 1978 realizzò quattordici documentari, aventi come titolo "L'Italia vista dal cielo", affiancati da volumi illustrati, scritti e filmati con i maggiori nomi della letteratura italiana contemporanea. Dal 1971 al 1989 ha diretto e curato la rubrica Geo rete Rai 3. Ha pubblicato numerosi testi di narrativa tra i quali "Cielo verde" (1997). Nel 2002 ha ricevuto il premio NEOS dell'Associazione Giornalisti di Viaggio, per la sua attività di scrittore. Dal febbraio 2003 al giugno 2006 ha presieduto l'ICRAM (Istituto Centrale per la ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare), ente pubblico di ricerca sul mare vigilato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.