La nostra storia

Da più di settanta anni il cinema è la nostra passione.

La nostra storia:

> I primi dieci anni. Il contributo fondamentale del CSC all'elaborazione di uno stile tutto italiano.

> Dal dopoguerra al '68. La ricostruzione e il cinema del boom.

> La gestione Rossellini (1968-1974). L'utopia multimediale.

> Dagli anni Ottanta a oggi.

 

 

 

 




I primi dieci anni. Il contributo fondamentale del Centro Sperimentale di Cinematografia all'elaborazione di uno stile tutto italiano.

L'idea di realizzare una Scuola Nazionale di Cinematografia risale al 1930 e si deve al regista Alessandro Blasetti.
L'anno successivo Anton Giulio Bragaglia fornisce una relazione alla Corporazione dello Spettacolo sui fondamenti di un tale organismo: vi si ipotizza un istituto politecnico dedito alla formazione di tutti i mestieri del cinema. Sulle prime viene realizzata, come branca del conservatorio di Santa Cecilia, solo la parte del progetto dedicata alla recitazione, con la direzione di Blasetti e sotto il controllo incrociato dei ministeri dell'Educazione Nazionale e delle Corporazioni. L'insegnamento segue un metodo naturalistico: si portano gli allievi a contatto con casi umani estremi (ad esempio in manicomi e ospedali) per calarli in un'interpretazione strettamente realistica.
Nel 1934 il conte Ciano crea la Direzione Generale per la Cinematografia, che raggruppa le competenze sul cinema prima suddivise fra i vari ministeri, ponendole quindi sotto un più stretto e diretto controllo del regime. Alla direzione di questo nuovo organismo viene posto Luigi Freddi, che considera esigenza principale la formazione di nuove leve e, ritenendo insufficiente l'azione della Scuola, crea al suo posto il Centro Sperimentale di Cinematografia, cui mette a capo il noto critico letterario Luigi Chiarini. Freddi si occupa della parte amministrativa e del rapporto con lo Stato, mentre Chiarini delinea la struttura dei corsi sulla base di un attento studio delle pochissime istituzioni straniere che avevano gi affrontato esperienze simili. L'obiettivo quello di coniugare la pratica cinematografica con un'ampia preparazione culturale.
La Scuola Nazionale di Cinematografia viene così sciolta e il 13 aprile 1935 il nuovo Centro Sperimentale di Cinematografia si insedia provvisoriamente nello scantinato di una scuola media, mentre comincia la progettazione del complesso di via Tuscolana, affidata agli architetti Antonio Valente ( >>> vedi allegato a sinistra nell' area downloads) e Pietro Aschieri. La costruzione inizia nel 1937 grazie ai fondi che, su iniziativa di Freddi, sono dirottati dalle casse del Casinò di Venezia al finanziamento dell'impresa. La nuova sede concepita per servire al meglio le necessità della didattica. Il progetto ha risonanza internazionale, anche perchè l'edificio è un gioiello dell'architettura stupendamente attrezzato.
Luigi Chiarini ritiene che il cinema debba essere lo specchio della fisionomia nazionale e popolare del paese, in profondo contrasto con l'internazionalismo di radice mitteleuropea delle commedie dei "telefoni bianchi" del periodo.
Pensa inoltre al passaggio dal cinema di propaganda a quello politico ed educativo. A questa battaglia si unisce Umberto Barbaro, traduttore di Ejzenstejn e Balzàs, critico, narratore e drammaturgo. Blasetti continua a insegnare regia, mentre a insegnare storia del cinema viene chiamato Francesco Pasinetti, che aveva girato, appena ventitreenne, il film "Il canale degli angeli" sulla base dei canoni estetici propugnati da Chiarini e Barbaro.
I corsi iniziano il 1° ottobre del 1935 e si dividono in cinque branche: recitazione, ottica, fonica, scenotecnica e produzione. Alcuni insegnamenti, come estetica e storia del cinema, funzione sociale della cinematografia e storia dell'arte, sono in comune a tutti gli indirizzi. Il corso dura due anni, più un terzo per chi ne fa richiesta.
Il Centro Sperimentale di Cinematografia si dota di una biblioteca e di una cineteca, ricca quest'ultima di molti capolavori del cinema mondiale. Altro pilastro dell'attività del Centro è  la pubblicazione di "Bianco e Nero", rivista di storia e critica cinematografica come non se ne erano mai viste. Vi si studiano le nuove tendenze anche in vista della formazione di un pubblico più esigente. Nonostante il suo taglio scientifico la rivista gode di una certa popolarità.
In quegli anni il Centro cura anche la pubblicazione di una collana di libri su tecnica ed estetica nel cinema, avvalendosi di autori italiani e stranieri, nonchè la produzione di film didattici sempre sulla tecnica filmica, primo fra i quali "L'inquadratura" di Renato May.
Dal 1938 il Centro Sperimentale di Cinematografia comincia a collaborare alla creazione di lungometraggi di professionisti come "L'ultima nemica" di Barbaro e "La peccatrice" di Palermi, girato negli stessi stabilimenti del Centro. Nel 1942 autoproduce "Via delle cinque lune" di Chiarini, realizzato con la collaborazione di docenti, allievi ed ex allievi.
Nell'ultima fase della guerra il Centro costretto a chiudere, viene saccheggiato dalla Wermacht delle sue strumentazioni, e in particolar modo saccheggiata la cineteca, dei cui materiali si perdono definitivamente le tracce, con l'eccezione di una decina di pellicole fortunosamente nascoste da alcuni dipendenti.
In questo decennio il Centro Sperimentale Centro il fulcro della formazione di quegli autori che saranno i protagonisti della nuova epoca del cinema italiano: Michelangelo Antonioni, Giuseppe De Santis, Gianni Puccini, Steno, Luigi Zampa; di attori come Gianni Agus, Paolo Carlini, Andrea Checchi, Arnoldo Foà, Massimo Serato, delle "dive" Clara Calamai, Carla Del Poggio, Irasema Dilian, Mariella Lotti e Alida Valli; di scenografi e costumisti come Mario Chiari, Vittorio Nino Novarese (due Oscar nel dopoguerra), Gianni Polidori e Maria De Matteis (che negli anni a venire sbarcheranno a Hollywood); e di direttori della fotografia come Pasqualino De Santis (primo Oscar italiano per la fotografia) e Gianni Di Venanzo.
Ricordiamo i casi un po' anomali di allievi come Pietro Germi, che si diploma attore ma diventa celebre soprattutto come regista; Leopoldo Trieste, che si diploma regista ma diventa interprete di tanti film di Fellini e di Germi; e Dino De Laurentiis, che frequenta i corsi di recitazione per poi diventare uno dei più grandi produttori del mondo. E anche futuri giornalisti come Ermanno Contini e Mario Pannunzio, o uomini politici come Pietro Ingrao.
In particolare da notare che negli anni del fascismo il Centro e' un luogo di sviluppo della coscienza critica in antagonismo con il regime, uno spazio di confronto intellettuale, come ve ne sono pochissimi, e produce risultati culturalmente liberali. Tra gli insegnanti di quel primo, fondamentale periodo, ricordiamo (oltre a quelli gi nominati) Rudolf Arnheim (che si trasferisce poi in America), lo storico dell'arte Giuliano Briganti, il regista e scrittore Corrado Pavolini, il regista Ferdinando Maria Poggioli, il direttore della fotografia Piero Portalupi, il regista Piero Scharoff, il costumista Gino Sensani, l'organizzatore Libero Solaroli, l'architetto Antonio Valente.

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A partire dal dopoguerra e per circa un ventennio la lotta politica fra cattolici e marxisti determina una continua alternanza nella gestione del Centro Sperimentale di Cinematografia. Alla riapertura nel 1946 ne prende la guida Umberto Barbaro, che diventa direttore anche di "Bianco e Nero".
Il 20 gennaio 1947 si inaugura il primo biennio, vi insegnano, fra gli altri, Michelangelo Antonioni e il direttore della fotografia Carlo Nebiolo; vi tengono seminari Visconti, De Sica, Germi, Soldati, Lattuada.
Una legge del 1949 istituisce la Cineteca Nazionale e prevede (per la prima volta in un paese occidentale) il deposito obbligatorio di tutti i film di produzione nazionale.
Il 31 maggio del 1955 reso operativo il nuovo statuto redatto da Nicola De Pirro e Giuseppe Sala, che assegna esplicitamente al Centro Sperimentale di Cinematografia una funzione attiva nell'ambito della ricerca e dell'editoria, oltre alle funzioni di formazione e di conservazione del patrimonio filmico nazionale.
Il Centro Sperimentale di Cinematografia pubblica il "Filmlexicon degli autori e delle opere", dizionario biofilmografico internazionale, primo al mondo nel suo genere, e realizza il film di montaggio "Antologia del Cinema Italiano"; fra i promotori della creazione del Centre International de Liaison entre les Ecoles de Cinéma et de Télévision (CILECT); si dota di strutture televisive trasformando uno dei suoi teatri di posa e dimostrando, fra le prime scuole al mondo, un forte interesse per il nuovo mezzo.
In questi anni il CSC diventa un fondamentale punto di riferimento non solo per il cinema italiano, ma per il cinema di tutto il mondo. Moltissimi sono gli aspiranti cineasti provenienti da paesi dove le scuole di cinema non esistono o sono molto modeste.
Questi stranieri - in prevalenza latino americani, ma anche africani, arabi, greci, slavi e non di rado provenienti anche dall'estremo Oriente - studiano al Centro Sperimentale di Cinematografia e poi rientrano in patria, dove non solo esercitano la loro professione, ma spesso contribuiscono alla creazione di nuovi istituti di formazione strutturati secondo i principi del CSC. Un caso tra molti: gli ex allievi Gabriel Garcìa Màrquez e Fernando Birri fondano la Scuola di cinema di Cuba, tuttora la piu' importante dell'America Latina. Inoltre, i piu' grandi esponenti del cinema internazionale vengono in visita e svolgono seminari presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.
Tra gli altri allievi di questo periodo: i registi Silvano Agosti, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Roberto Faenza, Nanni Loy, Francesco Maselli, Folco Quilici, ma anche Antonello Falqui, che tra i massimi registi italiani di varieta' televisivo; i direttori della fotografia Giuseppe Lanci, Vittorio Storaro, Luciano Tovoli, Nestor Almendros e Renato Berta; gli scenografi Francesco Bronzi, Gian Tito Burchiellaro, Mario Garbuglia e Beni Montresor; gli attori Claudia Cardinale, Antonio Cifariello, Carla Gravina, Paola Pitagora, Stefano Satta Flores, ma anche Renato De Carmine e Giulia Lazzarini, che diventeranno pilastri della compagnia teatrale diretta da Giorgio Strehler, Raffaella Carrà, prototipo di showgirl televisiva a tutto tondo, e Domenico Modugno, "Mister Volare"; infine gli scrittori Manuel Puig e Angelo Maria Ripellino.
Tra i docenti di questi anni, oltre a quelli già ricordati: Paola Borboni, Andrea Camilleri, Veniero Colasanti, Luigi Comencini, Orazio Costa, Edmo Fenoglio, Nanni Loy, Virgilio Marchi, Luciano Mondolfo, Antonio Pietrangeli.

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Nel fatidico 1968 Roberto Rossellini viene nominato commissario straordinario del Centro Sperimentale di Cinematografia, e ricopre tale carica con l'idea di mettere in moto ricerche interdisciplinari sull'insieme dei mezzi di comunicazione di massa, con un occhio di riguardo per la televisione; inoltre si propone di ripensare radicalmente i normali corsi. A quelli tecnici si affiancano infatti corsi di psicologia, storia, economia e sociologia, in un nuovo ordinamento che non prevede più la parcellizzazione dei diversi mestieri del cinema, ma mira alla formazione di "cineasti globali". Rossellini promuove l'autogestione dei piani di studio da parte degli studenti e sopprime il corso di recitazione. Fernaldo Di Giammatteo, è nominato subcommissario, a capo delle iniziative culturali: trasforma "Bianco e Nero" in una rivista monografica, promuove contatti con gli altri settori della cultura italiana e internazionale e dà rilievo alla comunicazione di massa per un suo eventuale utilizzo nella promozione dell'immagine del paese in campo internazionale.
I movimenti studenteschi e le contestazioni intellettuali del 1968-1972 mettono in crisi molte istituzioni cinematografiche italiane come il festival di Venezia e provocano gravi difficoltà all'esperimento Rossellini. Nel 1974 il Ministero del Turismo e dello Spettacolo toglie l'incarico a Rossellini. Tra gli allievi di questi anni ricordiamo, tra gli altri, Carlo Verdone e Peter Del Monte, e, tra i docenti, Ennio Guarnieri, Carlo Lizzani, Vittorio Storaro, Valerio Zurlini.

Nel 1981, mentre si svolge presso la Cineteca Nazionale il 37° congresso della Fédération Internationale des Archives du Film (FIAF), si torna alla distinzione dei corsi per orientamento professionale: regia, ripresa cinematografica (cioè fotografia cinematografica), scenografia e costume, organizzazione della produzione. Il Consiglio d'Amministrazione viene ricomposto nel 1982, anno che alcuni storici indicano come momento di svolta per il Centro Sperimentale di Cinematografia: ne fanno parte quindici esponenti di organismi pubblici e privati. Vengono nominati Giovanni Grazzini alla presidenza ed Ernesto G. Laura alla direzione. Il primo bando di concorso della nuova gestione esce nel 1983 e prevede 50 posti suddivisi in 35 italiani e 15 stranieri. Viene ripristinato in via sperimentale il corso di recitazione e si procede a un radicale ammodernamento tecnologico dei macchinari. Il Centro Sperimentale di Cinematografia  raggiunge un accordo con l'Unione Produttori per l'inserimento dei suoi diplomati in seno all'attività produttiva.
Il 1987 è un anno sfortunato: vi sono problemi nel Consiglio d'Amministrazione e un incendio distrugge il Teatro1 dove, fra l'altro, erano custodite circa 3000 pellicole. A Grazzini succedono - a partire dal 1988 - la regista Lina Wertmuller, il produttore Alfredo Bini e i docenti universitari Orio Caldiron e Lino Micciché, che gestiscono il Centro con stili diversi, e ne promuovono un rinnovamento generale. Nel 1991 la Cineteca Nazionale presenta a Venezia la copia restaurata de "Il Gattopardo", prima tappa di un impegno nel restauro che diverrà sistematico. Il Cinema dei Piccoli a Villa Borghese diventa sala della Cineteca Nazionale, che vi propone rassegne di storia del cinema. Si procede a un'ampia attività editoriale fra cui la poderosa "Storia del cinema italiano" in 15 volumi. Si prosegue nell'informatizzazione e nell'incremento delle strutture. Il Centro Sperimentale di Cinematografia riprende anche un posto centrale nel contesto internazionale, assumendo per otto anni la presidenza del Groupement Européen des Ecoles de Cinéma et de Télévision (GEECT) e - dal 2000 - quella del Centre International de Liaison des Ecoles de Cinéma et de Télévision (CILECT). Si cerca di affrontare in modo concreto e propositivo la realtà del contesto cinematografico: bisogna riconquistare il pubblico per difendere la propria identità culturale e la propria industria.
Nel 2002 viene costituito un nuovo Consiglio d'Amministrazione con alcune tra le personalità più illustri e rappresentative della cultura e dell'arte cinematografica. Il Presidente Francesco Alberoni, sociologo di fama mondiale, costruttore e rettore fino al 2001 dell'Università IULM di Milano. Lo affiancano, come consiglieri: lo scenografo Dante Ferretti, indiscusso protagonista del grande cinema internazionale, che ha lavorato, tra gli altri, con Martin Scorsese alla realizzazione di "L'età dell'innocenza", "Casinò", "Kundun", "Gangs of New York" e "The Aviator", per cui stato premiato, insieme a Francesca Lo Schiavo, con l'Oscar; Giancarlo Giannini, uno dei volti più celebri del cinema italiano, attore versatile, dotato di una personale tecnica interpretativa che, diretto da registi come Visconti, Scola, Monicelli, Risi, Loy, Wertmller, Avati, Coppola, Scott, ha raggiunto celebrità e successo internazionali, confermati, tra l'altro, da nominations all'Oscar; Carlo Rambaldi (3 Oscar), pittore, scultore ed esperto di meccanica del movimento, insostituibile collaboratore nella realizzazione di molti film, soprattutto storici, fantastici e horror - da "Barbarella" a "Profondo Rosso", da "La Bibbia" a "Incontri ravvicinati del terzo tipo", ma soprattutto "padre" di tre celeberrime creature premiate con l'Oscar: "King Kong", il mostro di "Alien" ed "E.T. l'extraterrestre"; Gavino Sanna, maestro della comunicazione pubblicitaria.
Nel 2004, con l'approvazione di un nuovo statuto, il Consiglio d'Amministrazione è ricostituito con la partecipazione di Massimiliano Perri, Giorgio Tino,  Daniela Formento.
Sotto la presidenza di Alberoni si progetta la ricostruzione del Teatro1 e nasce il "Laboratorio digitale Telecom Italia", una delle poche realtà di questo genere nel panorama europeo. Si stabiliscono contatti di coproduzione con RAI Cinema al fine di garantire ai diplomati un immediato confronto con il mercato e con il pubblico. Il Centro Sperimentale di Cinematografia  cresce e si diversifica sul territorio nazionale: viene potenziata a Torino la Scuola dedicata al cinema d'Animazione; a Ivrea viene istituito l'Archivio Nazionale del Cinema d'Impresa; a Milano la Sede Lombardia vengono creati i corsi in Cinematografia d'Impresa: Documentario e Pubblicità Creazione e Produzione Fiction, oltre al Centro di Ricerca e al Laboratorio di Cinematografia Digitale. Inoltre, nel 2008 viene istituita a Palermo la Sede Sicilia della Scuola e inaugurato il Corso di documentario storico artistico e docu-fiction per la formazione di giovani filmmaker. Infine, il 27 maggio 2011, il Centro Sperimentale di Cinematografia-Scuola Nazionale di Cinema in collaborazione con Regione Abruzzo, Provincia dell'Aquila, Comune dell'Aquila e con il sostegno del MiBAC - Direzione Generale Cinema, annuncia l'apertura della nuova sede distaccata del CSC a L'Aquila. La Scuola avrà l'obiettivo di offrire ai suoi allievi un modello formativo di eccellenza conciso e flessibile in sintonia con la continua evoluzione del mercato del lavoro. In particolare, verrà avviato all'Aquila un corso per la formazione di film-makers specializzati nel campo del reportage storico - d'attualità.
Il Consiglio d'Amministrazione, presieduto da Francesco Alberoni,  composto da Pupi Avati, Giancarlo Giannini, Giorgio Tino e Dario Edoardo Viganò è rimasto in carica fino ad ottobre 2012 . Il Centro Sperimentale di Cinematografia consolida in questo periodo i rapporti con RAI Cinema e con Medusa Film per la coproduzione dei film di diploma degli allievi della Scuola Nazionale di Cinema realizzati dalla CSC Production (società interamente partecipata dal CSC). Anche le attività della Cineteca Nazionale si sono incrementate, in particolare, nei restauri di film e documentari, spesso realizzati con il contributo di gradi aziende private. Tra gli allievi di questi anni: i registi Francesca Archibugi, Fausto Brizzi, Gabriele Muccino, Alessandro Piva, Salvatore Mereu, Eros Puglielli, Paolo Virzì, Costanza Quatriglio, Gianni Zanasi, Michele Carillo, Claudio Cupellini   il documentarista Gianfranco Pannone; gli attori Carolina Crescentini, Iaia Forte, Ana Caterina Morariu, Francesca Neri, Stefania Rocca, Enrico Lo Verso, Alba Rohrwacher, Riccardo Scamarcio, Filippo Nigro, Daniela Virgilio; i montatori Francesca Calvelli e Jacopo Quadri, veri e propri iniziatori di una nuova maniera di raccontare; gli scrittori Luigi Guarnieri, Melania Mazzucco e Susanna Tamaro; i direttori di fotografia: Gian Enrico Bianchi e Arnaldo Catinari; i tecnici del suono: Giovanni Rossi e Paolo Ketoff; i costumisti Daniela Ciancio, Silvia Nebiolo e Andrea Sorrentino.
Tra i docenti: Age, Gianni Amelio, Piero Berengo Gardin, Gianni Bisiach, Vincenzo Cerami, Alessandro D'Alatri, Luigi De Laurentiis, Piera Degli Esposti, Giuseppe De Santis, Franco Di Giacomo, Carlo Di Palma, Giulio Gianini, Alfredo Giannetti, Giuseppe Lanci, Roberto Perpignani, Ugo Pirro, Domenico Procacci, Giuseppe Rotunno, Furio Scarpelli, Piero Tosi, Ingrid Thulin, Monica Vitti, Italo Zingarelli.
Dall'autunno del 2012 viene nominato come nuovo presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia Stefano Rulli, sceneggiatore e regista italiano, lo affiancano come consiglieri d'amministrazione Carlo Verdone, Nicola Giuliano, Aldo Grasso e Olga Cuccurullo. Successivamente vengono nominati Caterina d'Amico preside della Scuola nazionale di Cinema e Emiliano Morreale Conservatore della Cineteca Nazionale.
Alla fine del 2016 viene nominato come nuovo presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia il dott. Felice Laudadio.